Chi è IraQueer
IraQueer è la prima organizzazione nazionale LGBT+ dell’Iraq, fondata nel 2015. Produce conoscenza, fa advocacy e offre servizi diretti, inclusi supporto legale e linee guida di sicurezza digitale e fisica. Per ragioni di sicurezza, la sua sede è in Svezia. L’associazione conferma di avere contatti con persone LGBTIAQ+ che vivano in Iraq e anche nell’area del Kurdistan. L’intento di IraQueer è sostenere con informazione e strumenti utili le persone queer dell’area e al contempo divulgare, mediante sito ufficiale iraqueer.org e profilo Instagram, le notizie proveniente dalle persone LGBTIAQ+ irachene e curde.
L’intricato contesto curdo e iracheno e le persone LGBTIAQ+
La campagna di rastrellamento via Grindr denunciata da IraQueer non è stata confermata da media indipendenti, ma la pratica descritta è coerente con quanto documentato in passato in Iraq e nel Medioriente: le forze di sicurezza hanno usato profili falsi sulle app per adescare persone LGBTIAQ+, portando ad arresti, estorsioni e violenze. Lo documenta Human Rights Watch (report 2023) e un riepilogo è disponibile anche su HRW – news release. Un quadro di violenze e impunità contro le persone LGBTIAQ+ in Iraq era già emerso nel 2022, riportato da Al Jazeera.
È del maggio 2024 la notizia che denuncia la strage di donne trans uccise in Iraq dalle proprie famiglie per ragioni di “onore”.
L’ipotesi che la denuncia di IraQueer rientri in una propaganda filo-USA contro le forze separatiste curde non trova riscontri. È vero che gli Stati Uniti mantengono un ruolo strategico nel Kurdistan iracheno, con basi militari e cooperazione in materia di sicurezza (anche in chiave anti Russia e anti Iran), ma la loro critica al governo regionale si è concentrata soprattutto su corruzione e limiti alla libertà politica, non sui diritti LGBTIAQ+.
IraQueer, nata in esilio in Svezia e composta da attivisti iracheni, raccoglie invece testimonianze dirette di persecuzioni contro la comunità LGBTIAQ+, e non è mai stata uno strumento di diplomazia occidentale.
Al tempo stesso, è innegabile che anche le forze curde abbiano promosso iniziative omobitransfobiche: nel 2022 il parlamento regionale curdo ha discusso una legge per vietare la “promozione dell’omosessualità”, denunciata da Human Rights Watch. In Kurdistan, come nel resto dell’Iraq, le persone LGBTIAQ+ subiscono discriminazioni strutturali e repressione poliziesca, e questo basta a rendere credibili i loro allarmi.

Quadro legale: diritti LGBTIAQ+ in Iraq
Nell’aprile 2024 il Parlamento iracheno ha approvato una legge che criminalizza le relazioni tra persone dello stesso sesso con pene fino a 10–15 anni, punisce la “promozione dell’omosessualità” e colpisce la transizione di genere e l’“abbigliamento effeminato”. La misura è stata criticata da organizzazioni per i diritti umani e governi occidentali: Reuters, AP News, Al Jazeera.
A gennaio 2025, Human Dignity Trust conferma che gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso sono espressamente criminalizzati e applicati, in un contesto di diffuse violenze e discriminazioni. Le schede Paese di ILGA World Database offrono ulteriore panoramica normativa e pratiche di enforcement.
Scenario politico in Iraq e Kurdistan
Negli ultimi mesi l’Iraq attraversa una fase delicata: il premier Mohammed Shia al-Sudani prepara le elezioni parlamentari dell’11 novembre 2025, in un quadro di equilibri instabili tra governo, milizie filo-iraniane e partner esteri . Sul fronte economico, Baghdad ha chiesto a OPEC+ di rivedere le quote di export per riflettere la capacità reale del Paese, includendo la produzione del Kurdistan, nodo sensibile nei rapporti con il popolo curdo. In parallelo, il governo di al-Sudani tenta un contenimento mirato di Kataib Hezbollah, che sono le truppe sciite filo-iraniane e anti-occidentali.
