20enne decatleta norvegese, Jonathan Hertwig-Odegaard ha fatto coming out. Recentemente visto ai Campionati Europei di atletica leggera U23 a Bergen, in Norvegia, dove ha conquistato per la prima volta in carriera 8.002 punti, Jonathan si trasferirà all’Università del Texas in autunno, per gareggiare nella squadra di atletica leggera.
In un’intervista rilasciata venerdì a NRK, l’emittente radiotelevisiva pubblica norvegese, Hertwig-Odegaard ha parlato della propria omosessualità e di quanto sia importante discuterne, seppur preferirebbe concentrarsi su altro.
Il coming out di Jonathan Hertwig-Odegaard
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“Penso che sia fantastico poter essere un modello, ma allo stesso tempo spero che a lungo termine non sia necessario e che io debba ricevere così tanta pubblicità e attenzione”. “Credo che essere apertamente gay non sia poi così una novità. Non è niente di che. Voglio dire, non ci sono atleti eterosessuali che debbano dichiararlo.”
Hertwig-Odegaard ha compiuto 20 anni il 28 luglio ed è 81° nella classifica mondiale nel decathlon, sport in cui gli atleti competono in 10 prove. Ha vinto tre volte il titolo norvegese Under 20 ed è stato medaglia d’argento ai Campionati Europei Under 18. In Texas avrà ora la possibilità di competere per i titoli SEC e NCAA.
NRK ha descritto Hertwig-Odegaard come “sicuro di sé mentre siede davanti alla telecamera e al microfono, rispondendo a domande che vorrebbe non gli venissero mai poste”.
“Tra gli atleti, la gente dice ‘è così coraggioso e duro’ quando qualcuno si dichiara”, ha detto Hertwig-Odegaard. “Credo che ci sia un’attenzione un po’ sbagliata, che la responsabilità non debba ricadere sui singoli individui. Credo che sia responsabilità della società in generale fare in modo che le persone si sentano a proprio agio nell’aprirsi alla propria sessualità, anche come atleti”.
Ma Joanthan è assolutamente consapevole che il sapere dell’esistenza di altri atleti gay “mi avrebbe aiutato da ragazzo o da giovane atleta”. “Non necessariamente per avere qualcuno a cui guardare, ma solo per capire che è del tutto normale essere gay ed essere un atleta di alto livello. Ora sono orgoglioso e felice di quello che sono, e non credo ci sia un problema”. “Se altri non l’accettano è un loro problema”.
