Come ogni anno GLAAD, ovvero la più grande organizzazione statunitense per la difesa dei diritti LGBTQ, ha pubblicato i risultati della sua 13a edizione dello Studio Responsibility Index (SRI), che esamina i film usciti nell’anno solare 2024, dal 1° gennaio al 31 dicembre, andando alla ricerca di personaggi LGBTQIA+ al loro interno.
Questo studio si concentra sulla ricerca e l’analisi dei 10 principali distributori cinematografici d’America, ovvero A24, Amazon, Apple TV+, Lionsgate, NBCUniversal, Netflix, Paramount Global, Sony Pictures Entertainment, The Walt Disney Company e Warner Bros. Discovery, incluse le loro etichette di distribuzione sussidiarie e i servizi di streaming di proprietà maggioritaria.
L’SRI di GLAAD mappa la quantità, la qualità e la diversità dei personaggi LGBTQ presenti nei film. Lo studio funge anche da roadmap per gli studi cinematografici, identificando priorità e opportunità per aumentare e migliorare una rappresentazione e una narrazione LGBTQ equa, accurata e inclusiva.
Studio Responsibility Index 2024 di GLAAD 
I dati del 2024, neanche a dirlo, sono stati negativi per il 2° anno consecutivo.
I film inclusivi LGBTQ sono scesi al 23,6% delle uscite dei principali studi cinematografici, in calo rispetto al 27,3% del 2023 e al record del 28,5% del 2022.
Solo due film (meno dell’1% di tutti i film monitorati) presentavano personaggi transgender, ed entrambi includevano stereotipi ritenuti dannosi o un casting non del tutto autentico.
Il 37% dei personaggi LGBTQ ha avuto meno di un minuto di tempo sullo schermo, relegato a ruoli insignificanti e di secondo piano.
Solo il 27% dei personaggi LGBTQ ha avuto più di 10 minuti di tempo sullo schermo, in calo netto rispetto al 38% dell’anno precedente.
I personaggi LGBTQ di colore hanno rappresentato il 36% di tutti i personaggi LGBTQ, in calo rispetto al 46% del 2023, la percentuale più bassa dal 2019.
In nessuno dei 250 film monitorati sono stati inclusi personaggi LGBTQ sieropositivi, a dimostrazione di una persistente assenza di questa narrazione relativa a salute e identità.
Solo sette personaggi LGBTQ (4%) conteggiati presentavano una disabilità.
Solo due film per famiglie presentavano personaggi LGBTQ, ma minori e privi di rilevanza narrativa.
Il numero di personaggi bisessuali è sceso al 10% dei personaggi LGBTQ, nonostante le persone bisessuali siano la maggioranza all’interno della comunità LGBTQ.
Sono stati identificati solo quattro personaggi non binari, nessuno dei quali ha avuto più di 10 minuti di tempo sullo schermo.
Per la prima volta in cinque anni, è stata raggiunta la parità di genere tra i personaggi LGBTQ, con il 50% di personaggi LGBTQ costituiti da donne, il 48% da uomini e il 2% da personaggi non binari.

Dei 59 film LGBTQ inclusivi usciti nel 2024 (erano 100 nel 2022), 32 includevano uomini gay (54%), 23 donne lesbiche (39%), 15 includevano personaggi bisessuali (25%), tre personaggi non binari (5%), tre personaggi queer che non rientrano specificamente in altre etichette (5%) e due includevano personaggi transgender (3%).
A24 è stato l’unico studio a ricevere una valutazione “Buona”, producendo la più alta percentuale di film inclusivi LGBTQ e battendo il proprio record al botteghino. 9 su 16, con un 56% totale. Seconda piazza per Amazon con 8 su 25 (32%) e medaglia di bronzo per Apple Tv con uno su 4 (25%). Netflix si è fermata al 29% ma è lo studio che ha prodotto più titoli LGBTQIA+ inclusive (14 su 49), mentre in ultima posizione c’è Warner con 3 su 15 (20%).

