Donald Trump, feroce replica alla vescova Budde: “Radicale di sinistra che mi odia, chieda scusa”

"A parte le sue dichiarazioni inappropriate, il sermone è stato molto noioso e poco stimolante. Non è molto brava nel suo lavoro!". Ma intanto il video del sermone ha fatto il giro del mondo.

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Ha rapidamente fatto il giro del mondo il sermone di Marian Budde, vescova episcopale di Washington che nella giornata di ieri ha pubblicamente rimproverato Donald Trump, chiedendo lui di avere “misericordia” per le persone LGBTQIA+ e gli immigrati d’America.

I volti cupi del tycoon e del suo vice J.D. Vance, al suo fianco, sono presto diventati virali, mentre le parole della 64enne prima storica donna a ricoprire l’incarico di Vescovo nella storia della Chiesa episcopale sono state acclamate da chi ha visto con paura il ritorno di Trump alla Casa Bianca. E la replica del 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America non si è fatta attendere.

La risposta social di Trump a Budde

Via Truth, Trump ha tuonato.

“La cosiddetto vescova che ha parlato al National Prayer Service martedì mattina era una radicale di sinistra che odia Trump. Ha portato la sua chiesa nel mondo della politica in un modo molto scortese. Era cattiva nel tono, e non convincente o intelligente. Non è riuscita a menzionare il gran numero di migranti illegali che sono entrati nel nostro Paese e hanno ucciso persone. Molti sono stati trasferiti da prigioni e istituti psichiatrici. È un’ondata di criminalità gigantesca che sta avendo luogo negli Stati Uniti. A parte le sue dichiarazioni inappropriate, il sermone è stato molto noioso e poco stimolante. Non è molto brava nel suo lavoro! Lei e la sua chiesa devono delle scuse al pubblico!”.

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Nel suo sermone alla National Cathedral, Budde aveva chiesto a Trump di “avere misericordia” per gay, lesbiche, minori transgender e immigrati illegali.

Le chiedo di avere pietà delle persone che in questo Paese sono ora spaventate”. “Ci sono gay lesbiche e minori transgender nelle famiglie Democratiche, Repubblicane e indipendenti, alcuni temono per la propria vita”. “Ci sono persone che raccolgono i nostri raccolti e puliscono i nostri uffici, che lavano i piatti dopo che mangiamo nei ristoranti e lavorano nei turni di notte negli ospedali. Potrebbero non essere cittadini o avere la documentazione corretta, ma la stragrande maggioranza degli immigrati non sono criminali. Chiedo a lei, signor presidente, di avere pietà per quelle comunità i cui bambini temono di vedere i genitori portati via e di aiutare coloro, che fuggono dalle zone di guerra e dalle persecuzioni nelle loro terre, a trovare compassione e accoglienza qui. Il nostro Dio ci insegna che dobbiamo essere misericordiosi con lo straniero, perché un tempo eravamo tutti stranieri in questa terra“.”.

A seguire il sermone completo, sottotitolato in italiano.

© Riproduzione riservata.

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