A pochi giorni dal via libera ufficiale al Budapest Pride del 2026 da parte della polizia ungherese, evento tutt’altro che scontato dopo i divieti fascisti del 2025, la Procura Generale ha ritirato le accuse penali nei confronti del sindaco di Budapest, Gergely Karácsony, e dell’organizzatore del Pride di Pecs, Géza Buzás Habel.
Entrambi erano stati formalmente indagati e accusati dall’ormai archiviato governo Orbán di aver organizzato eventi Pride non consentiti.
Gergely Karácsony e Géza Buzás Habel non rischiano più il carcere
La procura ha spiegato che, sebbene un anno fa le accuse fossero tecnicamente legittime, la situazione è cambiata nell’aprile del 2026, quando la Corte di giustizia dell’UE (CGUE) ha stabilito che la cosiddetta “Legge sulla protezione dell’infanzia” ungherese, utilizzata da Orban per vietare i Pride in tutto il Paese, violasse il diritto comunitario. Poiché i tribunali ungheresi sono tenuti a rispettare il diritto comunitario le accuse non potevano più essere sostenute. Caduto Orban, con il trionfo dell’ex alleato Magyar, si è finalmente voltato pagina.
Géza Buzás-Hábel rischiava un anno di carcere per il reato di “organizzazione di un raduno vietato”. Sia l’organizzatore del Pride di Pecs che il sindaco Karácsony utilizzarono degli ‘espedienti’ per aggirare la legge fascista di Orban e dar forma ai due contestati eventi.
Gli organizzatori del Pecs Pride registrarono la parata come una manifestazione contro la sovrappopolazione dei cinghiali, formalmente denominata “Dimostrazione contro l’eccessiva riproduzione della fauna selvatica che mette in pericolo la sicurezza stradale”, mentre il Pride di Budapest venne organizzato direttamente dal Comune, che lo etichettò come un’“celebrazione della libertà” che non richiedeva permessi. Il Pride della capitale ungherese divenne il più partecipato di sempre, con 300.000 persone e decine di migliaia di manifestanti in arrivo da tutta Europa, per esprimere solidarietà alla comunità LGBTQIA+ d’Ungheria, che a breve potrebbe avere il primo canale tv a lei interamente dedicato.
“Ci congratuliamo di cuore con Gergely Karácsony e Géza Buzás Habel per il loro straordinario coraggio e la loro perseveranza di fronte alla persecuzione politica, e celebriamo questo evento come una potente dimostrazione della capacità dell’UE di difendere la democrazia”, il commento di ILGA
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