Genova, la sindaca Salis registra 11 bambini con due mamme: “Famiglia è dove si cresce insieme, dove si educa, dove si ama”

"Non esistono bambini di serie A e serie B. Dobbiamo avere la consapevolezza di vivere in uno Stato laico: la laicità non è una minaccia alla religione. È il suo presupposto".

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Silvia Salis insieme alle mamme arcobaleno e alla sua giunta
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Un’attesissima prima volta. Dopo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri anche la neo sindaca di Genova Silvia Salis ha registrato i primi 11 riconoscimenti ufficiali di figli nati da coppie di donne tramite di procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero. Dopo anni di giunte di centrodestra il capoluogo ligure ha cambiato marcia con Salis, affiancata per l’occasione da tutti gli assessori della sua giunta e dall’avvocata di Rete Lenford Ilaria Gibelli.

Tutto questo a poche settimane dalla storica sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto per la madre non biologica di riconoscere il figlio fin dalla nascita. Una pronuncia che ha ribaltato l’orientamento restrittivo seguito da molti Comuni negli ultimi anni e ha ristabilito il principio chiave per cui a prevalere deve essere l’interesse del minore. Secondo quanto stabilito, impedire il riconoscimento della madre intenzionale viola il diritto fondamentale del bambino o della bambina ad una chiara identità giuridica, alla stabilità familiare e alla piena tutela da parte di entrambe le figure genitoriali.

Nel corso del Liguria Pride di metà giugno Salis aveva ‘promesso’ che avrebbe presto registrato i primi figli con due mamme. E così è stato.

Silvia Salis celebra le famiglia arcobaleno

Oggi a Genova abbiamo scritto una pagina di storia, di diritti, di civiltà“, ha scritto la sindaca sui social. “Per la prima volta nella nostra città, due madri sono state registrate all’anagrafe comunale come genitrici di una bambina. È un atto che pone fine a una contraddizione giuridica e umana: finora, la legge riconosceva solo la madre biologica. Oggi, finalmente, si riconosce la famiglia per ciò che è. Non è solo una formalità amministrativa, è un atto di giustizia. È lo Stato che si ricorda di essere laico, moderno, giusto”, ha sottolineato Salis.

Genova è tra le prime grandi città italiane ad applicare la sentenza n.68 della Corte Costituzionale che sancisce il diritto di ogni bambina e ogni bambino a essere riconosciuto. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità, perché ogni famiglia ha diritto di esistere, perché i diritti non possono essere selettivi“, ha insistito la sindaca. “A quei pochi, per fortuna, che hanno storto il naso, rispondo che famiglia è dove si cresce insieme, dove si educa, dove si ama. Non esistono bambini di serie A e serie B. Dobbiamo avere la consapevolezza di vivere in uno Stato laico: la laicità non è una minaccia alla religione. È il suo presupposto. Da donna, da madre, mi impegno affinché tutte le donne possano decidere del proprio corpo, della propria vita e della propria famiglia. Non pretenderò mai che la mia fede diventi un obbligo per chi crede in altro, o non crede. Da oggi, a Genova si rispettano i diritti“.

Le reazioni alla storica giornata al Comune di Genova

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Silvia Salis, sindaca di Genova

Grazie alla Corte Costituzionale, finalmente sono state spazzate via tutte quelle posizioni ideologiche che non solo mortificavano il diritto delle coppie omogenitoriali a veder affermato il diritto ad essere riconosciute genitori, ma impedivano soprattutto anche il pieno godimento dei propri diritti a bambine e bambini con due mamme“, ha dichiarato l’assessore ai Servizi Demografici e Diritto di Cittadinanza Emilio Robotti. “Costringendole, perché il minore avesse due genitori, a ricorrere allo strumento dell’adozione speciale, che rappresenta però una diminuzione dei diritti del minore ingiustificata, rispetto alla dichiarazione di maternità piena per entrambe le mamme. Ricordiamo che l’amministrazione precedente ha condotto una vera e propria battaglia giudiziaria contro queste mamme e queste bambine e bambini, in base a posizioni ideologiche che la Corte Costituzionale ha sconfessato. È bello che uno dei primi atti della sindaca e di questa nuova Amministrazione sia oggi quello di restituire a queste bambine e questi bambini un loro diritto“.

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“Dopo anni e anni di lotte nei tribunali da parte di Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno, finalmente è stato fatto un grandissimo passo: un bambino o una bambina figli di due madri avrà finalmente il diritto alla doppia maternità”, ha aggiunto Ilaria Gibelli di Rete Lenford.

Questo grazie alla sentenza del 22 maggio di quest’anno della Corte costituzionale che elimina questa discriminazione. La strada però è ancora lunga, per evidenziare alcuni dei tasselli che mancano, ad esempio perché la sentenza non riconosce lo stesso diritto a due padri e perché l’accesso alla procreazione medicalmente assistita resta ancora vietata sia ai single che alle coppie dello stesso sesso. Sono convinta che le buone pratiche delle amministrazioni, come ha garantito la sindaca Salis, possano rendere le vite delle persone Lgbtqia+ meno difficili, garantendo loro un maggior benessere: bisogna partire dall’ascolto dei cittadini e delle cittadine e da lì trovare la giusta spinta per riuscire a cambiare quelle leggi nazionali che discriminano e che, pertanto, sono ingiuste“.

Anche Arcigay Genova ha voluto ringraziare l’amministrazione Salis: “Accogliamo con gratitudine la decisione della sindaca Silvia Salis e della nuova giunta comunale, che hanno scelto di rompere il silenzio e agire con coraggio. Hanno voluto dare a questo momento la dignità pubblica e politica che merita, segnando un netto cambio di rotta per la città sul tema dei diritti civili. Non è solo un riconoscimento. È una riparazione. È un grido che dice: le nostre famiglie esistono e non si cancellano. Celebriamo questo passaggio di civiltà dopo anni di battaglie e di muri ideologici, costruiti sulla pelle di bambini e bambine cui è stato negato il diritto a essere pienamente riconosciuti. Ora, finalmente, cominciamo a voltare pagina“, ha concluso Federico Orecchia, presidente di Arcigay Genova.

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