Il Kurdistan è una regione storica senza confini statali propri, divisa tra quattro paesi. In Iraq esiste la sola autonomia ufficialmente riconosciuta: la Regione del Kurdistan, con parlamento e governo a Erbil. In Turchia si concentra la comunità curda più numerosa, ma ogni forma di autogoverno è stata repressa da Erdogan, alimentando il conflitto con il PKK (partito dei lavoratori, che lotta per l’indipendenza del Kurdistan). In Siria, nel nord noto come Rojava, i curdi hanno creato amministrazioni autonome guidate dalle milizie YPG/YPJ, protagoniste nella lotta all’ISIS, ma prive di riconoscimento internazionale. In Iran, i curdi vivono nelle province occidentali, dove i movimenti indipendentisti sono duramente repressi da Teheran.
Solo in Iraq i curdi hanno ottenuto uno status istituzionale, mentre altrove restano una minoranza senza autonomia politica.
Nel Kurdistan iracheno c’è ora una frattura interna al PUK (partito curdo iracheno di matrice socialista ma anche nazionalista) tra la corrente di Lahur Talabani e la leadership di Bafel Talabani. Lo scorso agosto la divisione interna ha generato scontri a Sulaymaniyah, con arresti e dispiegamento della stessa Asayish che secondo IraQueer starebbe arrestando uomini gay via Grindr. La sicurezza resta fragile: attacchi con droni a infrastrutture energetiche nel nord hanno riacceso le tensioni tra governo regionale e le milizie allineate all’Iran (AP), mentre la presenza militare USA continua.
Arresti via Grindr: cosa sapere (e fare) ora
IraQueer rilascia alcune raccomandazioni alle persone LGBTIAQ+ che si trovino nel Kurdistan iracheno:
- Evitare l’uso di app di dating nel breve periodo e verificare l’identità degli interlocutori (video-call, incontro solo in luoghi pubblici).
- Usare VPN affidabili, attivare 2FA su social e email, impostare password robuste e diverse per ogni servizio (linee guida IraQueer).
- Limitare la condivisione di informazioni personali, mantenere privati i profili social, cancellare regolarmente cronologie e chat sensibili.
- In caso di minacce o doxxing (fornire dati altrui): raccogliere prove (screenshot, link), segnalare alle piattaforme e contattare reti di supporto locali e internazionali.
Metodologia di verifica delle fonti
IraQueer (Instagram),
IraQueer (sito),
IraQueer – Safety & Security Guide (PDF),
IraQueer – Security Guide (PDF),
Reuters – Iraq criminalises same-sex relationships (27 Apr 2024),
AP News – Harsh anti-LGBTQ+ law in Iraq (28 Apr 2024),
Al Jazeera – Iraq criminalises same-sex relationships,
Human Dignity Trust – Iraq Country Profile,
ILGA World Database – Iraq,
ILGA World Database – Home,
Equaldex – LGBT Rights in Iraq,
Equaldex – Confronto Iraq/Siria,
Human Rights Watch – Digital targeting of LGBT (2023),
HRW – MENA digital targeting (news),
HRW – Abusi contro persone LGBT in Iraq (2022),
The Record – Fake dating profiles usati per arresti (MENA),
PinkNews – Police using Grindr in MENA/Africa,
UNAMI – Annuncio data elezioni Parlamento Kurdistan (20 Ott 2024),
Reuters – KDP vince elezioni curde (30 Ott 2024),
Wikipedia – 2024 Kurdistan Region parliamentary election,
Kurdistan24 – US forces to stay in Kurdistan Region until 2026,
War on the Rocks – Iraq’s 2025 election (set 2025),
War on the Rocks – Navigating Iraq’s 2025 electoral landscape,
Atlantic Council – Crackdown su milizia filo-iraniana,
Internet Society Pulse – Shutdown nazionale 8 set 2025,
Internet Society Pulse – Shutdown regionale Kurdistan 27 ago 2025,
Wikipedia – 2025 Sulaymaniyah clashes,
Wikipedia – IraQueer,
Wikipedia – Diritti umani nel Kurdistan iracheno,
CIA World Factbook,
Encyclopaedia Britannica – Kurdistan,
Minority Rights Group – Kurds,
BBC News – Who are the Kurds?,
AP News – Rights group: Mideast govts target LGBTQ people online,
The Guardian – Caso Grindr/entrapment in Qatar
