Il sindaco di Termoli vorrebbe un Molise Pride “silenzioso”, negato patrocinio. Arcigay: “È offensivo”. Cosa sta succedendo

Il Comune di Termoli nega il patrocinio al Molise Pride 2025. Francesco Angeli a Gay.it: “È una scelta che delude, ma il dialogo resta aperto. Un corteo silenzioso? Offensivo, il Pride è gioia e visibilità”.

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Molise Pride - sabato 13 luglio 2024 - Isernia
Molise Pride
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Il Molise Pride 2025 si appresta a tornare, sabato 26 luglio, per la prima volta a Termoli, ma lo farà con l’amaro in bocca. Questo perché il Comune ha ufficialmente negato il patrocinio alla manifestazione nella quale comunità LGBTQ+, famiglie e attivistə si incontreranno per rivendicare diritti, uguaglianza e dignità. Una decisione, quella del sindaco Nico Balice (Forza Italia), rispetto alla quale Francesco Angeli, tra i fondatori del Molise Pride e Consigliere nazionale di Arcigay Molise, ha espresso tutto il suo rammarico, lasciando però aperte le porte: “Se il sindaco vorrà essere presente, chiaramente, noi lo accoglieremo”.

Molise Pride - sabato 13 luglio 2024 - Isernia

Il Comune di Termoli nega il patrocinio al Molise Pride

La decisione del sindaco Nico Balice di non concedere il patrocinio del Comune al Molise Pride, in programma a Termoli il prossimo 26 luglio, ha suscitato numerose reazioni. 

Raggiunto telefonicamente dalla TGR Molise, il primo cittadino ha giustificato così la sua scelta: “E’ una decisione presa in maggioranza, non è una presa di posizione contro la comunità e il dialogo è aperto con gli organizzatori del Pride, forniremo tutti gli ausili di cui avranno bisogno”. Una decisione che, a suo dire, sarebbe stata presa dalla maggioranza e che coinvolge non solo il Pride molisano, ma tutte le “manifestazioni che abbiano momenti così vivaci”

“Gli estremismi non ci piacciono”, ha aggiunto Balice, “Se il Pride fosse silenzioso noi saremmo presenti e d’accordo, ma a queste situazioni estreme no”. Una dichiarazione, quest’ultima, che ha sollevato non poche polemiche.

Francesco Angeli (Molise Pride) a Gay.it: “Rammarico per la scelta del sindaco”

Francesco Angeli (Molise Pride) a Gay.it: "Rammarico"
Francesco Angeli (Molise Pride) a Gay.it

A pochi giorni dal Molise Pride 2025, che colorerà con orgoglio le strade di Termoli, Francesco Angeli, attivista molisano per i diritti LGBT e tra gli organizzatori del Pride molisano, a Gay.it ha commentato la decisione del sindaco Balice:

“È un rammarico che la manifestazione non abbia il patrocinio. Si tratta, infatti, della prima volta dopo quattro edizioni a cui il Comune dove si svolge la manifestazione non dà il patrocinio, perché nelle precedenti edizioni di Campobasso e Isernia, dal 2018 a oggi, è stato concesso. Chiaramente, questa è una scelta che delude, però noi come Molise Pride siamo sempre rimasti in dialogo con le amministrazioni e l’invito è sempre quello di partecipare. Come già successo nel 2018 con il presidente della Regione Donato Toma, che non concesse il patrocinio al Pride, l’invito alla partecipazione è sempre aperto. Noi rimaniamo in dialogo, è sempre stato il nostro stile”. 

Sebbene il primo cittadino di Termoli abbia espresso il suo desiderio di mantenere aperto il dialogo con gli organizzatori della manifestazione, la sua scelta suona oggi come una sorta di contraddizione. Commenta ancora Angeli: 

“Con il Comune c’è sempre stato dialogo, ci siamo incontrati più volte, però questo non significa che non concedere il patrocinio sia un qualcosa che per noi è un bene”. 

Per l’attivista molisano, il punto centrale della questione risiede proprio nella richiesta del sindaco di un “corteo silenzioso”. “Associare l’idea di un corteo silenzioso a un Pride è un’offesa alla dignità delle persone LGBT+”, dice Angeli, “Il fatto che il Pride sia anche così colorato, così vivace, è una risposta a tutto il silenzio, il grigiore, che nella nostra storia ci hanno relegato. Il silenzio lo viviamo ogni giorno. Siamo costretti a nasconderci sui posti di lavoro, a subire ingiustizie e battute. A scuola il bullismo ci spinge a chiuderci in noi stessi per evitare nuove ferite. In famiglia, il coming out è spesso un momento drammatico, e non mancano i casi di ragazzi e ragazze cacciati di casa solo per aver raccontato chi sono”. Ed aggiunge: “Il silenzio ci è stato imposto anche dalla storia. Siamo stati internati nei campi di concentramento e al confino, come a San Domino, proprio di fronte alla costa di Termoli. Isolati, cancellati, zittiti. Negli anni ’50 e ’60 siamo finiti nei manicomi solo perché non ci era concesso esistere apertamente. Riproporre oggi il tema del silenzio significa ignorare tutto questo”.

