È stato presentato al Sundance Film Festival lo scorso settimana Enigma, documentario HBO diretto da Zackary Drucker con protagoniste due donne leggendarie: Amanda Lear e April Ashley.

Drucker ha intelligentemente raccontato i parallelismi di due storie che si incrociano, le vite di due titani inversamente complessi della storia trans femminile come April Ashley, pioniera della comunità transgender deceduta nel 2021, e Amanda Lear, che ha inizialmene giocato con la propria ambiguità sessuale per poi negare per decenni la propria presunta identità trans. Due percorsi divergenti che rivelano eredità disparate ma intrecciate l’una all’altra.

Chi era April Ashley?

Enigma, il doc sull'identità trans interamente dedicato ad Amanda Lear e April Ashley - April Ashley - Gay.it

Lear e Ashley hanno fatto parte del cabaret Le Carrousel e sono diventate famose in tutto il mondo a partire dagli anni ’50. Ashley è stata una delle prime persone britanniche conosciute ad aver subito un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso. All’epoca, era il 1960, April aveva 25 anni. All’apice della sua carriera da modella Ashley finì sui principali tabloid inglesi, con un outing che le rovinò la carriera. Nel 1970, nel pieno del divorzio, un giudice non riconobbe Ashley come donna e annullò il suo matrimonio con Arthur Corbett, dichiarandolo invalido; dopo il Gender Recognition Act del 2005, Ashley è stata legalmente riconosciuta come donna e ha ricevuto un nuovo certificato di nascita. L’attivista ha successivamente ricevuto un MBE nel 2012 per i servizi offerti nella lotta all’uguaglianza transgender, certificando il suo ruolo di icona del movimento LGBTQ+ britannico.

Nella sua autobiografia, The First Lady, Ashley raccontò come sia stata stuprata da un compagno di stanza d’ospedale prima della transizione. All’età di 17 anni era infatti finita all’istituto psichiatrico di Ormskirk. Trasferitasi a Londra inizia a travestirsi da donna, poi vola a Parigi alla fine degli anni ’50 e inizia ad usare il nome Toni April, entrando nel cast del cabaret drag Caroussel Theatre, dove c’era anche Amanda Lear. All’età di 25 anni, dopo aver risparmiato 3.000 sterline, Ashley si sottopone ad un intervento chirurgico di riassegnazione del sesso di sette ore. È il 12 maggio 1960, a Casablanca, in Marocco, e ad eseguirlo è il medico Georges Burou. Tornata in Gran Bretagna Ashley inizia ad usare il nome April Ashley, diventando modella di successo, apparendo su British Vogue (fotografata da David Bailey) e nel film The Road to Hong Kong, interpretato da Bing Crosby e Bob Hope. Ma una sua amica vende la sua storia ai media nel 1961, con il Sunday People che le fa outing dichiarando al mondo la sua transessualità. E scoppia uno scandalo. Nel novembre 1960 Ashley incontra l’On. Arthur Corbett, i due si sposano nel 1963 ma il matrimonio finisce rapidamente. Corbett chiede e ottiene l’annullamento del matrimonio, sulla base del fatto che la corte considerava Ashley un maschio, se non fosse che Corbett sapesse del suo passato. Nel libro April Ashley’s Odyssey, l’ex modella fa outing proprio ad Amanda Lear, sostenendo che la divina Amanda sarebbe nata uomo. A detta di Ashley al cabaret Le Carousel di Parigi Lear usava il nome drag Peki d’Oslo.

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L’ambiguità trans di Amanda Lear

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Amanda Lear, la cui vita dovrebbe presto diventare serie tv, ha sempre negata di essere una donna trans e di essere Peki d’Oslo, nonostante fotografie e documenti dimostrassero il contrario. La sua carriera esplose, quella di April Ashley finì.

Il documentario Enigma esamina i due percorsi divergenti intrapresi da queste donne, che non solo hanno determinato chi sono state per il resto delle loro vite, ma hanno plasmato le vite e le identità di innumerevoli persone trans che sono venute dopo di loro. Su Out, che ha visto il doc in anteprima al Sundance, si parla di un progetto ricco di splendidi filmati d’archivio e interviste a donne transgender che lavorarono al cabaret insieme proprio ad Ashley e Lear.

La regista Zackary Drucker, che è un’attivista trans già vista all’opera con Queenmaker: The Making of an It Girl e Transparent, ha intervistato anche Amanda, ovviamente, che da diva qual è ha ingnorato le sue domande, sorridendo amabilmente, giocando con risposte puntualmente ironiche, mostrandosi come la regina che è ed è sempre stata. C’è un momento in cui Drucker ricorda a Lear come la sua eredità abbia segnato anche molte donne trans, tra cui la stessa regista, con Amanda riluttante a prendersi il merito. Ma d’altronde si sa, “i pionieri raramente riescono a vedere i sentieri che tracciano“.

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