Il governo federale statunitense è stato costretto a restituire 6,2 milioni di dollari di finanziamenti ad alcune associazioni LGBTQ+ e organizzazioni che combattono l’hiv. Nove associazioni, per la precisione, rappresentate in tribunale da Lambda Legal.
Si tratta della San Francisco AIDS Foundation, del Los Angeles LGBT Center, della GLBT Historical Society, del San Francisco Community Health Center, del Prisma Community Care dell’Arizona, del NYC LGBT Community Center, del Bradbury-Sullivan Community Center della Pennsylvania, del Baltimore Safe Haven e del FORGE del Wisconsin.
Lo scorso febbraio queste nove associazioni hanno intentato causa contro l’amministrazione Trump presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Settentrionale della California, denunciando gli ordini esecutivi del tycoon contro i programmi di diversità, equità e inclusione e contro la comunità trans, definendoli incostituzionali.
Festeggiano le associazioni LGBTQIA+

In base a tali ordini, ai nove gruppi sono stati negati fondi per qualsiasi sovvenzione o contratto relativo all’equità e per programmi che “promuovono” quella che l’amministrazione definisce “ideologia di genere”. Lo scorso giugno il giudice Jon S. Tigar ha emesso un’ingiunzione preliminare che ha bloccato l’applicazione di queste disposizioni. Ebbene Lambda Legal ha ieri confermato che i fondi sono stati ripristinati, grazie proprio alla sentenza di Tigar.
“Abbiamo avuto conferma che i nostri querelanti – organizzazioni LGBTQ+ che forniscono servizi essenziali alle loro comunità – hanno visto ripristinati i finanziamenti minacciati“, ha dichiarato Jose Abrigo, avvocato senior e direttore del progetto HIV di Lambda Legal, in un comunicato stampa. “Quando combattiamo, vinciamo. Sappiamo che la battaglia è tutt’altro che finita e che ci saranno battute d’arresto lungo il percorso, ma la causa è troppo importante e il bisogno troppo grande perché ci si possa perdere d’animo”.
Se attuati, gli ordini di Trump danneggerebbero gravemente la capacità delle organizzazioni no-profit di fornire cure e prevenzione all’HIV, screening e servizi per la salute sessuale e riproduttiva, programmi per i giovani, prevenzione nei confronti dei senzatetto, della salute mentale, dell’occupazione e molti altri ancora.
La sentenza del giudice Tigar contro Trump
Nel concedere l’ingiunzione, il tribunale ha stabilito che i ricorrenti di Lambda Legal riusciranno probabilmente a dimostrare che i decreti esecutivi violano i loro diritti relativi alla pari tutela, alla libertà di parola e al giusto processo, e che i decreti violano probabilmente la Separazione dei Poteri.
“Queste tre disposizioni di finanziamento riflettono un tentativo di censurare la libertà di parola e i servizi protetti dalla Costituzione che promuovono la DEI e riconoscono l’esistenza delle persone transgender”, ha scritto Tigar. “Queste disposizioni mirano a privare di finanziamenti i programmi che servono popolazioni storicamente emarginate, in aperta violazione di diverse leggi in base alle quali i ricorrenti ricevono finanziamenti. I ricorrenti hanno quindi dimostrato una probabilità di successo nel merito, sostenendo che queste disposizioni violano i loro diritti ai sensi del Primo Emendamento, del Quinto Emendamento e della Separazione dei Poteri”.
“Sebbene l’Esecutivo richieda un certo grado di libertà per attuare la propria agenda politica, è comunque vincolato dalla Costituzione”, ha continuato Tigar. “E anche nel contesto dei sussidi federali, non può utilizzare i fondi stanziati dal Congresso per individuare comunità protette e sottoporle a trattamenti sfavorevoli o per sopprimere idee che non gradisce o che ha ritenuto pericolose. Inoltre, non può farlo in modo così vago da lasciare tutti i beneficiari e gli appaltatori federali a chiedersi quali attività o espressioni possano intraprendere senza mettere a rischio i finanziamenti da cui dipendono. In assenza di un provvedimento ingiuntivo, i ricorrenti si trovano ad affrontare l’imminente perdita di finanziamenti federali fondamentali per la loro capacità di fornire assistenza sanitaria e servizi di supporto salvavita alle popolazioni LGBTQ emarginate. Questa perdita non solo minaccia la sopravvivenza di programmi essenziali, ma costringe anche i ricorrenti a scegliere tra i loro diritti costituzionali e la loro continua esistenza”.
Il processo nel frattempo va avanti, ma un primo stop nei confronti dell’amministrazione Trump è diventato realtà.
