Il Festival di Sanremo 2025 si fa sempre più vicino e noi di Gay.it continuiamo a portarvi al nostro fianco agli incontri stampa degli artisti in gara.
Così, dopo aver fatto colazione con Sarah Toscano, merenda con Francesca Michielin e scambiato quattro chiacchiere con Clara e Joan Thiele, mercoledì 5 febbraio siamo statə al Dolce & Gabbana Martini per la conferenza stampa di Achille Lauro che si è presentato a noi indossando un look, in pieno stile italiano, dal sapore retrò, firmato Stefano Dolce e Domenico Gabbana.
Insomma, che dirvi… un vero e proprio toccasana per gli occhi! Ma torniamo al nostro incontro perché, tra un piatto di pasta alla norma e un calice di vino bianco, Achille Lauro ci ha raccontato ciò che succederà nel 2025, tra i due concerti al Circo Massimo e l’uscita del nuovo album. Il tutto accompagnato dall’inaugurazione di una fondazione per Ragazzi Madre e la volontà di tornare ad X Factor 2025 in qualità di coach.
Un’intensa chiacchierata che ci ha portato ad approfondire non solo il suo progetto discografico, ma anche la sua parte più umana e stacanovista, in un viaggio tra musica, passione per il proprio lavoro, solidarietà e attenzione per i diritti di tuttə.
Ma bando alle ciance, ecco quanto ci ha raccontato!
Leggi l’intervista ad Achille Lauro subito dopo la foto!

Achille Lauro in gara a Sanremo 2025: «Torno con un nuovo me, completamente inedito»
Dopo aver partecipato nel 2019 con “Rolls Royce”, nel 2020 con “Me ne frego”, nel 2022 con “Domenica”, e poi ancora come ospite fisso nel 2021 e come ospite di Piazza Colombo nel 2023, quest’anno Achille Lauro torna a Sanremo per la sesta volta.
Il suo approccio, però, non cambia; come già fatto in passato, infatti, anche quest’anno sul palco porterà se stesso e la sua innata capacità di bucare lo schermo con esibizioni che sembrano sempre guardare al futuro piuttosto che parlare al presente:
«Torno con un nuovo me, completamente inedito.
È un percorso che ho iniziato con “Amore disperato” e che proseguirà con l’album, e che forse è la mia identità più a fuoco di sempre. Un’identità che comunque c’è sempre stata, anche nei primissimi dischi. Basti pensare a “La bella e la bestia” del 2015 o ai miei grandi classici che sono sempre stati quelle grandi lettere d’amore, o comunque quelle grandi lettere a te stesso, di disperazione».
Durante la conferenza stampa ha aggiunto:
«Credo di aver portato sempre me stesso a Sanremo. Al contrario di quanto si è detto, non ho mai cercato di stupire il pubblico. Ho sempre voluto stupire me stesso, rifacendomi alle grande esibizioni internazionali, ispirandomi alle grandi rockstar degli anni ‘70. Era tutto frutto di notti insonni.
In questi anni ho cambiato 500 generi. Ho fatto come un cavallo pazzo. Ma alla fine c’è un filo conduttore in tutto. Oggi quell’incosciente giovane sono io che conosce le conseguenze, ma non più un ragazzino (che era già disperato).
Dunque, per me questo Sanremo, nonostante le altre volte sia stato comunque pienamente me stesso, sarà molto diverso perché in questi anni ho cercato la mia identità. “Incoscienti giovani” si rifà proprio alla maturità di “Amore disperato” e rispecchia quello che sono oggi».
A proposito di “Incoscienti giovani”, gli abbiamo chiesto di raccontarci meglio la canzone con cui parteciperà alla 75esima edizione del Festival di Sanremo:
«Ho scritto le prime parole, i primi accordi di pianoforte un paio di anni fa.
Questo è un brano che si rifà alle grandi canzoni con cui siamo cresciuti. Io sono stato molto influenzato dal cantautorato italiano, romano. Sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori.
Questa canzone parla della mia storia perché credo che sia più facile raccontare la verità. Parla di giovani tormentati. È una dedica a chi è cresciuto come me e con me».

