Premettiamo che ‘na risata ce la siamo fatta anche noi. Vorremmo solo condividere una riflessione.

L’avrete visto tutti, ed in innumerevoli declinazioni.

Si tratta di #iosonogiorgia (e varianti), un remix che utilizza poche frasi stentoree ed a fortissima matrice sovranista pronunciate da Giorgia Meloni nel comizio a Piazza San Giovanni che riuniva la destra di Salvini, Berlusconi e Fratelli D’Italia il 19 Ottobre scorso nella manifestazione contro il neonato governo Conte BIS.

Un comizio in cui l’attacco alla comunità LGBTQ+ era il collante della rabbia della destra per essere stata messa all’angolo dall’inaspettato accordo Pd-5Stelle-Italia Viva (Renzi).

Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana. [ripetuto come un ipnotico refrain da discoteca con sotto la cassa “tunz tunz” ]

E’ il gioco del pensiero unico, ci devono togliere tutto quello che siamo, perchè quando non avremo più un’identità e non avremo più radici noi saremo privi di consapevolezza e incapaci di difendere i nostri diritti.

Vogliono che siamo genitore 1 e genitore 2. Genere LGBT.  “

Sono queste le parole che, remixate con un ritmo disco diventano una parodia certamente divertente, ma dal successo tutto sommato un po’ sinistro – scusate il gioco di parole.

Riflettiamo su qualche numero.

Nel canale di MEM & J, i creatori del mash up, il video ha raggiunto circa 1,2 milioni di visualizzazioni You Tube. Nei giorni scorsi è apparsa su Corriere, Fatto Quotidiano, TGCOM e molti altri.

E nelle bacheche di mezza italia social vi sono innumerevoli versioni con video di accompagnamento diversi, reinterpretazioni, parodie della parodia, come sempre accade per ogni fenomeno autenticamente virale, che aggiungono altri milioni di views e di engagement.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Le persone LGBTQ hanno da sempre una spiccata attenzione e “permeabilità” a questi tormentoni trash, ed anche in questo caso il video viaggia alla velocità della luce nella pagine di tantissime community e influencer.

Tutto questo non sta in qualche modo sdoganando ancora di più un leader che è già in forte ascesa (Fratelli d’Italia è accreditato al 10%, con una crescita del 100% nell’ultimo anno) e soprattutto, non sta in fondo facendo un enorme favore ad una delle principali avversarie della nostra comunità?

Lungi da noi invocare censure o mettere all’indice la legittima -e preziosa- voglia di fare satira, ma forse un po’ di riflessione e consapevolezza delle dinamiche social aiuterebbe a non contribuire con troppo entusiasmo alla normalizzazione di parole di odio e di leader in pericolosa ascesa.

Certo, #iosonogiorgia non renderà la Meloni simpatica a chi è di sinistra ad esempio, ma ricordiamoci che la gran parte dell’elettorato non è per nulla radicato su posizioni precise.

Perchè le parole di cui stiamo ridendo , e che stiamo condividendo all’infinito, sono – giova ripeterlo –

Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana. 

E’ il gioco del pensiero unico, ci devono togliere tutto quello che siamo, perchè quando non avremo più un’identità e non avremo più radici noi saremo privi di consapevolezza e incapaci di difendere i nostri diritti.

Vogliono che siamo genitore 1 e genitore 2. Genere LGBT “

 

 

 

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