“Meloni e il suo ‘Beautiful’: lo smacco Trump dopo le rivelazioni del New York Times”

Ripensando a quel "Sei bellissima" detto da Donald Trump: cosa dice l'articolo del New York Times.

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L’articolo esplosivo del New York Times dipinge un quadro che non può essere ignorato: in una serie di email rese pubbliche dal House Oversight Committee, il condannato trafficante sessuale Jeffrey Epstein scriveva che il presidente Donald Trumpspese ore a casa mia” con una delle sue vittime. In un altro messaggio affermava che Trump “sapeva delle ragazze. Le email, ottenute dai Democratici della Camera e selezionate per essere rese pubbliche, pongono nuove domande politiche e morali sul rapporto tra Trump ed Epstein e su ciò che l’amministrazione Trump potrebbe aver saputo o coperto.

Epstein, dopo il patteggiamento del 2008 in Florida, invia una mail alla sua confidente Ghislaine Maxwell (si ricordi la storia delle polaroid) dove afferma:

“lui (Trump) ha passato ore a casa mia con lei (una delle vittime) … è stato messo tutto a tacere”.

In un’altra mail di gennaio 2019, indirizzata all’autore Michael Wolff, Epstein scrive:

“Of course he knew about the girls as he asked Ghislaine to stop”
(“Certo che sapeva tutto delle ragazze quando chiese a Ghislaine di fermarsi”)

I Democratici sostengono che queste comunicazioni “sollevano domande lampanti” su quale fosse la natura del rapporto fra Trump ed Epstein e su quanto il primo sapesse o fosse coinvolto.

Trump ha categoricamente negato qualsiasi coinvolgimento o conoscenza dell’operato di Epstein, definendolo un “creep” (ripugnante) e affermando che la loro amicizia risaliva agli anni ’90 ma che poi si erano “allontanati”. L’articolo osserva come queste email arrivino in un momento cruciale, mentre la Camera si prepara a votare per lo shut down, e l’epidemia di notizie su Epstein torna al centro dell’attenzione.

E che c’entra Giorgia Meloni? Ecco, non possiamo ignorare che Meloni abbia deciso – volontariamente o per complicità involontaria – di coltivare una sintonia politica evidente con Donald Trump. Lei, premier del nostro Paese, forte voce in Europa, si è prestata al gioco del magnate-politico che la proclamava “bellissima“. In un summit per la pace di Gaza a Sharm el-Sheikh, il 13 ottobre 2025, Trump si rivolse direttamente a Meloni dicendo:

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“You don’t mind being called beautiful, right? Because you are.”
(“Non ti dispiace se ti chiamo bellissima, vero? Perché lo sei.”)

Il messaggio è indiretto ma potente: Meloni ha scelto un uomo come questo, un uomo che ora viene implicato, con documenti, in uno scandalo sessuale immane e l’ha esibito come alleato e persona fidata. E quando l’energumeno si è rivolto a lei con l’appellativo di “Beautiful” (per uno come Trump Meloni non è una persona di potere, ma una donna bellissima), Meloni ha taciuto.

È davvero una vergogna che una leader solida come Meloni si sia fidata di un uomo così infido. Che abbia deciso di scommettere su un rapporto speciale: si ricordi quando ci fu soltanto Meloni, tra i leader occidentali al giuramento di Trump, e si ricordi come Meloni si fece ospitare a Mar-A-Lago qualche settimana prima, in forma privata. I segnali oscuri sull’uomo Trump erano già molteplici. Perché Giorgia Meloni – profilo politicamente intonso da ogni punto di vista, al netto delle sue legittime idee politiche – si è lasciata sbranare dal magnetismo autoritario di un uomo di dubbia moralità? Sarebbe questa Io Sono Giorgia Sono Una Madre Sono Cristiana?

Le email di Epstein consegnano un’immagine scomoda, un’ombra che si allunga fino a chi ha fatto del “dialogo col mondo” la sua bandiera. Meloni, la “bella” del palco, cosa dice oggi di quell’uomo di cui tanto si è fidata e che ha persino messo i dazi sulla pasta italiana?

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