Giorno storico per i diritti delle famiglie arcobaleno a Roma e in Italia. A pochi giorni dalla pronuncia della Corte Costituzionale, che ha aperto al riconoscimento alla nascita per i figli e le figlie di coppie di mamme nate da procreazione medicalmente assistita (PMA) effettuata all’estero, il Campidoglio ha registrato i primi sei atti di nascita con due madri. Si tratta di quattro bambine e due bambini nati a Roma, i cui certificati sono stati ufficialmente trascritti con il doppio cognome e il riconoscimento di entrambe le madri come genitrici. Qualche giorno fa avevamo dato notizia di Antonio, figlio di Monica e Stefania nella prima registrazione con due madri dopo la sentenza della Consulta avvenuta a Modena.

 

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Gualtieri: “Finalmente riconosciuti i loro diritti”

Con grande gioia abbiamo dato applicazione alla sentenza della Corte Costituzionale“, ha dichiarato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri (PD), che nei mesi di persecuzione non ha mai fatto mancare il supporto istituzionale alla battaglia delle famiglie arcobaleno. “Oggi fa notizia, ma l’auspicio è che non faccia notizia– ha spiegato il sindaco capitolino – perché è talmente un’evidenza giusta e doverosa che questo elemento di diversità dell’Italia dagli altri Paesi europei viene sanato grazie alla Corte e alla nostra Costituzione che si dimostra ancora una volta un testo straordinario che dà diritti ai cittadini italiani com’è giusto che sia. E ci sono pochi diritti più importanti di avere entrambi i genitori. (…) Abbiamo sanato il vulnus di bambini che, nati da PMA all’estero, fino ad oggi risultavano registrati con una sola mamma. L’auspicio è che giornate come questa diventino presto la normalità”.

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Grassadonia: “Ha vinto l’amore, ha vinto la responsabilità”

Profonda emozione anche per Marilena Grassadonia, coordinatrice delle Politiche per i Diritti LGBTQIA+ di Roma Capitale e delegata del sindaco, presente in Campidoglio durante le registrazioni. “Oggi ha vinto l’amore e la responsabilità. Gli occhi lucidi delle mamme sono la conferma che stiamo vivendo un cambiamento straordinario“, ha commentato. Grassadonia, esponente anche della segreteria nazionale di Sinistra Italiana, ha sottolineato come questo risultato sia frutto di “un lavoro ventennale dell’associazione Famiglie Arcobaleno, che non ha mai smesso di lottare per il pieno riconoscimento dei diritti dei propri figli“.

La Consulta apre la strada, il Parlamento resta fermo

Pochi giorni fa la Corte Costituzionale aveva sancito il diritto alla registrazione alla nascita per figli e figlie di coppie di madri nate da PMA effettuata all’estero.

Purtroppo i genitori omosessuali di genere maschile in Italia non hanno ad oggi le stesse possibilità: dopo la legge di persecuzione universale sulla GPA, sono infatti sempre più rari i casi di coppie di papà gay italiani che accedono alla genitorialità.

La speranza ora è che la decisione della Consulta e il segnale forte arrivato dal Campidoglio aprano finalmente la strada a una legge nazionale che garantisca pari diritti e tutele a tutti i bambini e le bambine, a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere dei loro genitori.

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