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“È chiaro e ovvio che per noi fare esplodere in colori, in allegria, in gioia, è una risposta a quello che viviamo quotidianamente. Se noi non riuscissimo a trasformare tutto quello che viviamo in colore, in allegria, sarebbe un epilogo molto più triste. Vorrei vedere quale minoranza, con tutto quello che subisce, poi va in un corteo e rimane in silenzio. Lo abbiamo visto anche a Budapest dove io sono stato: il punto non è la tipologia della manifestazione, ma sostenerla o no, con il patrocinio o con altri mezzi. Non è il colore”

E citando le parole di Balice – “Se il Pride fosse silenzioso noi saremmo presenti e d’accordo” -, Angeli ribadisce: “Un corteo silenzioso implicherebbe annullare la nostra identità. Il Pride nasce proprio per ribaltare quella narrazione: per un giorno l’anno, rompiamo il silenzio con i nostri colori, i nostri sorrisi, la nostra voce. Perché troppo spesso ci viene imposto di nasconderci, di non disturbare, di non raccontarci. A quel punto non avrebbe senso manifestare. Noi, invece, per un giorno ci concediamo di essere allegri, di essere colorati. E così metabolizziamo quello che viviamo negli altri 364 giorni l’anno”

Il mancato patrocinio del Comune va proprio in questa direzione: “si tollera la nostra esistenza solo se non visibile, solo se non celebrata”.

Come sarà il Molise Pride 2025

Il prossimo Molise Pride sarà, quindi, “una manifestazione colorata, gioiosa, allegra. E sarà – come abbiamo sempre fatto – una manifestazione aperta e accogliente verso tutte le persone che vorranno partecipare, di qualsiasi orientamento politico, di qualsiasi genere e orientamento sessuale, come è sempre stata”, ha chiarito l’organizzatore del Pride che si terrà a Termoli.

“Noi continuiamo a costruire Pride pacifici, festosi, colorati. Nonostante ciò che la storia ci ha inflitto, scegliamo la gioia per non lasciare spazio all’odio. Scendiamo in piazza con sorrisi e cori, portando con noi le nostre identità e il ricordo di chi è stato vittima di soprusi e repressioni, a partire dai confinati di San Domino. Perché il Pride è tutto questo: memoria, visibilità, orgoglio. E soprattutto, voce”.

Proprio alla luce della sua risaputa inclusività, Angeli ha voluto rivolgere un messaggio al primo cittadino, rinnovando apertura e dialogo: “Se il sindaco vorrà essere presente, chiaramente, noi lo accoglieremo perché dialoghiamo con tutti. Questo deve essere chiaro anche a lui. In parata noi non respingiamo nessuno. Se si vorrà ricredere sarà sempre un segnale. C’è sempre il rispetto delle persone, noi non cacciamo via nessuno”

 

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PD critico sulla decisione di Balice

Ad una settimana dal primo Molise Pride che si terrà a Termoli, il Partito Democratico di Termoli, in una nota, ha espresso tutto il suo disappunto sul mancato patrocinio del Comune, definendolo un “fatto grave”

“Apprendiamo con ufficialità che il Comune ha negato il patrocinio, senza fornire alcuna motivazione valida, ed è un fatto grave. Ha evitato spiegazioni esaustive e ha preferito rifugiarsi in dichiarazioni generiche, affermando che ‘per qualsiasi altra iniziativa contro le discriminazioni ci troveranno sempre al loro fianco’. Ma ci chiediamo se abbia compreso che il Pride nasce proprio come risposta alle discriminazioni”, si legge nella nota del PD, che ricalca le parole dello stesso Angeli.

Dalla nota è palpabile il rammarico del PD locale, che ha definito la decisione del primo cittadino “una scelta che tradisce lo spirito di inclusione che dovrebbe guidare chi rappresenta una comunità intera”. “Balice aveva promesso di essere il sindaco di tutti, ma oggi dimostra di non esserlo per tutti”, prosegue, rinnovando la presenza del Partito Democratico alla manifestazione del 26 luglio: “Noi ci saremo, perché siamo sempre dalla parte dei diritti”.

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