“Incoscienti giovani” è il suo brano in gara: «Racconta l’amore per come l’ho vissuto io: cinico, incosciente, a volte impulsivo»
“Incoscienti giovani“, dunque, è in parte autobiografica. Per questo abbiamo voluto capire meglio quali elementi lo hanno ispirato.
Siamo certə, infatti, come abbiamo avuto modo di scrivere nelle nostre pagelle post primo ascolto delle canzoni in gara, che questo brano lascerà piacevolmente stupito il pubblico di Sanremo 2025 che scoprirà, o forse prenderà ancora più coscienza, delle sua fragilità:
«La canzone parla di una bambina, che può essere vista come chiunque. Può essere vista come il tuo grande amore, mia madre, la mia città o me stesso. Di fatto quella bambina potrei essere io. Racconto in parte proprio la mia storia. Dall’altra parte, invece, questo brano racconta l’amore per come l’ho vissuto io: cinico, incosciente, a volte impulsivo. Perché comunque io sono una persona che si dà: se c’è da amare, io ci sono totalmente. Per questo non so più se so amare.
Di conseguenza, questa canzone non è solo un’autobiografia rispetto a quello che mi è successo nella vita – “Ladri di fiori”, “Dormire in una macchina”, “Tuo padre che non tornava la sera” -, ma è anche una biografia di quello che sono.
La fragilità è in ognunə di noi ed è comune a tuttə. Quindi è qui la grande forza, mostrarla».
Leggendo il testo colpiscono le parole “se non mi ami muoio giovane”. Questo, dunque, ci ha portato a chiederci se dietro a quella corazza da forte ad Achille Lauro sia mai capitato di morire per amore e la risposta, come potevamo intuire dal brano, non poteva che essere un sì:
«Certo, a tuttə è capitato di morire per amore. Ed è anche bello perché comunque mette in risalto qualcosa che è comune a tuttə: la dipendenza emotiva. Il ritornello parla anche di non saper amare, ma di aver bisogno dell’amore. Che è una cosa tipica dell’essere umano».
Un testo che, come quello delle canzoni precedenti, è stato scritto quasi interamente dallo stesso Achille Lauro, ovviamente con il contributo di alcuni dei più bravi parolieri del panorama musicale italiano:
«Io ho scritto il 99% delle canzoni. Credo di essere qualcuno che riesce a raccontare bene quello che ha vissuto».
Nonostante questo, però, la sua musica non definitela arte:
«Non mi piace chiamarla arte. Mi sembra presuntuoso. Io mi definisco un artigiano».
A proposito di cantautorato italiano, venerdì 14 febbraio, in occasione della serata delle cover, Elodie e Achille Lauro faranno un grande omaggio alla loro città – Roma, ndr. – e a due colonne portanti della musica italiana. Il loro duetto, infatti, sarà un mashup di “A mano a mano” nella versione di Riccardo Cocciante e “Folle Città” di Loredana Bertè:
«Da anni volevo duettare con Elodie. Siamo molto vicini nel come viviamo le canzoni. Lei non è solo una cantante, è un’artista che vive quello che sta cantando e questo è tipico di chi è cresciuto nelle periferie.
“A mano a mano” era un po’ un simbolo di quella che è stata la mia adolescenza. La versione che proporremo è ibrida: avrà un arrangiamento più alla Riccardo Cocciante mentre l’interpretazione si ispira a quella di Rino Gaetano. Ma alla fine quello che conta è che la canzone parla di un amore smisurato per qualcunə o qualcosa».
Inutile dire che c’è grande attesa per i look che Achille Lauro sfoggerà sul palco.
A nostra domanda diretta, però, l’interprete di “Incoscienti Giovani” ha scelto di non spoilerarci troppo, puntando sull’effetto sorpresa:
Per quanto riguarda i look «ho avuto l’onore di lavorare con Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Mai come questa volta i look di Sanremo rispecchieranno chi sono oggi. Insieme a Stefano e Domenico abbiamo riletto quella che è un’eleganza, che appartiene tanto alla nostra cultura italiana.
Viaggiando tanto, infatti, mi sono reso conto che siamo un popolo che conosce la bellezza; siamo esteti. Noi viviamo immersi nella bellezza. Siamo un popolo di pensatori».
Anche la messa in scena sarà semplice, ma d’impatto – ha dichiarato Achille Lauro:
«Occhio di bue, me e la canzone. Tutto si rifarà ad un mondo retrò».

