Braden Sherota: il cherubino sensuale che ha stregato i social per fare soldi con OnlyFans

Posso dire che in tutto questo c'è una insopportabile rassicurazione anti-queer?

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In tutta questa rassicurazione da ragazzo della porta accanto che vuole venderti video porno cosa troviamo?
In tutta questa rassicurazione da ragazzo della porta accanto che vuole venderti video porno cosa troviamo?
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Braden Sherota non sembra pericoloso. Ha la faccia pulita del ragazzo che ti porta i fiori e ti tiene la porta del taxi, un’educazione da fiction teen e un sorriso che ha tutta l’innocenza del Tennessee e nessuna delle sue contraddizioni. Ma quel sorriso è un’arma di distruzione lenta. Lo clicchi una volta, lo segui per curiosità, e senza accorgertene sei risucchiato in una vertigine di immagini dove il corpo si fa tempio, e il tempio è in saldo su OnlyFans.

Il corpo come cinema

 

@flowasthebrad_official“Im loving malibu california😄🌊

♬ original sound – Braden Sherota

Classe 2004, Braden è l’incarnazione più liscia e levigata della Gen Z desiderosa di piacere e farsi pagare per riuscirci. Fenomeno diverso, ma a suo modo simile a quello del self-truccatore anti-tossico Bach Buquen, che è in verità riuscito ad agganciare il circuito di denari e gloria del fashion system, dopo vari video hard che girano in rete.

Su Instagram, dove conta oltre 290.000 follower, Braden Sherota alterna slip minimalisti, pose cinematografiche e inquadrature degne di un giovane Leni Riefenstahl dell’erotismo domestico. Hashtag preferito: #cinematic. E in effetti il suo corpo è una pellicola senza fine, un film che inizia con un selfie allo specchio e finisce — non finisce mai. C’è sempre un ammiccamento autoironico e una consapevolezza da schiaffi. Il punto è che a Braden, probabilmente, gli schiaffi piacciono eccome.

15 creator etero che fanno contenuti gay su OnlyFans

Da Instagram a OnlyFans: una parabola sensuale

Braden Sherota Gay.it foto telegram
Braden Sherota con un suo creator partner “per una collab” Gay.it foto telegram

Il suo profilo OnlyFans è il naturale prolungamento del suo corpo socializzato: più nudo, più diretto, più redditizio. Qui Braden non recita, non provoca. Si mostra. Un’esposizione che non ha nulla della brutalità pornografica classica, ma molto della coreografia millimetrica del desiderio gay di nuova generazione: morbidezza, tensione, e una promessa che non si consuma mai del tutto. È il porno della gentilezza, della seduzione Gen Z, dell’economia dell’attenzione al suo stadio terminale.

Un brand con le lentiggini

Alcune immagini che Braden Sherota dispensa attraverso i suoi social per agganciare chi fosse poi disposto a pagare per vedere i suoi video su OF.
Alcune immagini che Braden Sherota dispensa attraverso i suoi social per agganciare chi fosse poi disposto a pagare per vedere i suoi video su OF.
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Non c’è nulla di improvvisato in questo angelo della Gen Z. Sherota è una macchina calibrata al millimetro: testimonial per brand di underwear anti-glamour, attento al tono, all’estetica, alla costruzione di sé. Un mix letale di spontaneità simulata e consapevolezza del capitale erotico. Con lui, il marketing del corpo diventa arte di precisione: ogni post è una carezza algoritmica, ogni contenuto premium un invito a pagare per sfiorare (lo schermo), senza toccare (la carne). Ogni volta, Braden ha un ospite, che è soltanto un altro creator: i vari sex-creator di OnlyFans si passano palla e palle, si accarezzano i reciproci trend algoritmici, innalzano tutto ciò che possono erigere in nome dello smanettamento monetario (invece i sexy chef li avevate visti? Vabbè…)

Braden, il soft boy del desiderio digitale

Braden in un famoso video virale in cui gioca a fare Peter Parker / Spiderman, a destra una foto in cui mostra la propria dotazione (censurata)
Braden in un famoso video virale in cui gioca a fare Peter Parker / Spiderman, a destra una foto in cui mostra la propria dotazione (censurata)

Braden non scandalizza. Rassicura. È il porno depurato dal peccato, un piacere senza colpa, l’erotismo che si può consumare con lo smartphone in modalità silenziosa. È ciò che resta del sesso nell’epoca della diretta non-reale*: un esercizio di stile, un atto estetico, un like, una paypal e via il dolore. In quella perfezione pacioccona e sospesa, in quel sorriso da cherubino che ha imparato a vendere sé stesso con grazia, c’è una furbizia non velata e il piacere conformista della rassicurazione anti-queer. Bisogna dirlo.

*La diretta non-reale è quella modalità “mi metto in diretta così ti mostra la realtà“, nella quale tuttavia tutto è costruito ad arte.

 

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Cosimo Di cugno 11.11.25 - 8:31

Sei bellissimo ti amo tantissimo amore