41enne ex nuotatrice, dirigente sportiva e politica zimbabwese, giĂ ministra della gioventĂš, dello sport e della ricreazione del proprio paese, Kirsty Coventry è stata eletta presidente del Comitato Olimpico Internazionale. La prima, storica donna presidente in 131 anni. Decimo presidente del CIO, Coventry succede al tedesco Thomas Bach, in carica dal 2013. Coventry, leggenda sportiva dello zimbabwese, ha vinto tre medaglie (una dâoro, una dâargento e una di bronzo) ai Giochi olimpici di Atene 2004 e quattro (una dâoro e tre dâargento) a quelli di Pechino 2008. Alle elezioni del nuovo presidente CIO ha vinto addirittura al primo turno, ottenendo da subito 49 voti su 97 preferenze espresse dai membri aventi diritto. Un trionfo.
Vladimir Putin plaude Kristy Coventry
Appena eletta ha ricevuto i complimenti di Vladimir Putin, perchĂŠ la Russia potrebbe tornare a gareggiare dopo il divieto per doping di stato che ha coinvolto il Paese a Pyeongchang 2018, Tolyo 2021 e Pechino 2022. In campagna elettorale Coventry si era detta contraria ai divieti di partecipazione ai Giochi per i singoli Paesi, annunciando unâaltra task force per esaminare âalcuni punti guidaâ relativi alla situazione della Russia.
Kirsty si è presentata come la candidata del cambiamento, puntando sulla sua esperienza da atleta per promuovere una leadership piĂš dinamica e orientata allâinnovazione. Peccato che dietro questa immagine progressista si celi una posizione ben piĂš rigida sul tema delle atlete trans.
Kristy Coventry contro le atlete trans
Recentemente Coventry ha insistito sulla necessitĂ di garantire âsicurezza ed equitĂ â nello sport femminile. âCi sono sempre piĂš ricerche scientifiche. Ă molto chiaro che le donne transgender sono piĂš avvantaggiate nella categoria femminile e possono togliere opportunitĂ che dovrebbero essere equamente distribuite tra le donneâ, ha commentato nei mesi scorsi. Pur senza dichiararlo apertamente, la neo presidente ha sostenuto che le differenze biologiche vadano considerate attentamente, dicendosi pronta ad una revisione ancora piĂš restrittiva delle attuali linee guida del CIO sulle persone trans.
La neo presidente del CIO ha annunciato che incontrerĂ Donald Trump prima del suo insediamento ufficiale, il 23 giugno. Dâaltronde le prossime Olimpiadi si terranno a Los Angeles nel 2028, con il tycoon che chiederĂ apertamente il bando per le atlete trans sia alle Olimpiadi che alle Paralimpiadi. Gli USA stanno giĂ lavorando per vietare lâingresso nel Paese a tutte le atlete trans pronte a competere in gare ufficiali.
âAffronto uomini difficili in posizioni di potere fin da quando avevo 20 anniâ, ha precisato Coventry. âNon vacilleremo dai nostri valori: solidarietĂ e garanzia che ogni atleta che si qualifica per i Giochi olimpici abbia la possibilitĂ di partecipare ai Giochi olimpici ed essere al sicuro durante i Giochi olimpici. Credo fermamente che il Presidente Trump sia un grande amante dello sport: vorrĂ che questi Giochi siano significativi e un successoâ.
La neo presidente del CIO ha giĂ annunciato che creerĂ una task force ad hoc per affrontare lâargomento delle atlete trans. âLa mia posizione è che proteggeremo la categoria femminile e le atleteâ, ha precisato alla BBC la scorsa settimana. âVoglio lavorare insieme alle federazioni internazionali e voglio che il CIO assuma un ruolo un poâ piĂš di guida. Creeremo una task force che esaminerĂ la questione transgender. Una volta presa la decisione collettivamente con le federazioni internazionali, non ci muoveremo da quella decisioneâ.
La reazione del MIT alla nuova presidenza CIO
âCoventry, nel tempo, ha piĂš volte affermato di non gradire la presenza di donne trans nello sport olimpicoâ, ha commentato il MIT â Movimento IdentitĂ Trans. âAl momento della sua nomina ha dunque affermato che si impegnerĂ per impedirci in modo definitivo di gareggiare nello sport, bannando in particolare le donne trans dagli sport femminili. Sono questi, in sostanza, i nuovi valori olimpici: non la partecipazione, ma lâesclusione. Non lâeguaglianza, ma la discriminazione. Non la solidarietĂ ma il Trumpismoâ.
