Continua a far rumore l’ultima repressiva legge ungherese voluta da Viktor Orban, che vieta i Pride sul suolo nazionale e autorizza la polizia al riconoscimento facciale per identificare e sanzionare i partecipanti, pur essendo vietato in Europa.
E se il governo italiano tace, dopo aver più volte lodato un presidente che sta sempre più trascinando il suo Paese verso il fascismo e al cospetto di un’opposizione e di un movimento uniti nel denunciare quanto avvenuto, con l’UE che ancora tentenna nel reagire all’ennesima legge omobitransfobica di un suo Paese membro, Milano si prepara a scendere in piazza.
Milano in piazza al fianco della comunità queer ungherese

“Milano&Budapest are so pride!”, il titolo della manifestazione a sostegno della comunità lgbt+ ungherese che diverrà realtà sabato alle ore 11:00 in Piazza Missori, vicino al consolato ungherese.
“Chiediamo che l’Unione Europea intervenga proponendo di riconfermare e inasprire le sanzioni all’Ungheria”, hanno sottolineato i Sentinelli di Milano.
“Non possiamo lasciare da sola la comunità lgbt+ ungherese, su cui Orban ha puntato il mirino della discriminazione e della stigmatizzazione“, ha aggiunto Federica Valcauda (Europa Radicale), Raffaella Stacciarini (Segretaria Associazione Enzo Tortora) e Nicola Bertoglio (Associazione Radicale Certi Diritti). “Il passaggio della legge ungherese che dà maggiori poteri alla polizia nell’identificare le persone che prenderanno parte a futuri pride o a eventi lgbtqia+ è a tutti gli effetti di matrice fascista. L’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sottolinea la libertà di espressione personale, mentre l’articolo 12 garantisce la libertà di riunione pacifica e la libertà di associazione a tutti i livelli: il Pride è una libera associazione tesa a rivendicare i diritti fondamentali dell’essere umano“.
Al sit-in milanese sono invitati a partecipare tutti quelli che credono nella libertà della persona. Alla manifestazione hanno per ora aderito anche il Pd Milano Metropolitana, Azione Milano e Più Europa Milano.
Ad oggi non è previsto qualcosa di simile anche su Roma, ma è tutto in evoluzione.
