Sabato 5 luglio 2025, l’Umbria Pride tornerà con un grande corteo regionale, questa volta a Terni.
La scelta di Terni non è casuale: Terni e molti dei territori dell’Umbria Sud sono da tempo terreno fertile per “politiche opportunistiche e cannibali” che hanno minato il tessuto sociale, generando un calo demografico e la fuga di giovani in cerca di migliori opportunità. La comunità LGBTQIA+ risulta così ulteriormente marginalizzata, scontrandosi con una mancanza di servizi e iniziative sistematiche, spesso ignorate dalle istituzioni locali.
Mentre i dettagli relativi al programma, agli orari e al percorso sono ancora in fase di definizione, invitiamo a seguire i canali social ufficiali di Umbria Pride (FB | IG), dove verranno pubblicati anche gli eventi e dibattiti che precederanno la parata del 5 luglio: “un mese di eventi, appuntamenti culturali, dibattiti e rassegne in tutta la città e la Regione, organizzate dal Comitato Umbria Pride e da una vasta rete di associazioni, collettivi e centri sociali della città di Terni e di tutta la Regione Umbria”.
A margine del Pride, da parte nostra faremo uscire, come da tradizione, un’intervista al Coordinamento Umbria Pride.
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Storia di Umbria Pride
L’Umbria Pride affonda le sue radici nell’esperienza del Perugia Pride, che per diversi anni ha animato il capoluogo, portando migliaia di persone nelle strade e nei Giardini del Frontone.
Iniziato nel 2013 come uno spazio di incontro e discussione – il cosiddetto “Pride Village” – quell’evento era già una piccola rivoluzione per l’Umbria, una regione considerata da molti “tradizionalista” ma, in realtà, attraversata da un fervido tessuto associativo in difesa dei diritti LGBTQIA+.
Nel corso delle prime edizioni, il Perugia Pride ha saputo attrarre sempre più persone, grazie a un ricco intreccio di musica, dibattiti, proiezioni di film e momenti di socialità. Di anno in anno, nella festa e nella rivolta, si avvertiva chiaramente la necessità di allargare lo sguardo oltre il perimetro di Perugia, chiamando in causa l’intera regione su temi quali l’omofobia, l’abilismo, il razzismo, la transfobia e la tutela delle famiglie arcobaleno. L’idea di un “Umbria Pride” aveva preso forma già verso la metà del decennio scorso, ma la pandemia da Covid-19 ha forzato un necessario rinvio dei progetti, costringendo a ripensare i formati e le attività.
Finalmente, nel 2022, AGEDO Terni, Amelia Pride, Esedomani Terni, Famiglie Arcobaleno, Rete Lenford e Omphalos LGBTI hanno fondato il Coordinamento Umbria Pride, rilanciando in tutta la regione lo spirito di inclusione e lotta che caratterizzava l’esperienza perugina. In quell’anno, si è svolta la prima edizione del corteo Umbria Pride, coinvolgendo migliaia di persone e un fitto programma di eventi destinati all’intero territorio: presentazioni di libri, rassegne culturali, talk tematici e azioni di sensibilizzazione politica. Sin dalle prime battute, l’obiettivo è stato chiaro: rendere visibili anche le aree più periferiche, dove la marginalizzazione socioeconomica si intreccia con quella legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere.
Dopo alcune edizioni tenute nel capoluogo, il comitato ha deciso nel 2025 di portare il corteo a Terni, città industriale in crisi, segnata da un drastico calo demografico, soprattutto tra i giovani costretti a cercare fortuna altrove. In questo scenario, la comunità LGBTQIA+ fa i conti con la carenza di servizi e iniziative sistematiche, nonché con l’indifferenza di alcune istituzioni locali. Eppure, proprio in questa situazione di difficoltà, si è radicata la convinzione che il Pride debba parlare anche a chi non vive nel centro storico di Perugia, ma in territori di confine o nelle aree più soggette a spopolamento.
