Ne vedremo delle belle, 10 showgirl per l’inconsapevole affresco gay di Carlo Conti?

Pronti a riemergere in prima serata Rai talento e rancori forse mai sopiti, rivalità storiche e voglia di rivalsa dopo anni di tirati, forzati e finti sorrisi, tra lustrini, calze contenitive, boa di struzzo, tacchi a spillo, cosce chilometriche, vertiginose scollature, palettate di cerone e immancabile playback.

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Ne vedremo delle belle, il cast del varietà di Carlo Conti
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Lo chiamano “normalizzatore”, il “democristiano” che ha rimodulato il Festival di Sanremo cancellando i monologhi, le polemiche, gli interventi comici e i tempi morti, ma tra un format e l’altro Carlo Conti ha appena ideato un titolo che potrebbe diventare di culto ancor prima del via.

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Ne vedremo delle belle, il cast del varietà di Carlo Conti

Ne vedremo delle belle, nuovo programma con dieci showgirl che dovranno scontrarsi in prove di canto, ballo, musical, interviste e sfide a sorpresa, ha infatti tutti i crismi per diventare capolavoro camp, punto d’incontro tra il Bagaglino di fine anni ’90 inizio anni ‘2000 e i mitici varietà Rai da tempo purtroppo archiviati, guardando inconsapevolmente (?) a quella comunità gay che da sempre osserva con amore ad una certa femminilità ostentata, rivendicata, bigodinata e imparruccata, tra lustrini, calze contenitive, boa di struzzo, tacchi a spillo, cosce chilometriche, vertiginose scollature, palettate di cerone e immancabile playback. Luoghi comuni? Probabile. O forse no.

Ne vedremo delle belle potrebbe diventare il programma Rai più incosciamente gay da quando l’uomo ha inventato le showgirl, perché riemergeranno inevitabilmente talento, invidie e rancori forse mai sopiti, rivalità storiche e voglia di rivalsa dopo anni di tirati, forzati e finti sorrisi. Adriana Volpe, Valeria Marini, Pamela Prati, Carmen Russo, Laura Freddi, Angela Melillo, Lorenza Mario, Patrizia Pellegrino, Veronica Maya e Matilde Brandi tutte insieme appassionatamente nello stesso programma a sfidarsi l’una contro l’altra sono un qualcosa che va oltre ogni più fervida immaginazione. Nemmeno il direttore artistico del peggior locale gay di provincia avrebbe potuto saper far meglio di Carlo Conti, qui ideatore di un 2° format che trasuda malinconica ferocia dopo Ora o Mai Più, programma scult nelle sue prime due edizioni targate Amadeus per poi andare incontro al pompiere Marco Liorni che ne ha spento qualsiasi tipo di spietatezza, affossandolo.

Ne vedremo delle belle si potrebbe etichettare anche come un programma perfetto per l’era TeleMeloni, considerando quanto il concetto “donna=soubrette” sia storicamente cavalcato dalla destra italica, se non ci fosse poi la gay culture a disinnescare quella “prigione” e a rendere tutte loro in qualche modo regine.

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Facile tornare al 2009, quando Pier Francesco Pingitore ideò per Canale5 Bellissima, direttamente dal Salone Margherita con otto primedonne sul palco e chiusura anticipata per flop Auditel alla 3a puntata sulle 4 previste. Accanto a Pippo Franco e agli immancabili comici del Bagaglino (ad esclusione di Leo Gullotta e di Oreste Lionello, scomparso pochi mesi prima) si presero la scena Valeria Marini, Pamela Prati, Justine Mattera, Angela Melillo, Antonella Mosetti, Manila Nazzaro, Silvia Burgio e Nina Moric. Ma in quel caso erano tutte belle statuine e poco più, chiamate ad intervire tra uno sketch comico e l’altro, quattro more e quattro bionde con televoto a decidere la Bellissima tra le Bellissime. Passati 16 anni e cancellati i comici, la pazza idea di un varietà per showgirl ha ora preso forma, con Carlo Conti e la sua squadra di autori al lavoro per ricordare/celebrare le carriere che furono ma anche, se non soprattutto, aizzare contrasti chissà da quanto tempo nascosti sotto la sabbia, perché non si vedeva tanto smisurato ego in uno show Rai dai tempi di Adriano Celentano. 

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Nulla di realmente inedito per Carlo Conti, principe dei “toscanacci” conduttori, mai una parola fuori posto, una polemica politica, eppure inconsapevolmente autore/conduttore di programmi seguiti dalla comunità queer nazionale. Se con I migliori anni ha spesso dato spazio a icone musicali follemente dimenticate, con Tale e quale show ha riportato in tv un monolite come Loretta Goggi, dando spazio a meravigliose esibizioni en-travesti tra imitazioni di altissimo spessore (da Federico Angelucci versione Mina a Valerio Scanu nei panni di Anna Oxa) e gag volutamente comiche (da Gabriele Cirilli a Francesco Paolantoni), senza dimenticare il Festival di Sanremo del 2016 che nel pieno del dibattito sulle unioni civili vide i cantanti in gara salire sul palco dell’Ariston con dei nastrini rainbow, a sostegno della legge Cirinnà.

Con Ne vedremo delle belle, dal 22 marzo su Rai1, si vira verso altri lidi sulla carta enormemente trash pur non conoscendo ancora il regolamento nè gli ipotetici esperti che andranno a giudicare le 10 showgirl in gara (secondo Dagospia saranno Mara Venier, Frank Matano e Christian De Sica), chiamate a sfidarsi in prima serata dopo ore e ore di prove seminate nell’arco di tutta la settimana tra dietro le quinte velenosi e chissà quali dichiarazioni megalomani, sognando la corona, lo scettro della migliore, la fascia di showgirl tra le showgirl. Praticamente l’ipotetico plot di un Pedro Almodovar anni ’80, qui plasmato dal più “normalizzatore” tra i conduttori nostrani che proprio, oggi, via LaRepubblica, ha così espresso il proprio giudizio nei confronti di Giorgia Meloni:

“Trovo positivo che ci sia una donna al governo. Come sempre avviene, non contano solo i generali ma i vari colonnelli. Mi interessano i diritti, il rispetto delle persone indipendentemente dal colore della pelle, della religione, delle preferenze sessuali”.

E chi vuol capire, capisca.

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