L’esponente politico di Fratelli d’Italia della settimana è senza ombra di dubbio Alessandro Basso, neo eletto sindaco di Pordenone, omosessuale dichiarato e da 4 anni fidanzato con Loris Bazzo, sindaco leghista di Carlino. Una coppia di primi cittadini in due partiti di destra da 48 ore travolti dalle interviste e dalle prime pagine, con dichiarazioni fino ad oggi molto discusse e discutibili che si sono concesse un ulteriore e inedito capitolo.
Intervistato da Il Gazzettino, Basso ha infatti rivelato che un Pride nella sua Pordenone (capitale della cultura 2027) lui non lo vuole.
“No. O perlomeno sicuramente non con il patrocinio del Comune che amministro. I partiti che compongono la mia coalizione hanno un pensiero unanime in questo senso. E penso che non sia con queste manifestazioni che si percorre la strada dei diritti. Non è con le carnevalate che migliorano le cose”.
Basso ha inoltre continuato a sostenere che non accetta “lezioni sui diritti da nessuno. La destra in questo caso ha dato una grande lezione a tutti“. In che modo non è dato sapere. “Avevamo messo tutto in preventivo. Io vivo alla luce del sole, non ci sono problemi. La “tara” la faccio sui social network. Mentre in politica tutti si sono dimostrati rispettosi“, ha poi precisato in riferimento alla storia d’amore con il sindaco di Carlino.
Nel dubbio anche lui, dopo l’amato Bazzo, non chiude le porte alle nozze. “Matrimonio in vista? Per ora non è in programma, ma il mio non è un “no” a priori“. Peccato che il matrimonio egualitario in Italia non esista, grazie anche ai due partiti in cui Basso e Bazzo sono stati eletti, ovvero Fratelli d’Italia e Lega, mentre le unioni civili sono legge dal 2016 nonostante la dura opposizione dei medesimi partiti.
La replica a Basso di Depuru e Santarossa
A replicare a Basso, sempre via Il Gazzettino, é stato Giacomo Depuru, ex presidente Arcigay Friuli Venezia Giulia:
”La sua libertà é stata il nostro più grande successo. Quando vado in cucina e apro il rubinetto non posso rivendicare di aver portato l’acqua corrente in casa. Altri hanno pensato, sviluppato, progettato, costruito, scavato, faticato. Io ho solo aperto il rubinetto. Oggi Basso si trova un’emancipazione di cui godere senza alcun merito. E questo é un risultato di anni di lotte. Tanti sono i nomi che oggi Basso dovrebbe ringraziare con umiltà e riconoscenza. La destra in Italia non ha mai mosso un dito per i diritti delle persone lgbt. Anzi, ha sempre contrastato ogni possibile passo avanti e alimentato una forte cultura discriminatoria. Oggi Basso gode dei diritti non grazie alla sua destra ma nonostante la sua destra”.
Stefano Santarossa, attivista radicale, ha aggiunto: “Senza le lotte che Basso chiama “carnevalate” l’attuale sindaco non potrebbe organizzare la sua vita di coppia”.
In attesa che il Friuli Venezia Giulia del 2027 si possa tenere proprio a Pordenone, per la gioia del sindaco Basso e del compagno Bazzo.
