Un hater omofobo gli scrive “Ti piscio addosso”, ma Klem ci sguazza “Tutta la notte”

Se l'odio omobitransfobico diventa energia creativa per le persone queer. L'ascesa di Klem, il supporto dei genitori e quell'energia contagiosa.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Klem ha vinto Castrocaro 2024 con "Tutta la notte" ora disponibile su Spotify
Klem ha vinto Castrocaro 2024 con "Tutta la notte" ora disponibile su Spotify
4 min. di lettura

Klem ha fatto del coraggio una sfacciata cifra stilistica. E della risposta agli hater un goliardico e liberatorio mantra. Da lasciar fluire nei suoi brani trap-urban. Klem è il nome d’arte di Clemente Mezzacapo. Poche ore fa ha pubblicato l’ennesimo commento d’odio ricevuto per aver indossato una gonna. Viene comunemente insultato anche per le sue esibite nudità, per l’appropriazione del corpo, per fare ciò che vuole delle sue forme anatomicamente virili, che Klem fa danzare con armonie che, nell’immaginario maschio-centrico, sono riconducibili al genere femminile. Klem ancheggia, Klem manda baci, mixa cover di Elodie e Mahmood, adora Beyonce e Michael Jackson, e sprigiona la propria vitalità sull’onda convinta del “fate ciò che vi pare“. Klem fa in pubblico quello che milioni di ragazzini maschi da secoli fanno di nascosto davanti allo specchio, chiusi a chiave in bagno, unico luogo sacro dove nessun membro della triade dio-patria-famiglia osa mettere becco (di solito).

“Io da padre ti pisc***o addosso skifo umano…”

È questo il tono dell’ultimo commento. Un padre indignato all’idea di avere un figlio come Klem. “Ricevo tanto odio, ma ricevo tanto più amore, per questo faccio questa battaglia”, ha spiegato l’artista in una storia social. Mesi fa, dopo un bacio schioccato a un ragazzo del pubblico durante un live, si era ritrovato sommerso da commenti omofobi e fascistoidi: “non possono pensare di fare ciò che vogliono”, scrivevano gli haters. Ma proprio da quella rabbia Klem sembra trarre energia creativa. Solida laurea al conservatorio (pianoforte), Klem è con l’etichetta Isola degli Artisti. Per lui l’odio diventa piattaforma di lancio per la proposizione senza condizioni della propria unicità. Come sempre è stato per le persone queer. Quelle che sopravvivono. Insomma, per Clemente l’odio è l’intruglio tossico in cui sguazzare per capovolgere i piani e rimandare al violento mittente un bacio di autodeterminzione: e gli hater appaiono subito come sfigati senza precedenti. Poverini.

Klem
Klem – foto da instagram @klem________

La sua estetica — barocca, glamour, sfacciata – gioca con i codici della mascolinità partenopea, ribaltandoli. Klem provoca oltremodo: è un afflato quasi manieristico il suo, una cifra che potrebbe risultare barocca, se non fosse inserita in quell’universo dove tutto è possibile e credibile chiamato Napoli. Anche se Clemente è di Caserta, ma ci siamo capiti.

Si veda quel momento in cui ha fatto lo spogliarello come un femminiello qualsiasi, ma con tanto di armamentario pop-glam intorno a sé. Un abito da uomo che poteva essere rigorosamente di Armani ma che, strappato sul palco con gesto nevrotico, ha svelato natiche e tanga e un mezzo body ricamato che fa sbiancare il reggiseno di Blanco. E intanto Klem stende barre velocissime e il pubblico va in tilt, estasiato dalla mescolanza contemporanea, fieramente commerciale e mainstream.

Klem - Tutta la notte
Klem – È su Spotify la sua “Tutta la notte”

Ora, dopo mesi di concerti e visibilità crescente, Klem arriva su Spotify e pubblica “Tutta la notte”, il brano con cui aveva trionfato alla 66ª edizione del Festival di Castrocaro. Una canzone pop, sensuale e contagiosa, che celebra la vitalità del desiderio e la rivincita di chi non si nasconde più. All’apertura del concerto di Serena Brancale dieci giorni fa Klem l’ha sparata in faccia a un pubblico che sembrava non aver mai visto prima quella strana creatura che saltellava sul palco: e invece l’hanno cantata tutt*. Non è detto la conoscessero già. Perché Klem dal palco ti rapisce: dopo venti secondi balli con lui e sei un suo fan. Il live è la dimensione organica in cui scoppietta senza sosta. È una furia, persino un po’ feroce: questo fa di lui un boccone ghiotto per chi sa come gira oggi la discografia.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il suo percorso lo aveva raccontato un anno fa proprio a Gay.it, in un’intervista dalla sua cameretta, accanto alla madre che lo ha sempre sostenuto. “La musica mi ha dato il coraggio di essere chi sono”, diceva allora. “Mi ha dato una ragione in più per esistere”. E ricordava così il suo coming out:

“Quando ho detto a mia madre che uscivo con un ragazzo, sono scappato di casa terrorizzato. Poi sono tornato e lei mi ha detto: ‘Sono fiera di te’”

Una famiglia solida e risolta che se ne fotte delle altrui cattiverie. Klem non scappa dalle etichette come altri colleghi più anziani. A proposito della comunità LGBTIAQ+ un anno fa ci ha detto così:

Il mio sogno è quello di farmi portavoce della mia gente

Oggi quella fierezza sembra essersi trasformata in un manifesto. Nel suo ultimo reel, in risposta al solito hater omobitransfobico che dice “è sempre colpa dei genitori” (ma di cosa?), Klem appare con mamma e papà: un ritratto familiare fin troppo normale, persino noioso. Sorridenti, pieni d’amore, lui con la gonna che guarda con tenera fierezza in camera.


Dopo la vittoria di Castrocaro, sarebbe magnifico vederlo sul palco dell’Ariston di TeleMeloni. Ma come si arriva a Sanremo 2026? I giovani quest’anno saranno soltanto 4 nella rivisitazione proposta da Carlo Conti (per i Big inizia ad emergere qualche nome).

A Sanremo Giovani possono partecipare artisti tra i 16 e i 28 anni, con candidature aperte fino al 15 ottobre. Devono essere rappresentati da un’etichetta. Dopo la prima selezione e le audizioni a Roma, resteranno 24 talenti che si sfideranno in quattro puntate su Rai 2 dall’11 novembre. Solo 12 accederanno alla semifinale del 9 dicembre e, infine, 6 alla finalissima del 14 dicembre in diretta su Rai 1 dal Casinò di Sanremo. Da qui usciranno due vincitori, cui si aggiungeranno altri due artisti provenienti da Area Sanremo, che è il concorso parallelo che permette a giovani artisti di accedere al Festival. Area Sanremo è organizzato dal Comune di Sanremo, prevede audizioni e masterclass con professionisti; una commissione seleziona due vincitori che si uniscono ai due di Sanremo Giovani sul palco dell’Ariston. Saranno loro, a febbraio, le Nuove Proposte del Festival n. 76. Klem ci sarà? “So che il mio percorso potrebbe anche essere molto lungo, ma sono pronto“.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi