Stiamo contribuendo al successo elettorale di Giorgia Meloni?

La comunità LGBTQ è tradizionalmente ricettiva verso i tormentoni trash. Ma la viralità di #iosonogiorgia va assecondata senza porsi delle domande?

bambini
2 min. di lettura

Premettiamo che ‘na risata ce la siamo fatta anche noi. Vorremmo solo condividere una riflessione.

L’avrete visto tutti, ed in innumerevoli declinazioni.

Si tratta di #iosonogiorgia (e varianti), un remix che utilizza poche frasi stentoree ed a fortissima matrice sovranista pronunciate da Giorgia Meloni nel comizio a Piazza San Giovanni che riuniva la destra di Salvini, Berlusconi e Fratelli D’Italia il 19 Ottobre scorso nella manifestazione contro il neonato governo Conte BIS.

Un comizio in cui l’attacco alla comunità LGBTQ+ era il collante della rabbia della destra per essere stata messa all’angolo dall’inaspettato accordo Pd-5Stelle-Italia Viva (Renzi).

Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana. [ripetuto come un ipnotico refrain da discoteca con sotto la cassa “tunz tunz” ]

E’ il gioco del pensiero unico, ci devono togliere tutto quello che siamo, perchè quando non avremo più un’identità e non avremo più radici noi saremo privi di consapevolezza e incapaci di difendere i nostri diritti.

Vogliono che siamo genitore 1 e genitore 2. Genere LGBT.  “

Sono queste le parole che, remixate con un ritmo disco diventano una parodia certamente divertente, ma dal successo tutto sommato un po’ sinistro – scusate il gioco di parole.

Riflettiamo su qualche numero.

Nel canale di MEM & J, i creatori del mash up, il video ha raggiunto circa 1,2 milioni di visualizzazioni You Tube. Nei giorni scorsi è apparsa su Corriere, Fatto Quotidiano, TGCOM e molti altri.

E nelle bacheche di mezza italia social vi sono innumerevoli versioni con video di accompagnamento diversi, reinterpretazioni, parodie della parodia, come sempre accade per ogni fenomeno autenticamente virale, che aggiungono altri milioni di views e di engagement.

Le persone LGBTQ hanno da sempre una spiccata attenzione e “permeabilità” a questi tormentoni trash, ed anche in questo caso il video viaggia alla velocità della luce nella pagine di tantissime community e influencer.

Tutto questo non sta in qualche modo sdoganando ancora di più un leader che è già in forte ascesa (Fratelli d’Italia è accreditato al 10%, con una crescita del 100% nell’ultimo anno) e soprattutto, non sta in fondo facendo un enorme favore ad una delle principali avversarie della nostra comunità?

Lungi da noi invocare censure o mettere all’indice la legittima -e preziosa- voglia di fare satira, ma forse un po’ di riflessione e consapevolezza delle dinamiche social aiuterebbe a non contribuire con troppo entusiasmo alla normalizzazione di parole di odio e di leader in pericolosa ascesa.

Certo, #iosonogiorgia non renderà la Meloni simpatica a chi è di sinistra ad esempio, ma ricordiamoci che la gran parte dell’elettorato non è per nulla radicato su posizioni precise.

Perchè le parole di cui stiamo ridendo , e che stiamo condividendo all’infinito, sono – giova ripeterlo –

Io sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana. 

E’ il gioco del pensiero unico, ci devono togliere tutto quello che siamo, perchè quando non avremo più un’identità e non avremo più radici noi saremo privi di consapevolezza e incapaci di difendere i nostri diritti.

Vogliono che siamo genitore 1 e genitore 2. Genere LGBT “

 

 

 

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Franzc Dereck 9.11.19 - 8:43

Quando nella Russia dei Piccoli Padri venivano organizzati i "progrom" contro gli Ebrei , non erano nate ancora la Radio , le tv di Berlusconi , né la Rete e solo qualche intellettuale aveva avuto modo di leggere I sette savi di Sion . Ma la " rete " di allora era costituita dalla capillare presenza della Chiesa Ortodossa , da sempre sostenitrice dello zarismo e delle sue manipolazioni. E la Chiesa in generale , per potere prosperare , ha dovuto inventare il nemico , il diavolo da combattere in una lotta continua contro l'infedele. La Signora Meloni , forse inconsapevolmente , si serve di questa strategia ed è vero che non le si dovrebbe fare da grancassa. In ogni caso l'attuale " sinistra" Italiana ( Renzi? , Zingaretti ?) usano la stessa strategia del pericolo imminente per acchiappare - in modo speculare - voti .

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Nunzio Censabella 7.11.19 - 8:58

La risposta è SI.

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bacibaci 6.11.19 - 23:29

1)No, se uno è in una certa maniera sospinto a votare o pensare di votare la Meloni sulla base di questo video, il problema non è il video, il problema è il cervello di chi pensa di votare la Meloni e se uno ha un certo cervello, il risultato non lo determina questo video. 2)Il condizionamento richiede ben più che un video, ci vuole un'esposizione massiccia ai medesimi contenuti, tipo quello che hanno fatto le tv di Berlusconi che usavano ogni fatto di cronaca per dire che c'era un'emergenza sicurezza oppure tutte le cretinate complottistiche di internet. Un video non cambia il modo di pensare della gente, dopo anni di martellamenti, allora sì che la gente cambia il modo di pensare. 3) Non è che gli italiani da un giorno all'altro sono arrivati a dire: ma come sono contento che alcune persone sono annegate. In passato si pensava che bisognava gestire l'immigrazione etc ma nessuno o quasi pensava: che bello! decine di africani sono annegati, buon appetito ai pesci. Cambiamenti di questo tipo richiedo il possesso dei media ed il loro uso costante nel tempo per il medesimo scopo. 4) Quello che è successo con gli africani può succedere anche con noi, con gli ebrei. Consiglio di leggere un libro sul fascismo e gli ebrei di Ventura, è una raccolta di saggi, in cui si spiega il modo in cui il fascismo, ben prima di Hitler, fece degli ebrei i colpevoli di un complotto internazionale contro l'Italia o in generale alimentò l'antisemitismo. Il razzismo contro gli ebrei in Italia è spuntato prima di Hitler. Come ieri il martellamento contro gli ebrei, fatto per 20 anni e passa, ha reso digeribili dal popolo, anzi in parte ben accette, le leggi razziali, lo stesso può accadere per qualsiasi cosa, a discapito di noi gay o degli africani o di chi vorrà colpire chi usa le tv o internet o i giornali etc.

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