“Hiv. Ti va di parlarne?” è un’iniziativa che rientra nella campagna di sensibilizzazione “Hiv. Ne parliamo?”, promossa da Gilead Sciences, che prevede una serie di quattro incontri virtuali con infettivologə espertə. L’obiettivo è chiaro: migliorare la qualità della vita delle persone che vivono con Hiv, affrontando tematiche fondamentali come l’aderenza terapeutica, il benessere sessuale e psicologico e il dialogo tra chi si prende cura e chi è in cura.
Per approfondire questi aspetti, abbiamo intervistato la dottoressa Viviana Rizzo, dirigente medico presso l’Ospedale Cotugno di Napoli, impegnata nella presa in carico e nel supporto delle persone che vivono con Hiv che ci ha aiutato a sintetizzare una panoramica esaustiva sul tema.
Terapia antiretrovirale: il pilastro della gestione dell’Hiv
A oltre 40 anni dalla scoperta dell’Hiv, l’introduzione della terapia antiretrovirale (ART) ha rivoluzionato la vita di chi vive con Hiv. Oggi i farmaci sono potenti, ben tollerati e facili da assumere, ma la loro efficacia dipende da un elemento chiave: l’aderenza. Assumere i farmaci con regolarità è essenziale per mantenere la carica virale a livelli non rilevabili, proteggere il sistema immunitario e prevenire la trasmissione del virus. È il concetto di U=U (Undetectable = Untransmittable), una conquista di enorme valore medico e sociale.
Una terapia per tutta la vita: tra responsabilità e fragilità
Seguire una terapia quotidianamente significa prendersi cura di sé e delle persone che ci circondano. Tuttavia, l’aderenza non è solo una questione di volontà individuale: lo stigma sociale, la paura di essere giudicatə, escluse/i, e le difficoltà emotive possono rendere questo gesto apparentemente semplice, molto più complesso. Per moltə, la terapia può diventare una presenza ingombrante, soprattutto in contesti sociali, in viaggio o in situazioni stressanti. Il dialogo continuo con il/la propriə professionista sanitariə e il supporto emotivo diventano quindi fondamentali per rendere il trattamento sostenibile anche nel lungo periodo.
Qualità della vita: un approccio integrato e personalizzato
La terapia non può essere valutata esclusivamente in base all’efficacia clinica. È necessario considerare anche il treatment burden, ovvero quanto la gestione della terapia incide sulla quotidianità, sulla libertà personale e sul benessere psicologico. Ogni persona ha bisogni diversi, e la terapia dovrebbe adattarsi a questi. È questo il senso dell’ottimizzazione terapeutica: un percorso condiviso tra chi vive con Hiv e chi lo/a segue clinicamente, con l’obiettivo di costruire un piano di cura realmente sostenibile. Una terapia che si adatta, riduce gli effetti collaterali, è più semplice da seguire e allevia lo stress psicologico, oltre ad avere un impatto positivo sull’intera qualità della vita.
Chi incontra più difficoltà: donne, giovani e persone migranti
Le difficoltà legate all’aderenza colpiscono in modo particolare le persone che si trovano in situazioni di fragilità sociale, emotiva o economica. Donne, adolescentə, persone migranti, chi affronta disagio psicologico o vive in condizioni di povertà estrema possono incontrare ostacoli concreti nella gestione della terapia. Le donne, ad esempio, spesso si trovano nel ruolo di caregiver e tendono a mettere il proprio benessere in secondo piano rispetto a quello della famiglia. In molti contesti, lo stigma verso le donne con Hiv è ancora fortemente radicato, e può portare all’isolamento o alla rinuncia alla terapia per paura di essere giudicate.
Inoltre, persistono timori infondati relativi alla maternità, che possono spingere alcune a interrompere la terapia spontaneamente. È importante sapere che una persona con Hiv può diventare genitore in totale sicurezza, grazie alle terapie attuali che riducono il rischio di trasmissione verticale a livelli nulli. Resta però urgente colmare il divario di genere nella ricerca clinica, che per anni ha sottorappresentato le donne, limitando la conoscenza delle loro esigenze specifiche.
La medicina del futuro: più umana, equa e personalizzata
Le terapie oggi disponibili e in fase di sviluppo rappresentano una svolta significativa, poiché offrono maggiore flessibilità e riducono lo stigma legato all’assunzione quotidiana dei farmaci. Ma la vera sfida per la medicina del futuro sarà quella di costruire percorsi di cura su misura, incentrati sulla persona, accessibili e inclusivi.
Garantire l’accesso equo alle cure, ascoltare i bisogni reali di chi vive con Hiv, non fermarsi ai dati clinici ma considerare le esperienze e i contesti di vita: tutto questo è parte integrante di una medicina efficace. Una medicina che educa, che riduce le disuguaglianze, che combatte il silenzio e la solitudine. Perché la battaglia contro l’Hiv non è solo biologica, ma anche sociale, culturale ed emotiva.
Per saperne di più partecipa agli incontri virtuali, registrati su https://tivadiparlarne.com/
Iscrizione Webinar
“HIV. Ti va di parlarne?” è una serie di incontri virtuali, organizzati da Gilead Sciences, con infettivologi esperti per saperne di più sull’HIV e sugli aspetti di vita che possono essere migliorati.
Intervengono
– Alessandro Lazzaro – Infettivologo dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Umberto I di Roma
– Davide Moschese – Infettivologo dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano
– Lorenzo Badia – Infettivologo dell’Azienda AUSL di Imola
– Viviana Rizzo – Infettivologa dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – PO D. Cotugno di Napoli
Il Programma
3 aprile 2025 ore 18.00 – Aderenza terapeutica – Ospite: Carlo Oneto, Antinoo Arcigay Napoli
17 aprile 2025 ore 18.00 – Salute sessuale – Ospite: Sandro Mattioli, Plus Bologna
8 maggio 2025 ore 18.00 – Benessere psicologico – Ospite: Valeria Calvino – Plus Roma
4° appuntamento – data da definire – Incontro riepilogativo e conclusivo – Ospite: Enrico Caruso, Milano Checkpoint
Gli estratti degli incontri e le video pillole degli esperti saranno disponibili su https://www.gileadpro.it/it-it/Home/HIVneparliamo
