Napoli, padre perseguita la figlia perché lesbica: “Devi cambiare cognome”, aggressione e minacce

A Napoli padre perseguita la figlia lesbica con minacce e aggressioni. Arrestato per stalking e maltrattamenti, interviene Antinoo Arcigay: "Ennesimo, gravissimo episodio di lesbofobia in famiglia".

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Minacce di morte, insulti, commenti sessualizzanti e feticizzanti: la denuncia di Arcigay Modena dopo un post che promuoveva il forum per lesbiche "Saffichiamo"
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Nel quartiere di Santa Chiara, in pieno centro storico a Napoli, si è consumato l’ennesimo episodio di violenza lesbofobica. Vittima una giovane donna di 24 anni, perseguitata dal padre incapace di accettare la sua omosessualità. Quella che dovrebbe essere la figura protettiva per eccellenza si è trasformata, invece, in un aggressore. Un uomo di 51 anni che ha trasformato il rifiuto e l’odio in persecuzione quotidiana, costringendo la figlia lesbica e la madre a vivere in un clima di paura e terrore.

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Napoli, padre perseguita la figlia perché lesbica

A raccontare il nuovo caso di omofobia, questa volta in famiglia, è stato il giornalista Simone Alliva tramite un suo post su Instagram. Tutto sarebbe iniziato in pieno giorno, nel bar dove la ragazza lavora come cameriera. L’uomo sarebbe entrato nel locale e, davanti ai clienti increduli, avrebbe riversato addosso alla figlia un fiume di insulti e accuse. Non parole di confronto o di dialogo, ma frasi che hanno il sapore della condanna e dell’umiliazione. Il tutto, perché lesbica.

Devi cambiare cognome, avrebbe urlato l’uomo, imponendo con violenza verbale un’idea di vergogna e rifiuto. La figlia avrebbe cercato di mantenere la calma, ma l’impatto psicologico di quell’episodio è stato devastante. In pochi minuti la rabbia si è trasformata in imbarazzo e silenzio, lasciando la ragazza a lottare con le lacrime e la paura.

 

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La violenza davanti casa

Il peggio, però, è arrivato poche ore dopo. Non pago della scena al bar, il padre si sarebbe recato a casa della figlia, dove la ragazza vive insieme alla madre.

La porta d’ingresso, fino a poco prima simbolo di protezione e intimità familiare, si è trasformata in un bersaglio. L’uomo ha iniziato a colpire con calci e pugni, urlando e pretendendo di entrare. Un’escalation di violenza che ha costretto madre e figlia a barricarsi dentro e, disperate, a chiedere aiuto.

I carabinieri sono intervenuti rapidamente, sorprendendo l’uomo ancora intento a sfondare la porta. I militari lo hanno fermato proprio mentre continuava a colpire, con il volto segnato dall’odio: un’immagine che resterà impressa nella memoria della giovane vittima, che nel frattempo non smetteva di piangere.

Un incubo che durava da tempo

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Dalle prime testimonianze è emerso che non si trattava di un episodio isolato. Madre e figlia hanno raccontato di minacce, umiliazioni e persecuzioni quotidiane, un incubo che si ripeteva ormai da tempo.

La violenza lesbofobica non era soltanto fisica, ma anche psicologica: insulti continui, minacce di morte, pressioni volte a piegare la volontà della ragazza. Una vera e propria “prigione invisibile” – come descritta da Alliva -, che le due donne hanno dovuto sopportare fino all’ennesima esplosione di rabbia.

L’arresto e le accuse

L’arrivo dei militari ha posto fine all’ennesimo episodio di violenza dell’uomo nei confronti della figlia lesbica. Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, il padre ha continuato a inveire contro la figlia, minacciandola di morte.

Di fronte a una simile escalation, i carabinieri hanno proceduto con l’arresto immediato. L’uomo è stato portato in carcere e dovrà ora rispondere di stalking e maltrattamenti in famiglia.

Un atto necessario non solo per tutelare la ragazza e la madre, ma anche per inviare un segnale chiaro: la violenza lesbofobica non può e non deve restare impunita.

La condanna di Antinoo Arcigay Napoli

Antonello Sannino, foto Instagram
Antonello Sannino, foto Instagram

A seguito del grave episodio di violenza lesbofobica nel cuore del centro storico di Napoli, è intervenuto Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli

“Esprimiamo la nostra più totale e incondizionata solidarietà alla giovane donna vittima dell’odio e della violenza del padre. L’ennesimo, gravissimo episodio di lesbofobia in famiglia che si registra sul nostro territorio ci lascia sgomenti e ci spinge a ribadire con ancora più forza la necessità di un cambiamento culturale profondo”, ha dichiarato Sannino, come si legge in una nota sul sito ufficiale dell’associazione.

Sannino ha voluto esprimere un sentito ringraziamento alle Forze dell’Ordine per il tempestivo ed efficace intervento e, a nome dell’associazione, ha espresso la volontà di agire anche in sede legale: “Come già avvenuto in altri drammatici casi, ultimi tra questi quello del ragazzo di 16 anni di Poggioreale brutalmente picchiato dal padre o la violenta aggressione subita da due ragazze trans nei Quartieri Spagnoli, Antinoo Arcigay Napoli valuterà di costituirsi parte civile anche in questo processo. La violenza generata dall’omofobia e dalla transfobia è una ferita per tutta la società e intendiamo combatterla in ogni sede possibile”.

© Riproduzione riservata.

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