Amanda Lear furiosa per il presunto dead name nel documentario “Enigma”

Il documentario di Zackary Drucker, uscito su Max negli USA, riaccende il dibattito sull’identità dell’icona. Lear parla di “transinvestigation”, HBO ribatte: nessuna diffida ricevuta.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Amanda Lear arrabbiata con HBO per il documentario "Enigma" distribuito da circa un mese sul canale americano Max.
Amanda Lear arrabbiata con HBO per il documentario "Enigma" distribuito da circa un mese sul canale americano Max: cosa è successo.
3 min. di lettura
Enigma, il documentario di Zackary Drucker presentato al Sundance (28 gennaio 2025) e distribuito da HBO/Max dal 24 giugno 2025, accosta due figure centrali per la cultura pop e trans europea: Amanda Lear e la modella-attrice britannica April Ashley. Tra filmati d’archivio, interviste e materiali sul cabaret parigino Le Carrousel, il film interroga il rapporto fra identità, mito e sguardo pubblico.

Il caso: le accuse di Lear e la replica di HBO

Amanda Lear ha criticato duramente il documentario, definendolo – in una mail citata dal Washington Post – “a pathetic piece of trash” (un patetico avanzo di spazzatura). Amanda sostiene di essere stata ingannata sui contenuti e di aver inviato una diffida legale. HBO ha replicato che non risulta alcuna diffida ricevuta né vincoli contrattuali su temi sgraditi.
Qui l’articolo del Washington Post. Qui il comunicato HBO.

La regista Zackary Drucker, donna trans e autrice di opere sulla memoria e la rappresentazione trans, difende l’impianto del film come atto di rispetto e ricostruzione storica, non di provocazione. Qui l’intervista su OUT, e su them.

Quando Amanda Lear doveva cantare a Sanremo con i Maneskin – Leggi >

Cosa mostra Enigma

Amanda Lear Verissimo
Amanda Lear a “Verissimo”

Enigma alterna la voce d’archivio di April Ashley – pioniera trans, spesso citata come regina del Carrousel – a una lunga intervista a Lear nella sua casa in Provenza. Tra i materiali compaiono testimonianze e documenti che collegano l’ambiente del Carrousel a presunti passaggi biografici di Lear (anche con riferimenti al nome d’arte “Peki d’Oslo”). La narrazione mette a confronto due strategie di sopravvivenza nello spettacolo: il disvelamento orgoglioso di Ashley, dopo un outing distruttivo, e l’ambiguità come armatura scenica per Lear.

Il nodo: se l’inchiesta diventa “transinvestigation”

Lear denuncia una “transinvestigation”: la pratica tossica che pretende di “smascherare” l’identità di una persona pubblica, scivolando nell’outing non consensuale. Nel documentario sarebbe stato svelato anche il presunto dead name di Amanda Lear (che non citeremo certamente su Gay.it).

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il deadnaming è l’uso del vecchio nome di una persona transgender, prima della transizione e/o affermazione di genere. Un gesto che può essere intenzionale o involontario, frutto di disattenzione, noncuranza e ignoranza. È una pratica profondamente discriminatoria che invalida l’identità della persona e, secondo studi, può contribuire a depressione, ansia, ideazioni suicide e aumentare il rischio di violenza. Oltre a forzare un coming out non voluto, priva della libertà di gestire il proprio percorso. Evitarlo significa chiedere e rispettare sempre nome e pronomi, scusarsi senza minimizzare in caso di errore e non pretendere di conoscere il “deadname”.
Qui la guida COS’E IL DEAD NAME E PERCHE’ DEVI EVITARLO >

L’opera di Drucker, pur ambendo a storicizzare, riaccende così un dilemma antico fra diritto alla narrazione di sé e diritto alla rappresentazione storica. È un conflitto quello che che il film espone – più che risolverlo – e che spiega la polarizzazione critica intorno a Enigma, disponibile negli USA sul canale Max. Al momento non risulta comunicata una data di uscita per l’Italia.

 

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.