L’SRI ha evidenziato i film che hanno soddisfatto gli standard di base per un’inclusione LGBTQ significativa, come delineato dal Vito Russo Test di GLAAD, che prende il nome da uno dei fondatori di GLAAD. Tra i titoli che hanno superato il test di Vito Russo figurano Love Lies Bleeding (A24), Problemista (A24), My Old Ass (Amazon), Drive-Away Dolls (NBCUniversal), Mean Girls (Paramount Pictures), Fancy Dance (Apple TV+), Good Grief (Netflix), Rez Ball (Netflix), Sweethearts (Warner Bros. Discovery), Housekeeping for Beginners (NBCUniversal), The Radleys (Lionsgate), Ricky Stanicky (Amazon), Between the Temples (Sony Pictures Entertainment), Prom Dates (The Walt Disney Company).
Le reazioni allo Studio Responsibility Index 2024

GLAAD ha osservato che “Hollywood non è all’altezza quando si tratta di raccontare storie vere di persone con HIV“, ricordando come per “le persone con HIV una rappresentazione coerente nei media dell’intrattenimento è fondamentale per sradicare lo stigma sull’HIV e colmare le lacune di conoscenza generazionali“.
L’Indice arriva nel mezzo delle politiche e culturali firmate Donald Trump che hanno preso di mira le persone LGBTQ, e in particolar modo la comunità transgender e le persone di colore. Sebbene sia stato dimostrato che una narrazione inclusiva crei empatia, influenzi l’opinione pubblica e generi denaro, l’industria dell’intrattenimento sta sempre più venendo meno alla propria responsabilità nei confronti del pubblico eterogeneo a cui si presenta.

Sarah Kate Ellis, Presidente e CEO di GLAAD, ha dichiarato:
“I risultati di quest’anno sono un campanello d’allarme per l’industria. In un momento in cui le persone LGBTQ stanno affrontando attacchi senza precedenti nella politica e nei media, il cinema deve essere uno spazio di visibilità e verità. La rappresentazione non si limita a spuntare una casella, ma a stabilire quali storie vengano raccontate, quali vite vengano valorizzate e a creare mondi che rispecchino la nostra società odierna. Quando è fatta in modo autentico, la rappresentazione LGBTQ crea pubblico e fermento, umanizzando al contempo le persone LGBTQ, poiché chi detiene il potere sta lavorando attivamente per privarci della nostra umanità.”
Megan Townsend, Senior Director, Entertainment Research & Analysis, ha sottolineato come la comunità LGBTQ sia un pubblico potente e in crescita, con un significativo potere d’acquisto e un’influenza culturale che possono determinare il successo di un film.
“Più di 1 adulto statunitense della Generazione Z su 5 (23,1%) – pubblico chiave per gli acquisti di biglietti e abbonamenti – è LGBTQ. Inoltre, gli americani LGBTQ di età compresa tra 13 e 39 anni hanno maggiori probabilità rispetto ai coetanei non LGBTQ di definirsi “fan accaniti” di qualcosa, considerando i film come la cosa che più li appassiona. Le nostre storie hanno un fascino universale per il pubblico in generale, con una supermaggioranza di giovani LGBTQ e non LGBTQ di età compresa tra 18 e 24 anni (rispettivamente il 93% e l’85%) che dichiarano di ricercare attivamente media queer. È chiaro che le aziende che desiderano aumentare i propri ricavi dovrebbero corteggiare deliberatamente questa comunità con una narrazione inclusiva, un marketing mirato e specifico e prodotti di merchandising. Quando gli studi cinematografici non raccontano storie LGBTQ, ignorano un pubblico che rappresenta oltre un trilione di dollari all’anno in potere d’acquisto solo negli Stati Uniti, lasciando sul tavolo dei clamorosi profitti”.
Nick Adams, Vicepresidente del GLAAD Media Institute, ha aggiunto:
“È frustrante e allarmante vedere la continua quasi totale invisibilità dei personaggi transgender nei film dei principali distributori cinematografici, e ancora più allarmante vedere uomini cisgender scelti per interpretare donne transgender e la poco autentica narrazione nei film degli studios di quest’anno. Poiché vengono raccontate così poche storie transgender, ognuna di esse ha un impatto significativo sulla cultura. In un momento in cui le persone transgender sono sotto attacco su molti fronti, sia la mancanza di rappresentazione che le caricature offensive delle persone transgender causano danni reali. Ci sono film di distributori indipendenti, e sceneggiature ancora da produrre, che raccontano storie transgender con il cuore, sfumature e le giuste intenzioni. Mentre gli studi cinematografici guardano ai loro prossimi progetti, è fondamentale che cerchino storie transgender che sappiano intrattenere il pubblico e ritrarre le persone transgender con autenticità e attenzione. GLAAD è qui per essere una risorsa e possiamo aiutarvi a identificare storie e narratori efficaci”.


