Padova, patteggiano due 23enni della gang omofoba che adescava uomini gay per picchiarli e derubarli

La procura ha evidenzianto come l'aggressione omofoba fosse un rito che li suggestionava. Le rapine, si legge nell'ordinanza, erano solo un corollario della violenza.

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Grindr gang Rimini
Grindr gang: adescavano mediante la app di incontri gay per ricattare e pestare le vittime
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Avevano creato il panico, poco più di un anno fa, nella zona industriale di Padova. Una baby gang di giovanissimi che rapinavano e picchiavano omosessuali. Nove ragazzi, italiani e stranieri, tutti incensurati, denunciati con l’accusa di rapina, estorsione, lesioni gravi, sequestro di persona, minacce, violenza privata, uso illecito di carte bancomat.

Due di loro, Tahar El Meliani, 23enne marocchino residente a Fossò, e Mohammed Fathali, 23enne di Vigonovo, vennero arrestati e sono ora pronti al patteggiamento. Ne dà notizia VeneziaToday.

Il patteggiamento dopo mesi di terrore

Tra un mese di fronte al giudice per le indagini preliminari Claudio Marassi patteggeranno una pena di cinque anni di reclusione ciascuno, rispondendo alle accuse di rapina aggravata, lesioni, danneggiamenti aggravati, estorsione, sequestro di persona, minacce, violenza privata, porto illegale di armi e indebito utilizzo delle carte di pagamento delle vittime. Entrambi hanno ammesso le proprie colpe.

Secondo quanto riportato da PadovaOggi, la procura avrebbe evidenzianto come per i due 23enni l’aggressione a uomini gay fosse un rito che li suggestionava, senza provare alcun tipo di pietà o rispetto per le vittime. Le rapine, si legge nell’ordinanza, erano solo un corollario della violenza. La banda non puntava ai soldi, principalmente, bensì al dolore provocato, alla paura suscitata.

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Tutto era perfettamente studiato per non dare nell’occhio e non lasciare indizi. Quando colpiva il branco non aveva smartphone, in modo da non essere rintracciabili, così come i volti erano coperti. L’Audi A3 utilizzata arrivava nella zona industriale di Padova sempre a fari spenti, evitando eventuali telecamere. Le vittime venivano attirate in trappola con false promesse di incontri intimi, per poi essere massacrati di botte, rapinati e umiliati da insulti omofobi. Dieci gli episodi ricostruiti dagli inquirenti, ma potrebbero essere stati molti di più. Il più violento ha riguardato un uomo che è stato sequestrato per un’ora, picchiato, deriso, con le carte di credito svuotate e la sua auto ricoperta di insulti omofobi.

Le indagini sono durate cinque mesi, con 9 fermati. Oltre ai due 23enni pronti al patteggiamento ci sono anche un ventenne di Vigonovo e sei adolescenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Questi ultimi sono stati indagati alla Procura per i minorenni di Venezia.

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