Chiles contro Salazar, la Corte Suprema USA sentenzia sul divieto alle pratiche di conversione
I giudici a maggioranza conservatrice chiamati a decidere su un caso che avrebbe ripercussioni nazionali. Sarà divieto totale o criminale via libera alle pratiche di conversione negli USA?
Ieri, 7 ottobre, i giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America hanno iniziato ad ascoltare le argomentazioni del caso Chiles contro Salazar, che di fatto determinerà la legalità delle leggi statali e federali che vietano ai professionisti sanitari di sottoporre persone di età inferiore ai 18 anni a pratiche che scelleratamente sostengono possano modificare la loro sessualità o identità di genere. Le cosiddette teorie riparative.
Kaley Chiles contro lo Stato del Colorado
Il caso è stato portato al cospetto della Corte Suprema lo scorso marzo, dopo che la consulente per la salute mentale Kaley Chiles ha citato in giudizio lo Stato del Colorado per la legge del 2019 che vieta simili pratiche, sostenendo che violasse il suo diritto alla libertà di parola. Chiles è rappresentata da Alliance Defending Freedom, un gruppo di difesa legale anti-LGBTQ. Secondo i legali della donna, la legge censurerebbe “le conversazioni volontarie tra terapeuti e clienti” e le impedirebbe di aiutare i minori a “perseguire obiettivi sfavorevoli allo Stato” su “questioni morali, religiose e scientifiche dibattute”.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha sostenuto la posizione di Chiles. Il Vice Procuratore Generale Hashim Mooppan ha dichiarato alla corte che la legge del Colorado imporrebbe una “restrizione basata sul punto di vista” perché consente la consulenza che afferma la transizione di genere, ma vieta quella che incoraggia i clienti a “riallineare la propria identità con il proprio sesso“. Questa è di fatto la posizione ufficiale della Casa Bianca.
Dopo aver presentato le proprie argomentazioni, Chiles ha parlato con i giornalisti. “Considero il mio lavoro un’espressione della mia fede”. “Voglio il meglio per i miei clienti e spesso mi cercano perché condividiamo la stessa fede. Ma la legge del Colorado aleggia su ogni seduta di consulenza. Colpisce soprattutto i bambini che lottano con la disforia di genere. I bambini in difficoltà meritano di meglio dell’approccio univoco del Colorado“.
L’avvocato dell’Alliance Defending Freedom, James Campbell, ha definito la legge “palesemente discriminatoria”. Ha affermato che “consente ai consulenti di aiutare un bambino a intraprendere la transizione di genere, ma vieta loro di aiutarlo a riallineare la propria identità con il proprio sesso“. Campbell ha aggiunto che la corte “è sembrata molto ricettiva” alle argomentazioni presentate.
Patty Salazar, direttrice esecutiva del Dipartimento delle Agenzie di Regolamentazione del Colorado, ha ribadito come la legge sia necessaria per proteggere i più giovani.Le pratiche di conversione possono comportare modifiche traumatiche del comportamento e terapie avversive, radicate nell’obsoleta convinzione che le persone LGBTQ+ possano essere “curate”. Chi vi si sottopone sviluppa il più delle volte problemi di salute mentale come depressione, ansia e ideazione suicidaria. Più ricerche hanno dimostrato come i giovani LGBTQ+ costretti a sottoporsi a pratiche di conversione abbiano il doppio delle probabilità di tentare il suicidio.
La decisione della Corte Suprema, che è a maggioranza conservatrice, potrebbe ricalcarela storica sentenza Obergefell contro Hodges, che 10 anni or sono legalizzò il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati Uniti e che ora rischia di essere stralciata. Sentenza che di fatto impose restrizioni federali su ciò che gli stati americani possono – e non possono – legiferare.Una decisione a favore di Chiles secondo cui la legge del Colorado avrebbe violato la sua libertà di parola creerebbe un precedente legale che impedirebbe ad altri Stati di imporre divieti di qualsiasi tipo. Ma il rischio di una clamorosa bocciatura della legge del Colorado esiste, perché la Corte Suprema USA è a netta maggioranza conservatrice.
Le pratiche di conversione negli USA
Dal 2012, quasi la metà dei 50 Stati degli Stati Uniti ha vietato ai professionisti della salute mentale di sottoporre i minori a pratiche di conversione.Molte di queste restrizioni, inclusa quella del Colorado, non si applicano ai consulenti religiosi non autorizzati. Shannon Minter, direttrice legale del National Center of LGBTQ+ Rights, ha dichiarato a Stat News che una sentenza contraria creerebbe non poca confusione tra i professionisti e le istituzioni mediche in merito agli standard minimi di assistenza. “Se il tribunale dovesse imboccare questa strada, porterebbe probabilmente a una massiccia deregolamentazione dell’assistenza medica e renderebbe i consumatori molto vulnerabili a danni e maltrattamenti”.
Il The Trevor Project ha esortato la Corte Suprema a confermare la legge del Colorado, anche perché in caso contrario le pratiche di conversione potrebbero riattivarsi a macchia d’olio in tutto il Paese, andando a colpire proprio i più vulnerabili. “Gli psicoterapeuti possono aiutare i giovani a esplorare e comprendere la propria identità, e lo fanno, ma non dovrebbe essere loro consentito di spingerli verso un risultato specifico, come cambiare il proprio orientamento sessuale o genere. Questi sforzi, indipendentemente da come li chiamano i sostenitori, hanno dimostrato di causare danni psicologici duraturi”, ha sottolineato Jaymes Black, amministratore delegato dell’ente benefico.
Kelley Robinson, presidente della Human Rights Campaign, ha definito la terapia di conversione “una pseudoscienza abusiva e screditata, radicata nella vergogna, nel rifiuto e nella paura“.Ha ricordato come la pratica possa “distruggere le famiglie, peggiorare le condizioni di salute mentale e privare le persone delle loro comunità religiose“, e ha elogiato la legge del Colorado come garanzia che “i genitori possano fidarsi di professionisti della salute mentale abilitati per garantire la sicurezza e il supporto dei giovani”.
Un rapporto del 2023 ha identificato oltre 1.300 professionisti attivi in terapia di conversione negli Stati Uniti. Tanti, troppi.
Una decisione sul Chiles contro Salazar da parte della Corte Suprema USA è prevista per giugno.
Anche l’Europa si muove contro le pratiche di conversione
In Italia una persona LGBTQIA+ su 5 ha subito almeno un tentativo di conversione, mentre in Europa si tratta di una persona su 4. Questi sono i dati pubblicati nel maggio 2024 dall’Agenzia dell’Unione Europei per i diritti fondamentali. Proprio per questo motivo nel 2024 è iniziata una raccolta firme per invitare la Commissione europea a proporre il divieto giuridico vincolante delle pratiche di conversione dirette ai cittadini LGBTQ+ nell’Unione europea. Il milione di firme raccolte è stato convalidato e sarà ora presentato alla Commissione, che dovrà dare una risposta entro il 17 maggio del 2026.
Nel nostro Paese, dove non esiste alcun divieto nei confronti delle terapie di conversione, la campagna Meglio a Colori che ne chiede l’illegalità è sostenuta da Gaynet, Rete Lenford, Arcigay, MIT, Agedo, Libellula, Gender X, Circolo Mario Mieli, Genderlens, Famiglie Arcobaleno, Rete Genitori Rainbow, Arco, Agapanto, I Sentinelli di Milano, Alfi, CEST, NUDI, T Genus, Cammini di Speranza, Edge, Dì Gay Project, Tenda di Gionata, Omphalos LGBTI e molte altre realtà.