Nonostante le recenti tensioni interne e le divisioni emerse attorno al conflitto israelo-palestinese, la comunità LGBTQIA+ di Napoli sceglie di esserci e di unirsi per il Napoli Pride 2025. Dopo settimane di dibattito acceso e la dolorosa presa di distanza da parte di ATN (Associazione Transessuale Napoli) e I-Ken, che avevano annunciato la loro dissociazione in solidarietà con la causa palestinese, la parata di domani, sabato 5 luglio, si prepara a colorare le strade del capoluogo partenopeo. Il clima, tuttavia, resta non privo di fratture, e nelle ultime ore è arrivata anche la presa di posizione di Arrevutamm Pride, l’alternativa radicale al Napoli Pride e pro-Palestina, che ha deciso di attraversare il corteo di domani al fianco delle sorell3 trans* di ATN.

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Napoli Pride 2025 e fratture interne: le posizioni di ATN e i-Ken
Le polemiche che hanno portato alla netta spaccatura, a pochi giorni dal Napoli Pride 2025, erano nate in seguito alla partecipazione del presidente di Antinoo Arcigay Napoli, Antonello Sannino, a una missione in Israele e al Pride di Tel Aviv (poi annullato in conseguenza della guerra scatenata da Israele contro l’Iran). Secondo ATN e i-Ken, quella scelta rappresentava un allineamento esplicito – e a loro giudizio problematico – con la narrazione filo-israeliana, in un contesto già esplosivo come quello del Medio Oriente.
Proprio le due storiche realtà napoletane, nelle passate settimane si erano esposte in modo netto, annunciando pubblicamente il boicottaggio della parata ed evidenziando la profonda frattura. Nel dettaglio, ATN, in un comunicato sui propri canali social, aveva dichiarato non solo la volontà di non prendere parte al Napoli Pride 2025, ma anche l’uscita dalla rete associativa costruita finora insieme agli altri gruppi. Una decisione senza dubbio sofferta, ma inevitabile, non trovando “le condizioni per procedere insieme in questo cammino”.
Anche i-Ken APS ETS aveva deciso di prendere le distanze dal Napoli Pride 2025, allineandosi alla posizione di ATN e annunciando, tramite un comunicato, la propria non adesione alla parata del 5 luglio. Entrambe le realtà avevano ribadito la loro condizione imprescindibile, ovvero l’inserimento nella piattaforma politica della frase “Basta genocidio, Palestina libera”, richiesta evidentemente venuta meno. “Crediamo che il Pride debba restare uno spazio credibile, inclusivo e impegnato per la giustizia globale. Siamo disponibili a collaborare con tutte le realtà che condividano questo percorso”, aveva aggiunto da i-Ken. (Leggi “No Pride in genocide” del Rivolta Pride)
Sannino, dalle accuse alla “spaccatura rientrata”

Dopo le critiche espresse in maniera chiara e circostanziata da parte delle due realtà napoletane, che avevano spiegato il motivo della loro non partecipazione alla parata del Napoli Pride 2025, Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli, aveva deciso di replicare alle accuse nei suoi confronti.
In un articolo pubblicato sul sito ufficiale di Arcigay Napoli, aveva ripercorso le tappe salienti del suo viaggio in Israele, compreso il complesso rientro, e replicato punto per punto alle accuse, denunciando il clima di odio nei suoi confronti (tra insulti e minacce social).
Successivamente lo stesso Sannino, come riporta La Repubblica, ha poi commentato, a poche ore dal Napoli Pride 2025: “Con le altre associazioni siamo innanzitutto amici, a prescindere da questa vicenda, che è stata manipolata: la spaccatura rientra e loro parteciperanno al Pride con le loro modalità”.
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ATN, marcia silenziosa al Napoli Pride
Ma davvero la frattura politica evidenziata prima del Napoli Pride è rientrata? Ileana Capurro di ATN, riporta sempre Repubblica, ha precisato: “la spaccatura politica rimane, tanto che l’associazione non aderisce più al comitato organizzatore del Pride”. Quest’ultimo resta formato da Coordinamento Campania Rainbow, Antinoo Arcigay Napoli, Alfi Le Maree e Pride Vesuvio, che in una nota rimarca “la vicinanza alla popolazione civile di Gaza” e “condanna fermamente il genocidio: la nostra solidarietà va a ogni popolo che subisce le atrocità della guerra”.
ATN sarà presente al Pride di Napoli, ma marcerà in silenzio e senza bandiere, ad eccezione di quella palestinese: “Il Pride resta la nostra espressione, perciò ci saremo”, ha annunciato Capurro.
La presenza di tensioni interne ha portato anche ad una importante presa di consapevolezza: la necessità di riaprire un dialogo. “Perché la lotta per i diritti resta il fronte comune”. Ed anche Sannino ribadisce: “Le divisioni politiche non sono divisioni umane e dal 6 luglio si lavorerà per la ricomposizione anche perché abbiamo tanti progetti insieme”.
Arrevutamm Pride al fianco delle sorell3 di ATN
Anche Arrevutamm Pride – al quale in migliaia hanno aderito lo scorso 28 giugno -, in vista del Napoli Pride 2025, ha preso una decisione importante, come evidenziato nel comunicato diffuso sui social:
“Come rete Arrevutamm Pride siamo stat3 invitat3 ad attraversare il Napoli Pride del 5 luglio al fianco di ATN (Associazione Transessuale Napoli). Dopo un lungo confronto, abbiamo ritenuto opportuno rispondere alla chiamata, in quanto proveniente dall nostr3 sorell3 trans*: il 5 Luglio saremo in piazza SOLO al loro fianco, in maniera critica e assolutamente non in supporto al Napoli Pride. Non scenderemo per celebrare il Pride, ma per sostenere le nostre sorell3 trans* nella loro decisione politica di attraversamento della piazza in un periodo così complesso, senza simboli ma solo con bandiere palestinesi”.
Si tratta di un atto di sorellanza nei confronti di ATN, pur incoraggiando il boicottaggio. Arrevutamm Pride ha, anche in questa occasione, sottolineato la sua presa di posizione contraria rispetto al Pride di Napoli, ribadendo: “Ad oggi, il Napoli Pride non ci rappresenta. Ma le nostre sorelle sì!”. Ed ha spiegato: “Ad accompagnarci, solo bandiere della Palestina: perché la liberazione queer è inseparabile dalla lotta di liberazione dei popoli oppressi”, rinnovando la loro posizione contro il “pinkwashing di Tel Aviv e gli sponsor imperialisti”.
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La riflessione di i-Ken
Anche i-Ken si è esposta prima del Napoli Pride 2025, con una riflessione sul profilo Instagram: “A chi stiamo affidando i nostri spazi?”. “Non possiamo far finta di nulla. Mentre alcuni si presentano con il volto pulito dei buoni propositi, nei fatti continuano a promuovere alleanze e narrazioni che ci allontanano dalla coerenza e dalla giustizia”, si legge.
Pur senza fare nomi, è chiaro il riferimento a Sannino e al suo recente viaggio in Israele: “C’è chi scompare per mesi, e poi ricompare dietro iniziative patinate, mentre nel frattempo ha ricevuto inviti da governi coinvolti in conflitti sanguinosi, con migliaia di vittime civili, tra cui bambini, giornalisti, medici e operatori umanitari”.
L’associazione apre ad una serie di domande: “Dobbiamo chiederci con onestà: possiamo davvero accettare che i nostri spazi di lotta per i diritti vengano condivisi con chi non prende posizione, o peggio, normalizza queste connivenze? Possiamo permettere che il Pride venga trasformato in una passerella, mentre altrove i diritti vengono calpestati?”. E ribadendo la propria posizione, chiede massima “trasparenza, coerenza e rispetto per chi ha fatto del Pride un atto politico, non una copertura”, avanzando la richiesta di pubblicare sul sito del Comune i contratti degli sponsor e le cifre raccolte.
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Napoli Pride 2025, sabato 5 luglio: cosa aspettarci

Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, ha puntato sul tema dell’unità in occasione dell’imminente Napoli Pride 2025: “Sarà un grande Pride, aperto a tutti e mi auguro senza divisioni perché bisogna andare avanti in una battaglia sui diritti. Tutte le espressioni sono legittime, ma bisogna accettare le posizioni diverse. Se vogliamo difendere i diritti di tutti dobbiamo essere tolleranti con tutti”.
Il Napoli Pride torna a colorare le strade della città a 29 anni dal primo evento, avvenuto nel 1996, rappresentando di fatto la prima città del Sud ad accogliere il Pride: “Non è solo una vetrina o una celebrazione, ma una risposta agli attacchi sistematici alle comunità Lgbtqia+”, ha fatto presente Daniele Giunta di Antinoo Arcigay Napoli.
L’assessora alle Pari opportunità Emanuela Ferrante, ha commentato: “È importante che il Comune, che collabora all’evento, sia vicino nella battaglia per i diritti come quello di un matrimonio egualitario che nel nostro Paese ancora non c’è. Dobbiamo dimostrare che ci sono ancora istituzioni che combattono per questa causa”.
I valori che animeranno la parata del Napoli Pride 2025, in programma domani, con carri e manifestanti in corteo da piazza Municipio fino a piazza Dante saranno: diritti, libertà, orgoglio, autodeterminazione e inclusione. Tra le presenze attese anche quella della Cgil, che parteciperà con il carro “In piazza contro le discriminazioni”.
Dal palco di piazza Dante prenderanno la parola istituzioni e associazioni, aprendo la serata che proseguirà con lo show dalle 21 fino a mezzanotte. A condurre l’evento, diretto artisticamente da Diego Di Flora, saranno Samanta Togni e Pamela Prati. Sul palco si alterneranno artisti come Ste, Arisa, Jo Squillo, Maria Esposito e Gaia – madrina del Pride – che sarà presente anche alla parata. Il tema scelto per l’edizione 2025 è “Il corpo non è mai reato”.
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Avete finito le lettere magiche e adesso vi siete messi ad usare i numeri? Se continuate a fare a gara con Trump a chi e' piu' matto e a chi racconta le vaccate piu' grosse, entro un anno finite i numeri, gli emoji, l'alfabeto cirillico e gli ideogrammi cinesi :-)