79 anni, Mikhail Valentinovich Kovalchuk è un fisico russo, fratello di Yury Kovalchuk, noto come “il banchiere personale di Putin”, da 20 anni direttore dell’Istituto Kurchatov per la ricerca nucleare e dal 2023 presidente del Museo Politecnico.
I deliri omobitransfobici di Mikhail Kovalchuk
Nel corso del Forum Class Teachers sostenuto dal Cremlino, visto in streaming da 325.000 persone e a cui hanno partecipato circa 1.000 insegnanti di Mosca, Kovalchuk ha affermato che l’Occidente “capisce che un numero enorme di persone sta diventando superfluo” a causa dei progressi tecnologici, tanto dall’aver “iniziato a prepararsi per una riduzione della popolazione“.
E come riuscire a ridurla, questa popolazione mondiale?
“Hanno introdotto l’agenda LGBT e a coloro che non l’hanno accettata hanno offerto una seconda opzione: la famiglia senza figli”. “Sta funzionando alla grande. Tra una o due generazioni, non ci sarà più continuità nelle loro linee di sangue. Rimarrà solo una piccola élite, quella di cui hanno effettivamente bisogno”. “Per quanto riguarda gli altri – le persone che non considerano nemmeno umane – verranno eliminate con armi biologiche. Un virus o qualcosa del genere con un tasso di mortalità del 90% arriverà e li falcerà“.
Kovalchuk non è certamente nuovo alle teorie del complotto. Secondo quanto riportato dalla rivista russa Meduza ha ipotizzato l’esistenza di armi biologiche create appositamente per colpire il popolo russo e ha ipotizzato che gli Stati Uniti abbiano creato una sottospecie umana con una limitata consapevolezza di sé, che agisca per servire.
Kovalchuk è inoltre impegnato a trovare un modo per arrestare il processo di invecchiamento. Una fonte anonima ha dichiarato a Meduza che lo scienziato sarebbe “ossessionato dall’immortalità e dal ‘genoma russo‘”. Sarebbe stato proprio Kovalchuk a convincere Putin ad investire sempre più risorse nella sua ricerca.
Nel 2013 Putin ha voluto la legge che vieta la cosiddetta “propaganda gay“, inizialmente per “proteggere i bambini” da qualsiasi “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali” per poi ampliarla a tutti, censurando qualsiasi cosa possa riguardare la comunità LGBTQIA+. Film, libri, siti internet, canzoni, bandiere rainbow, Pride, festival, associazioni etichettate come terroristiche. Gli arresti in Russia sono all’ordine del giorno, se sei LGBTQIA+ e osi esplicitarlo.
La legge è stata fortemente criticata dal Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, dalle organizzazioni per i diritti umani Amnesty International e Human Rights Watch, nonché da attivisti per i diritti civili di tutto il mondo.
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Ma Vladimir Putin non ha mai battuto ciglio, alzando sempre più l’asticella dell’omobitransfobia istituzionale, esportandola persino in Paesi ‘amici’ come l’Ungheria di Orban e ora la Slovacchia di Fico. Con l’Italia di Meloni, Salvini e Sasso ad agognare una versione tutta nostrana.
