Abbiamo scritto ieri di Alessandro Basso, neo sindaco di Pordenone, gay dichiarato ed esponente di Fratelli d’Italia da 4 anni fidanzato con Loris Bazzo, a sua volta sindaco leghista di Carlino dal 2019. Una coppia di politici di destra che rivendica una fantomatica apertura nei confronti dei diritti LGBTQIA da parte della destra italiana, da 24 ore sulle prime pagine di tutti i quotidiani. E non tanto perché simbolo di una politica conservatrice che apre alla comunità LGBTQIA+, bensì perché rappresentazione plastica di un cortocircuito che vede un omosessuale dichiarato stare all’interno di un partito che demonizza la sua stessa comunità.
Loris Bazzo e Alessandro Basso, quando l’amore gay coinvolge la destra
Intervistato dal Corriere della Sera, Bazzo ha confessato di aver conosciuto Basso “a una cena fra amici e ci siamo rivisti in ambito politico: stiamo insieme dal 2021. Senza misteri né sotterfugi, da subito alla luce del sole”.
Bazzo, classe 1976, è sindaco di Carlino, in provincia di Udine, da 6 anni. Leghista, infermiere, è stato riconfermato l’anno scorso con il 69% delle preferenze. Basso, classe 1978, è stato dirigente scolastico, poi esponente in regione e ora sindaco di Pordenone, dopo aver vinto le elezioni con il 54% dei voti. “Io e Alessandro veniamo da percorsi diversi: lui è da sempre omosessuale dichiarato, io ci ho messo più tempo a maturare questa consapevolezza e ho due figli“, ha confessato Bazzo, per poi aggiungere: “Lui era consigliere regionale, io al mio primo mandato da sindaco: un po’ d’attenzione mediatica c’è stata ma si è risolta nel giro di poco tempo. E non abbiamo mai subìto attacchi né discriminazioni”.
Ad unirli proprio la politica, che tra Lega e FDI vira inevitabilmente verso destra. “È il vero sale della nostra storia e fa parte della nostra quotidianità. A causa della politica a volte si litiga, ma ci impegniamo nel fare pace in fretta: le poche ore che riusciamo a passare insieme vogliamo viverle senza interferenze. Quando mi sono ricandidato, l’anno scorso, il mio compagno mi è stato molto vicino, anche con consigli e indicazioni. Io invece dalla sua campagna mi sono defilato, ho preferito sostenerlo in un altro modo: ogni sera quando tornava a casa, dopo giornate toste e impegnative, io ero sempre lì ad aspettarlo”, ha precisato Bazzo, che vive a Carlino a differenza di Basso che vive a Pordenone. 60 km di distanza. E ora come conciliare la vita privata con quella pubblica da primi cittadini? “Alessandro è sempre stato rispettoso dei miei tempi e io ricambio: come in tutte le famiglie un equilibrio si troverà. Per festeggiare, poi, basta poco: le cene le facciamo a casa, Alessandro è un ottimo cuoco e cucina per tutti: le sue specialità sono il frico e il salame ai tre aceti”.
E in futuro Bazzo e Bosso guardano ad un’unione civile. “A oggi non siamo sposati, ma non escludiamo di farlo un giorno”, ha concluso Bazzo, che ha evidentemente dimenticato come Lega e Fratelli d’Italia dichiararono guerra alle unioni civili, così come alimenterebbero una campagna denigratoria nei confronti di un eventuale matrimonio egualitario. Perché l’omosessuale medio di destra è così. Asseconda qualsiasi discriminatoria battaglia ideologica dei propri partiti contro i diritti LGBTQIA+, per poi usufruirne nel caso in cui quelle battaglie siano state perse dai rispettivi partiti omotransfobici.
