Napoli è stata scossa da una vicenda che racconta, ancora una volta, quanto l’omofobia possa trasformarsi in violenza e distruggere vite intere. Un uomo di 51 anni è stato arrestato dopo aver seguito la figlia fino a casa della madre, dove ha cercato di sfondare la porta, gridando minacce di morte. La drammatica faccenda è stata anche commentata da Alberto Matano che, durante La Vita in Diretta, ha preso apertamente posizione.
L’odio del padre era alimentato dal rifiuto verso l’orientamento sessuale della figlia dichiaratamente lesbica. Insulti, percosse e umiliazioni erano diventati parte del suo quotidiano, tanto da costringerla a denunciare già in passato per lesioni e atti persecutori.
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Alberto Matano prende posizione contro il padre omofobo di Napoli
La giovane aveva trovato la forza di parlare alle autorità solo lo scorso agosto, descrivendo un inferno durato anni: “Mi pedinava, mi rubava i soldi, mi umiliava e picchiava, un incubo durato anni”.
Non si tratta soltanto di botte e minacce, ma di un lento logoramento psicologico: un padre che le ripeteva che una “vera donna doveva avere i capelli lunghi” e che non avrebbe tollerato di vederla con un’altra donna, arrivando a dirle che l’avrebbe uccisa.
Il racconto della ragazza è un pugno nello stomaco:
“Mi ha dato calci, pugni, morsi, schiaffi, mi ha tumefatto tutto il lato destro del volto. Poi anche le parole che mi ha detto sono state gravi e mi ha distrutto psicologicamente e sto cercando ancora oggi di recuperare”.
Il caso è stato affrontato anche da Alberto Matano a La Vita in Diretta, che ha scelto di parlare direttamente alla giovane con parole di grande umanità.
“Questa ragazza che dice: ‘Sono cresciuta credendo di essere un errore. Adesso ho compreso che non è così’. Pensate a cosa possono portare certe violenze subite. Per fortuna però qualcuno nella famiglia l’ha compresa e l’ha accolta. Io mando un abbraccio a questa ragazza dicendo che nessuno di noi è un errore. Quando c’è l’amore, nessuno si può permettere di giudicare, meno che mai di aggredire o di minacciare. Voglio dirti che sei sulla buona strada e soprattutto non sei da sola”.
Nonostante l’arresto del padre, la ragazza ha confessato di avere ancora paura:
“Ho paura di quando lui uscirà di galera. Io non ho un vero padre, i miei genitori sono stati i miei nonni. L’immagine che mi resta di lui è quella dell’altra sera, quando cercava di sfondare la porta gridando che mi avrebbe tolto la vita”.
#Napoli, parla Chiara: “Non cambierò cognome, mio padre mi ha aggredita perché lesbica” https://t.co/nX9KIPVNLm #Lesbofobia pic.twitter.com/U26caHDc2z
— Gay.it (@gayit) September 9, 2025
Una storia che ci riguarda tutti
Questa vicenda è un grido che ci chiama in causa. Perché crescere in un ambiente dove l’amore viene negato, giudicato e represso significa crescere con cicatrici invisibili che nessuno dovrebbe portare.
La propria identità non è mai una colpa, l’amore non può e non deve essere mai messo sotto processo.
Ancora una volta, un applauso ad Alberto Matano.
Alberto Matano: “Penso che le cose prima di giudicarle, bisogna viverle. Chi non ha vissuto il bullismo, l’omofobia, chi non ha vissuto l’assenza di diritti, non lo può capire però giudica gli altri. Limitare la libertà altrui, questo lo rifiuto”.#lavitaindiretta pic.twitter.com/1Yjl3gJ9kE
— radio__zek 🏳️🌈 (@radio__zek) May 25, 2025

