Mahmood è tornato carico di simboli, suggestioni visive, richiami antichi e tagli netti (di spada, letteralmente). Con il nuovo tour che lo vede protagonista in cinque grandi città italiane – Bologna, Roma, Napoli, Torino e Milano – l’artista non ha lasciato nulla al caso, partendo dalla scaletta e arrivando ai capelli. E proprio tra le sue ciocche che si nasconde il mistero: quella croce-spada incisa tra i capelli, cosa rappresenta davvero?
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Mahmood, in tour: ritorna la croce-spada nei capelli
Lo avevamo lasciato con il tour nei Palasport, tra standing ovation e sold out, per poi ritrovarlo a Sanremo 2025 dove – a sorpresa – ha presentato “Sottomarini”, un inedito magnetico che ha subito fatto centro.
Ora, con questo nuovo giro di concerti, Mahmood si conferma non solo un artista, ma un performer a tutto tondo. I suoi live sono esperienze immersive dove ogni elemento – dalla musica ai costumi, dalle scenografie ai capelli – fa parte di un progetto narrativo ben più ampio e studiato.
E tra i segni visivi che più stanno facendo parlare, c’è quello disegnato sapientemente sulla sua testa da Alfredo Cesarano, hairstylist di fiducia, che a Fanpage.it ha svelato il significato della nuova croce nei capelli del cantante.
Mahmood e la simbologia nei capelli: la croce-spada e le origini egiziane
Non è la prima volta che i capelli di Mahmood diventano tela di simboli misteriosi. Già nel tour precedente, l’artista aveva scelto di esibirsi con incisioni che richiamavano simboli antichi: l’occhio di Horus, la croce e l’ankh, nota anche come la chiave della vita.
Nel debutto bolognese di questo nuovo tour, sulla sua testa è apparsa una nuova figura: una croce dalle punte triangolari.
“È una croce/spada – ha spiegato Alfredo Cesarano – È un collegamento a Ra Ta Ta: nel video il simbolo chiave era la spada e nel pezzo si sentono proprio rumori di lame. E poi le punte, le estremità sono triangolari: un riferimento alle piramidi. Seguiranno anche altri simboli egiziani: lui ha voluto mantenere il riferimento alle sue origini, che sono un po’ anche il focus del tour. Infatti i più attenti noteranno nella scenografia forme piramidali”.
L’hairstyling diventa così una parte essenziale della narrazione visiva di Mahmood, e Cesarano lo sa bene:
“I simboli nei capelli funzionano perché funziona tutto il resto: hanno senso in questo progetto e perché è lui a portarli sul palco per quello show. Io non mi sentirei di farli ad altre persone: è un po’ il nostro marchio”.
Il marchio Mahmood, appunto. Un’identità unica e riconoscibile, costruita con cura, audacia e coerenza. Dai suoni alle immagini, dai testi alle coreografie, fino a quel piccolo segno inciso tra i capelli, ogni cosa è lì per un motivo. E non è mai banale.


