Sadie Schreiner, l’atleta trans USA: “La mia biologia è fondamentalmente diversa da quella di un uomo cis”

Costretta a fuggire dagli Stati Uniti pur di gareggiare, Sadie Schreiner ha così smontato la retorica transfobica dell'ultradestra e del presidente Donald Trump sulle atlete trans.

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Sadie Schreiner, l'atleta trans contro Donald Trump
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Sadie Schreiner ha 21 anni ed è una nuova stella dell’atletica a stelle e strisce, due volte NCAA All American nei 400 e nei 200 metri. Atleta universitaria abituata a vincere, Schreiner culla il sogno di entrare nella squadra olimpica degli Stati Uniti del 2032. Ma in quanto donna trans Sadie Schreiner si dice “sconfitta” a causa degli ordini esecutivi firmati da Donald Trump che hanno vietato alle atlete trans di poter gareggiare nelle scuole e nei college d’America.

Sadie Schreiner replica alla transfobia di Donald Trump

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Sadie Schreiner

“Non so cosa succederebbe se non avessi l’atletica“, ha confessato alla CNN Schreiner, che sin da piccola è sempre stata consapevole che quel corpo non corrispondeva alla sua identità di genere, iniziando la transizione mentre era al liceo. Sadie prende 8 pillole al giorno per mantenere i suoi livelli di testosterone così bassi da poter competere regolarmente. Pillole che l’hanno letteralmente trasformata.

La terapia ormonale ha rimpicciolito i miei legamenti. Mi ha reso più bassa. Mi ha resa più debole. Ha ridotto i miei muscoli. Sta ridistribuendo il mio grasso. Ha abbassato la mia capacità polmonare“, ha spiegato Schreiner. “La mia biologia è fondamentalmente diversa da quella di un uomo cis“, a voler smontare la retorica dell’ultradestra nei confronti delle atlete trans.

Il suo record personale NCAA di 24:12 nei 200 metri la colloca al vertice della sua fascia d’età, ma Schreiner si definisce un’atleta completamente diversa dalla studentessa delle superiori che correva nelle gare maschili. “Ora sono più lenta del 20% rispetto a quegli anni”.

Sadie Schreiner costretta a fuggire dagli USA

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Sadie Schreiner

Ma non c’è niente che possa fare per tornare a gareggiare negli eventi universitari, da quando l’organo di governo NCAA ha messo in pratica l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump dal titolo “Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili“, con una modifica delle regole che limita la partecipazione agli sport femminili a coloro che sono assegnate come donne alla nascita.

Schreiner è così passata agli incontri organizzati da USA Track & Field, organo di governo nazionale che organizza competizioni in tutto il paese per tutte le età e livelli di abilità. Era l’unico posto in cui Schreiner potesse ancora gareggiare, isolata dalle compagne di squadra. In alcune gare ha corso da sola, senza concorrenti nella sua fascia d’età, cosa che lei ha definito “brutale”. “Sto letteralmente gareggiando contro me stessa, invece di gareggiare in questi incontri universitari, ai livelli competitivi che dovrei“.

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Al suo fianco, per fortuna, ci sono i suoi genitori e il suo fidanzato Ace.

Suo padre, Greg Schreiner, ha detto: “Si trova in una situazione completamente diversa da quella in cui si trovava prima della sua transizione… le atlete transgender vengono tutti coinvolte nella stessa discussione“. Ad una gara nel Maine all’inizio di questo mese, tra i partecipanti insieme a Schreiner c’erano bambini delle elementari e delle superiori, oltre a sportivi più anziani. Lei ha corso la pista indoor da sola, in una classe diversa dalle altre. Due sere prima aveva ricevuto un’e-mail in cui le veniva detto che non soddisfaceva i nuovi requisiti per le atlete transgender. Questo perché le regole sono diventate ancor più restrittive, in linea con le normative di World Athletics.

“Hanno cambiato silenziosamente la loro politica“, ha sottolineato Sadie. “Significa che probabilmente non ci saranno più gare negli Stati Uniti a cui potrei partecipare”.

Anche suo padre, Greg Schreiner, soffre per lei. “È triste, sai, vuoi festeggiare i tuoi figli. Amo guardare Sadie correre e pensare che questa possa essere stata potenzialmente la sua ultima gara in questo Paese, mi fa venire malinconia”.

Schreiner ha rivelato che riceve minacce di morte regolarmente, ma questo non le farà cambiare idea sulla battaglia che è pronta ad intraprendere per le atlete trans negli sport femminili.

Sono stanca. Sono spaventata”. “Mi sento isolata e in questo momento sembra una battaglia in totale solitudine“, ma Sadie non vuole rinunciare alla corsa e sta pensando di trasferirsi in Australia o in Nuova Zelanda, Paesi che sono “molto più inclusivi e anni più avanti di noi. Tra otto anni sarò alle Olimpiadi, forse gareggerò per l’Australia“, ha sorriso Schreiner, pronta a non mollare. Mai.

A meno che il CIO della nuova presidente Kirsty Coventry non annunci il divieto olimpico a tutte le atlete trans, come richiesto da Donald Trump.

 

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