Achille Lauro e il 2025 che verrà: «X Factor lo rifarei. Il 29 giugno e il 1° luglio sarò al Circo Massimo»
Il progetto di “Incoscienti giovani” si svilupperà a Sanremo anche attraverso uno spazio speciale, R.M. Confidential, dove per la prima volta Achille Lauro accoglie amici e ospiti in un luogo dove la musica sarà la protagonista:
«Ospiterò giovani emergenti, artisti di Sanremo. Si parlerà di tematiche importanti e la sera si potrà passare lì per trascorrere qualche ora in compagnia, bevendo un drink insieme».
Non solo socialità, in questo 2025 Achille Lauro ha in mente di inaugurare una fondazione a supporto dei Ragazzi Madre:
«Io faccio tante cose con la mia squadra, la mia famiglia. Ne faccio davvero tante nella mia vita privata. Mia madre è sempre stata una persona che ha fatto tanto volontariato. Oggi sono molto fortunato e mi sento di ridare indietro».
In vista del suo ritorno a Sanremo 2025 e considerati i numerosi fatti di cronaca che anche in queste ore stanno attanagliando il nostro bel Paese, gli abbiamo chiesto cosa ne pensa della situazione in cui si trovano le persone LGBTIQ in questo momento anche nel nostro Occidente?
«Noi in Italia siamo schiavi e vittime di cinquant’anni e più di politiche controverse.
Io sono sempre stato un sostenitore della libertà di essere, di esistere, di scegliere. Al di là del movimento. Tante realtà, tante comunità si sono ritrovate in quello che ho fatto e mi hanno seguito, spalleggiato, supportato. Io non mi sono mai eletto paladino di qualcosa, se non della libertà nel senso più orizzontale possibile»
Una libertà che può essere spalleggiata dagli artisti, anche sul palco dell’Ariston, proprio attraverso la musica:
«La musica è sempre stata un qualcosa di rivoluzionario, di sovversivo. Ogni grande cambiamento culturale nella storia mi sembra che sia stato legato alla musica e agli usi e costumi. Che ovviamente è anche tutto legato ad un pensiero. Sicuramente è nostro dovere essere paladini di questo, di portare avanti una filosofia libera. Proprio noi [della nostra generazione, ndr.] dovremmo essere l’emblema della libertà. Invece, siamo ancora legati a pericolosi stereotipi.
Di conseguenza noi artisti, ma in generale noi come persone, dovremmo sicuramente sensibilizzare e spalleggiare la libertà in senso ampio. Ma soprattutto, io vedo nel cambiamento generazionale una speranza».
Infine, abbiamo voluto un mega spoiler su tutto quello che verrà in questo 2025, a partire dalle due date al Circo Massimo di Roma:
«Sanremo è la ciliegina, ma abbiamo una grandissima torta sotto. Sono molto contento e grato per quello che sta succedendo.
Il 29 giugno e il 1° luglio 2025 sarò al Circo Massimo. Per me è un grandissimo sogno potermi esibire in un’arena di quel tipo. Da lì, infatti, inizierà un nuovo percorso che spero ci porti presto negli stadi».
Passando per il suo papabile ritorno a X Factor 2025:
«È andata meravigliosamente. È stato bello far conoscere il mio lato umano. È stata un’esperienza incredibile. C’è stata una grande affinità con gli altri giudici e Giorgia. Abbiamo voglia di spensieratezza, di qualità. X Factor lo rifarei perché abbiamo seminato talmente bene che è giusto dare ancora un po’ d’acqua a questa piantina».
Prima, però, bisogna superare la settimana di Sanremo e a chi dice che quest’anno lui potrebbe essere uno dei papabili vincitori, Achille Lauro non dà troppo peso anche se comunque quei primi posti nei sondaggi gli fanno paura:
«Mi fa paura. Sinceramente, però, credo che Sanremo oggi abbia una magia che è quella di lasciare spazio a tuttə. Non sento la competizione. Non ho mai vinto Sanremo e mi sono posizionato in fondo. La cosa più bella è riuscire a riunire tutto il paese. Le mie canzoni, come “Rolls Royce”, le ascoltano le nonne, i 18enni, tuttə indistintamente».
