Un sogno spezzato nella quiete della Bolognina. Una coppia gay apparentemente serena, uccisa nel soggiorno di casa propria con violente coltellate. Luca Gombi, 50 anni, e Luca Monaldi, 54, si erano uniti civilmente nel marzo 2023. Erano una coppia affiatata, riservata, conosciuta nel quartiere e stimata dai vicini. Abitavano in un attico al sesto piano del civico 15 di piazza dell’Unità, nel cuore della Bolognina, in pieno centro. Qui vivevano la propria quotidianità fatta dei piccoli riti di una coppia tranquilla: la colazione alla tabaccheria all’angolo, le grigliate sul terrazzo, le serate alla pizzeria dietro casa La vela in via Mazza, dove il 12 maggio scorso aveva festeggiato il compleanno comune. Luca e Luca erano infatti nati lo stesso giorno. “Solitamente venivano a mangiare presto – spiega Lorenzo, il titolare, a Il Resto del Carlino – Prendevano sempre la pizza e il dolce. Un mese fa, per il compleanno di Monaldi, erano tutti e tre”. Era presente anche Gennaro Maffia, il coinquilino, il terzo incomodo su cui oggi gravano pesanti sospetti da parte degli inquirenti. “Mi avevano lasciato il loro numero di telefono” spiega un’inquilina dello stabile di piazza dell’Unità “li chiamavo Crick e Crock, perché erano sempre insieme, si mettevano sempre la stessa maglietta ma di colori diversi, e avevano fatto vedere le fedi a tutti in una riunione di condominio”.
Una vita di coppia fatta di pacifica progettualità, infranta la mattina del 2 giugno, quando Luca e Luca sono stati accoltellati a morte all’incirca alle 7, secondo le prime ricostruzioni. A quell’ora infatti un vicino ha chiamato i soccorsi, dopo aver sentito delle urla provenire dall’appartamento della coppia. I quotidiani locali descrivono Luca e Luca come una coppia unita “sempre insieme“. Purtroppo anche nella tragica morte.
Chi era Luca Monaldi

54 anni, originario di Terontola, una frazione del comune di Cortona (Arezzo), Luca Monaldi aveva lavorato per anni nel negozio di calzature della sua famiglia, molto conosciuto in viale Michelangelo. Era anche ambulante nei mercati della Valdichiana e del Trasimeno. Dopo la scomparsa dei genitori, aveva deciso di cambiare vita. “Un bravo ragazzo – spiega Alessio Topini, presidente della società sportiva locale e quasi coetaneo della vittima al Corriere Fiorentino – sempre cordiale, il primo a salutare col sorriso fra le labbra. Non riesco nemmeno ad immaginare come possa aver fatto una fine così terribile. In tanti lo ricordiamo con il cagnolino di famiglia sempre dietro, mentre dava una mano nel negozio di famiglia“. Luca Monaldi si era poi trasferito a Bologna, dove aveva incontrato Luca Gombi. Diplomato all’Istituto agrario Angiolo Vegni, Monaldi era rimasto molto legato alle sue radici. Al punto che, quando si era unito civilmente a Gombi nel 2023, aveva voluto far sapere a nel suo luogo di origine della cerimonia con cui aveva suggellato la sua vita di coppia con l’amato Luca. Della famiglia Monaldi resta adesso un fratello più grande, Serafino, che vive in Puglia e lavora come ingegnere, con quattro figli. Ci sono anche alcuni zii e cugini. Nessuno però se la sente di parlare in questo momento di tragedia.
Chi era Luca Gombi

50 anni, bolognese doc, Luca Gombi aveva lavorato in passato come operatore socio-sanitario. Era un uomo molto legato alla sua città e alla sua parrocchia: tifoso del Bologna e felice della recente vittoria della Coppia Italia, Gombi aveva come foto profilo su Instagram la dicitura “Tifo il Bologna calcio, Son di Bologna“. Aveva fatto parte anche del coro della chiesa del Sacro Cuore di Gesù, riporta un quotidiano bolognese. La sua famiglia vive da generazioni nel palazzo dove si è consumato il delitto, prima i nonni, poi i genitori, entrambi oggi deceduti. Gombi possedeva diversi immobili in città, e proprio la vendita di tre di questi avrebbe dato origine alle tensioni con il terzo coinquilino, Gennaro Maffia, 48 anni, nato in Venezuela e affittuario di una stanza nell’appartamento della coppia. La coppia, secondo conoscenti, stava progettando di lasciare la città per trasferirsi in campagna.
Il duplice omicidio e i sospetti su Gennaro Maffia

La mattina del 2 giugno, verso le 7, un vicino ha sentito urla provenire dall’appartamento e ha chiamato la polizia. Gli agenti hanno trovato i corpi nel soggiorno, in un lago di sangue. Gombi è stato colpito all’addome, Monaldi alla gola. Il questore Antonio Sbordone ha parlato a Etv di “coltellate molto violente”, escludendo la possibilità di un omicidio-suicidio. Sul posto sono stati trovati diversi coltelli: si cerca ancora l’arma del delitto. Le indagini sono coordinate dal pm Tommaso Pierini.
Poche ore dopo il macabro ritrovamento, Gennario Maffia è stato fermato all’aeroporto di Barcellona. Aveva preso un volo da Bologna la mattina stessa. Le indagini hanno rivelato che il movente potrebbe essere legato alla vendita dell’appartamento da parte della coppia, che lo avrebbe costretto a cercare un’altra sistemazione.
La comunità sotto shock
Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha definito il duplice omicidio “un delitto terribile che scuote la nostra comunità”, esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime. Anche i residenti della Bolognina, quartiere già segnato da episodi di cronaca, si interrogano: “Erano persone tranquille, ci salutavano sempre”, dice un vicino. E ancora: “Non mi aspettavo una situazione del genere”.
Gombi e Monaldi erano una coppia che viveva con dignità e discrezione. I loro volti erano noti, i loro gesti familiari. L’ultima immagine che resta di loro è forse quella più struggente: una Fiat Punto azzurra rimasta parcheggiata nell’area di sosta del palazzo. Doveva accompagnarli verso una nuova vita di tranquillità bucolica in campagna.

