Il corpo come cinema
@flowasthebrad_official“Im loving malibu california😄🌊
Classe 2004, Braden è l’incarnazione più liscia e levigata della Gen Z desiderosa di piacere e farsi pagare per riuscirci. Fenomeno diverso, ma a suo modo simile a quello del self-truccatore anti-tossico Bach Buquen, che è in verità riuscito ad agganciare il circuito di denari e gloria del fashion system, dopo vari video hard che girano in rete.
Su Instagram, dove conta oltre 290.000 follower, Braden Sherota alterna slip minimalisti, pose cinematografiche e inquadrature degne di un giovane Leni Riefenstahl dell’erotismo domestico. Hashtag preferito: #cinematic. E in effetti il suo corpo è una pellicola senza fine, un film che inizia con un selfie allo specchio e finisce — non finisce mai. C’è sempre un ammiccamento autoironico e una consapevolezza da schiaffi. Il punto è che a Braden, probabilmente, gli schiaffi piacciono eccome.
Da Instagram a OnlyFans: una parabola sensuale

Il suo profilo OnlyFans è il naturale prolungamento del suo corpo socializzato: più nudo, più diretto, più redditizio. Qui Braden non recita, non provoca. Si mostra. Un’esposizione che non ha nulla della brutalità pornografica classica, ma molto della coreografia millimetrica del desiderio gay di nuova generazione: morbidezza, tensione, e una promessa che non si consuma mai del tutto. È il porno della gentilezza, della seduzione Gen Z, dell’economia dell’attenzione al suo stadio terminale.
Un brand con le lentiggini

Non c’è nulla di improvvisato in questo angelo della Gen Z. Sherota è una macchina calibrata al millimetro: testimonial per brand di underwear anti-glamour, attento al tono, all’estetica, alla costruzione di sé. Un mix letale di spontaneità simulata e consapevolezza del capitale erotico. Con lui, il marketing del corpo diventa arte di precisione: ogni post è una carezza algoritmica, ogni contenuto premium un invito a pagare per sfiorare (lo schermo), senza toccare (la carne). Ogni volta, Braden ha un ospite, che è soltanto un altro creator: i vari sex-creator di OnlyFans si passano palla e palle, si accarezzano i reciproci trend algoritmici, innalzano tutto ciò che possono erigere in nome dello smanettamento monetario (invece i sexy chef li avevate visti? Vabbè…)
Braden, il soft boy del desiderio digitale

Braden non scandalizza. Rassicura. È il porno depurato dal peccato, un piacere senza colpa, l’erotismo che si può consumare con lo smartphone in modalità silenziosa. È ciò che resta del sesso nell’epoca della diretta non-reale*: un esercizio di stile, un atto estetico, un like, una paypal e via il dolore. In quella perfezione pacioccona e sospesa, in quel sorriso da cherubino che ha imparato a vendere sé stesso con grazia, c’è una furbizia non velata e il piacere conformista della rassicurazione anti-queer. Bisogna dirlo.
*La diretta non-reale è quella modalità “mi metto in diretta così ti mostra la realtà“, nella quale tuttavia tutto è costruito ad arte.
Su OnlyFans dilagano creator etero che fanno video gay: ma perché?

Sei bellissimo ti amo tantissimo amore