Un’intervista all’improvviso. Ieri sera in prime time su Rai3 Imane Khelif, medaglia d’oro olimpica a Parigi da mesi al centro di insulti dal taglio transfobico, è per la prima volta comparsa in una trasmissione italiana, ma senza nessun annuncio, comunicato, nulla di nulla. Improvvisamente nel corso di Lo Stato delle Cose, nuova trasmissione di Massimo Giletti, Imane Khelif ha replicato all’infinità di fake news venute a galla da agosto ad oggi, coinvolgendo capi di Stato, premier, sportive leggendarie e scrittrici miliardarie.
La scorsa settimana, dopo la cover di Vogue Arabia conquistata da Imane, l’ennesima bufala diventata virale, con finti documenti che attesterebbero la presenza di testicoli e micropene. Una fake news arrivata anche in Italia grazie a Pro Vita, mentre Marco Rizzo ha condiviso un’immagine di Imane con il corpo da uomo visibilmente realizzata tramite intelligenza artificiale.
Imane Khelif a Lo Stato delle Cose
Khelif ha confessato a Giletti che i famigerati documenti che a detta dell’IBA certificherebbero la presenza del cromosoma XY nel suo DNA nessuno li ha mai visti.
“Non li ho mai visti, neanche dopo la mia esclusione dalle competizioni internazionali. Quel giorno mi portarono un foglio e mi chiesero di firmarlo, dichiarando che non avrei gareggiato. La situazione mi sembrava irreale, non riuscivo a crederci. Essere in finale ma non avere la possibilità di gareggiare. Io sognavo la medaglia d’oro e quel sogno è improvvisamente svanito. Ero scioccata. Questi esami erano molto generici, la federazione algerina ha presentato un appello e da quell’appello la credibilità dell’IBA non esiste più, non hanno più credibilità”.
Nel marzo del 2023, va ricordato, Khelif è stata squalificata dai Campionati mondiali di pugilato dilettanti femminile 2023 poco prima del suo incontro per la medaglia d’oro contro Yang Liu, perché a loro dire non aveva superato un non meglio specificato “test di idoneità”. Squalificata dopo 4 incontri vinti.
Successivamente, il presidente dell’IBA Umar Kremlev, amico di Vladimir Putin, ha affermato che un test del DNA avrebbe certificato che Khelif possiede cromosomi XY e che “stava cercando di ingannare le sue colleghe e fingersi donna“. Ma l’IBA non ha mai reso pubblico né il risultato né la metodologia dei test, in quanto “riservati”. Il CIO ha successivamente bandito l’IBA, definendo la sua decisione presa nei confronti di Imane “improvvisa e arbitraria”, “senza alcun giusto processo”. Khelif è così andata alle Olimpiadi di Parigi, diventando caso internazionale a causa degli insulti transfobici che l’hanno travolta, coinvolgendo persino la nostra pugile Angela Carini, fino al trionfo in finale e all’oro che l’ha tramutata in eroina in patria.
Imane Khelif e la guerra dell’IBA
“Dopo aver presentato l’appello nei confronti dell’IBA, l’hanno respinto e indetto un nuovo voto“, ha continuato Imane Khelif, in onda su Rai3. “Se fosse stato tutto regolare, perché indire nuove votazioni per escludermi? Mi hanno detto che non avrei partecipato alla finale ma non c’è alcun articolo nel codice della federazione internazionale che potesse giustificare la mia esclusione. Tutto è stato fatto in modo molto casuale, senza una reale comprensione della situazione“.
Massimo Giletti ha chiesto ad Imane se effettivamente abbia un livello di testosterone più alto rispetto alla norma.
“Credo che la donna sportiva e la donna ordinaria possano essere diverse, perché una donna che fa sport fa altri tipi di attività. Ma posso assicurarvi che sono sempre molto attenta ai miei ormoni, prendiamo tutte le precauzioni affinché i miei ormoni rientrino nei parametri di tutte le competizioni. Nessuno ha mai avuto nulla da ridire a riguardo. Tutti i miei livelli ormonali sono sempre rientrati nei parametri. Sono dalla parte della commissione medica che provvede a fare questi controlli“.
Imane Khelif e l’incontro farsa contro Angela Carini
Non a caso il CIO ha sempre difeso Imane, sostenendo potesse competere. Tra i match affrontati c’è stato quello chiacchieratissimo con Angela Carini, ritiratasi dopo un solo pugno e un minuto passato sul palco.
“Io mi sono allenata con lei, è una persona che conosco, un’amica, mi conosce bene. In passato ci siamo incrociate varie volte qui in Italia, perché la squadra algerina veniva ad allenarsi ad Assisi. Angela mi conosce benissimo, ma non voglio prendermela con lei. Resta una pugile, una giovane ragazza. Le persone con le quali ce l’ho sono le persone che hanno fatto pressioni su di lei affinché si comportasse in quel modo. Io non credo che lei si sia comportata in quel modo di sua spontanea volontà. Sono assolutamente sicura che la pressione a cui è stata sottoposta l’ha poi portata a questo comportamento. Avrei voluto un incontro normale con lei, poi dopo quel che è successo sono rimasta dispiaciuta. È stata una farsa, ma ripeto non me la prendo con Angela. Dopo quell’incontro non l’ho più incontrata, ma ho visto un video in cui mi ha chiesto scusa. Accetto le sue scuse, resta una sorella, un’amica. Lo sport è questo, può capitare. Voglio dirle che era e resta un’amica, che le auguro ogni successo. Le persone possono sbagliare, quello che importa è imparare dai nostri errori”.
Imane Khelif e gli insulti
Impossibile non affrontare il tema degli insulti arrivati anche dal mondo politico. Giorgia Meloni, in piena Olimpiade, disse che chi ha caratteristiche genetiche “diverse dal mondo femminile” non dovrebbe competere con le donne cisgender.
“Non avevo letto questa sua dichiarazione, ma ho visto che molti politici e presidenti che parlano senza fonti. Ed è strano perché fanno dichiarazioni che non hanno basi, contatti con la realtà. Credo che il CIO abbia tutti gli strumenti e i medici per poter prendere una decisione. Hanno fatto una guerra contro di me attraverso i social, con immagini create tramite AI. Chi le ha ideate sono persone di poco spessore“.
Khelif ha infine annunciato che ha denunciato il giornalista franco-algerino che la scorsa settimana ha diffuso l’ennesima fake news ai suoi danni, parlando di finti referti medici che attesterebbero la presenza di testicoli e di un micropene. “I miei avvocati sono già all’opera, ci stanno lavorando. Ci vedremo in tribunale con questo signore. Il successo ha i suoi nemici. Ogni persona che ha successo si ritroverà con dei nemici, ed è quello che sta accadendo. Questo giornalista, che è anche poco conosciuto, cercava probabilmente un po’ di fama. È un algerino di cittadinanza francese, forse ha un po’ di odio verso il suo paese d’origine e credo l’abbia sfogato su Imane Khelif”. “Cosa dico a chi mi definisce un uomo? Che sono una medaglia d’oro. Voi potete parlare, chiacchierare, ma Imane Khelif c’è”.
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