La scelta di Terni per l’edizione 2025 vuole quindi rompere ulteriormente le barriere, diffondendo lo spirito del Pride in un’area spesso ignorata. Nel corso degli anni, l’Umbria Pride è riuscito a intrecciare i grandi temi della comunità LGBTQIA+ – come la riforma delle unioni civili, il riconoscimento delle famiglie arcobaleno, la tutela delle persone trans – con le specificità di una regione affascinante ma complessa, in cui spesso la marginalità si manifesta nella forma di reti sociali fragili e scarsità di risorse.
Grazie alla tenacia di attivistə e volontariə, e a una fitta rete di realtà solidali, il Pride umbro è oggi un appuntamento imprescindibile per chi crede nei valori di libertà e autodeterminazione. Un evento che, anno dopo anno, rinnova la sua sfida e si prepara a invadere il 5 luglio 2025 le strade di Terni, ricordando che ogni centimetro del territorio regionale può diventare uno spazio di orgoglio, inclusione e resistenza.
Dal manifesto politico e dalle rivendicazioni della scorsa edizione

Nell’intervista a Gay.it, rilasciata qualche giorno prima dell’edizione 2024, Stefano Bucaioni – uno dei volti del comitato – ha sottolineato la preoccupazione per la deriva politica nazionale e locale: “Il nostro attuale governo ha messo la marcia indietro rispetto alla comunità LGBTQIA+. Non solo le nostre istanze vengono ignorate, ma ci arrivano segnali molto concreti di un pericoloso ritorno al passato”. Le parole di Bucaioni testimoniano la convinzione diffusa nel Coordinamento Umbria Pride di trovarsi in un momento critico, in cui persino i diritti acquisiti rischiano di essere messi in discussione.
L’anno precedente, nel 2023, fu inoltre annunciata la decisione di non chiedere più alcun patrocinio alle istituzioni locali e regionali, definendola una scelta necessaria per sottrarsi a logiche di controllo e strumentalizzazione. “A noi non interessa il patrocinio di istituzioni che non capiscono il valore di governare per tutte e tutti e che per di più attuano tutto l’anno politiche omolesbobitransfobiche. Il patrocinio dell’Umbria Pride sono le cittadine e i cittadini che scendono in migliaia in piazza ogni anno”.
In un passaggio cruciale, il comitato rivendicava anche la necessità di “nuove e importanti esigenze” che emergono dal tessuto della comunità, consapevole che l’Italia (secondo ILGA-Europe) si colloca in posizioni arretrate rispetto alla tutela dei diritti LGBTQIA+. Proprio per questo, la manifestazione regionale continua a puntare su un approccio intersezionale, intrecciando le lotte LGBTQIA+ con quelle femministe, antirazziste e ambientaliste, nella convinzione che la costruzione di una società più equa richieda la collaborazione di tutti i movimenti sociali.
Coordinamento Umbria Pride
Alla base dell’organizzazione c’è il coordinamento di varie realtà LGBTQIA+ regionali: AGEDO Terni, Amelia Pride, Esedomani Terni, Famiglie Arcobaleno, Rete Lenford e Omphalos LGBTI. Oltre a promuovere il grande corteo dell’Umbria Pride, queste realtà si adoperano per realizzare eventi, manifestazioni e campagne durante tutto l’anno, toccando temi quali la laicità, il riconoscimento delle famiglie, l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, e il contrasto all’omolesbobitransfobia.
L’obiettivo è coinvolgere l’intera regione e non soltanto le aree centrali, sollecitando amministrazioni locali, sindacati, scuole e università a costruire reti di protezione e valorizzazione delle diversità. Nel documento politico del Pride, i promotori ricordano che “le nostre rivendicazioni sono quelle del movimento LGBTQIA+ italiano,” declinandole in chiave locale per rispondere ai bisogni specifici di un’Umbria spesso considerata piccola e isolata, ma che in realtà può diventare un laboratorio di diritti e inclusione.
Oggi, grazie anche all’apertura di nuovi spazi e alla volontà di portare la parata regionale a Terni, l’Umbria Pride sembra proiettato verso un futuro di resistenza e trasformazione, ricordando ad alta voce che la dignità di ogni persona non è negoziabile.
