Ha fatto a dir poco clamore in un paese del milanese l’annuncio delle dimissioni di don Marco, 51enne ordinato prete nel 2000 e divenuto parroco il 1° settembre 2019. Dopo mesi di chiacchiericcio, don Marco ha fatto ufficialmente coming out in Curia, confessando di aver messaggiato, scambiato foto e fatto sesso con uomini gay conosciuti su alcuni siti di incontri.
Don Marco e l’ambiguo messaggio social di inizio 2025
Don Marco era noto con il nickname “Proviamo73” e non era restio a scambiare foto non solo intime ma anche del proprio volto, diventando così facilmente riconoscibile, tant’è che in città da tempo si rumoreggiava della sua vita privata. A inizio 2025 un post social pubblicato da don Marco aveva alimentato i rumor: “Quando visiti un prete ricordati che un prete non è sposato, né avrà una famiglia propria. Niente moglie, niente figli. La sua famiglia sono i suoi parrocchiani. Il suo futuro è celebrare l’Eucaristia nella messa tutti i giorni, ascoltare confessioni, ungere i malati, servire coloro che si rivolgono a lui in cerca di aiuto”. “Anche loro sono uomini con le loro fragilità. Se senti qualcuno parlare male di un prete, correggilo e non partecipare a gossip senza conoscere i fatti. Ricorda che i preti sono soli e a volte avranno bisogno di compagnia. Attenzione ai loro bisogni emotivi, fisici e mentali”, scriveva Zappa, che dopo mesi di pressing da parte della Curia ha consegnato le proprie dimissioni tra le mani di monsignor Luca R. ed è scappato dal paese.
Al suo posto è arrivato don Felice, già parroco di un altro paese vicino. In paese la notizia della fuga di don Marco ha creato sconcerto. In molti, scrive Liberastampa, hanno rimarcato l’ipocrisia del parroco, in passato autore di omelie contro l’omosessualità. Anche l’arcivescovo di Milano, monsignor Delpini, sarebbe stato a conoscenza di quanto avvenisse nel paese della sua diocesi.
L’annuncio dell’addio da parte di monsignor Luca
Sabato 5 aprile proprio monsignor Luca ha annunciato le dimissioni di don Marco, durante la messa, al cospetto dei fedeli: “Devo dirvi quello che è giusto sapere e quello che poco fa ho detto al Consiglio Pastorale, al consiglio affari economici e al consiglio dell’oratorio. Da lunedì prossimo, don Marco non sarà più parroco di Inveruno e Furato. Da fine gennaio c’è stato un momento di discernimento personale che ha portato alla decisione di interrompere il suo ministero di parroco. Resterà comunque prete. Si è ritirato in maniera segreta, ma non c’è stato alcun reato di tipo canonico o di tipo civile. Si è verificata una condizione personale di pesantezza nell’ufficio di parroco. Don Marco ha detto: ‘Non ce la faccio più”. E quindi tutto questo ha portato alla decisione di ritirarsi. Lui adesso è a casa. Affronterà un momento di accompagnamento psicologico, da settembre tornerà a dare la sua disponibilità ad essere prete, ma in un’altra destinazione”.
Monsignor Luca ha parlato di “chiacchiericcio che può essere devastante e serve solo a soddisfare curiosità morbose”, nei confronti di don Marco, per poi aggiungere: “Chi è senza peccato salga sull’altare che lo adoriamo”.
Don Marco è scomparso
Da 48 ore don Marco non è reperibile e ha cancellato tutti i profili social. Nel 2013 ad Arconate, altro piccolo comune della città metropolitana di Milano, un altro parroco fu scoperto mentre cercava partner sessuali su siti di incontri gay. Don Cesare fu spedito dalla Curia in un paesino al confine con la Svizzera, San Bartolomeo in Valcavargna, meno di 1000 abitanti, per un “periodo di riflessione”. Successivamente è stato promosso “responsabile della pastorale della Famiglia” a Seveso nonché vicario parrocchiale a Seregno.
Non è invece chiaro se don Marco tornerà realmente a dire messa in un altro paese o abbandonerà definitivamente la tonaca.
