La serie più stroncata degli ultimi anni, definita “tra le più brutte di sempre”, “imbarazzante”, “indifendibile”, “offensiva”, ha sbancato gli ascolti.
All’s Fair, è boom su Hulu

KIM KARDASHIAN, NAOMI WATTS
All’s Fair, ultima creatura di Ryan Murphy arrivata in Italia direttamente su Disney+, si è regalata la più grande première di una serie sceneggiata Hulu Originals degli ultimi tre anni, con 3,2 milioni di visualizzazioni a livello globale dopo tre giorni di streaming. E non è finita qui. Le risorse social di All’s Fair hanno generato oltre 7 miliardi di impression sui social media con 190 milioni di visualizzazioni video, secondo i dati interni.
Paradossalmente, le stroncature così nette e colorite hanno generato curiosità e interesse, portando non pochi spettatori a vedere le prime puntate della serie, talmente brutta dall’essere diventata quasi imperdibile. Il totale rifiuto da parte della critica parrebbe aver generato simpatia tra il pubblico, che ha così iniziato a guardare All’s Fair con assoluta consapevolezza della sua rara pochezza nella scrittura e nella recitazione, seppur sgargiante nei look, nel lusso sfrenato ed esibito e nel suo cast che comprende attrici del calibro di Naomi Watts, Niecy Nash-Betts, Sarah Paulson e Glenn Close.
All’s Fair 2 si farà?

KIM KARDASHIAN, NIECY NASH
“Avete seguito la serie più acclamata dalla critica dell’anno!?!?!?”, ha ironicamente domandato Kim Kardashian ai suoi 354 milioni di follower Instagram. “I critici hanno detto no. Il pubblico ha detto sì!”, ha aggiunto Niecy Nash-Betts, mentre Ryan Murphy, produttore, co-sceneggiatore nonché regista della prima puntata, ha annunciato via podcast di Vogue Mag che ci sarà una 2a stagione.
“Il bello della serie è che è quasi come il divorzio della settimana. Ogni episodio è un nuovo divorzio con una nuova piega… Ho appena sentito una storia folle, così folle che sarà l’episodio di apertura della seconda stagione”.
9 le puntate previste dalla prima stagione. di All’s Fair, 4 delle quali già andate in onda su Disney+, con la percentuale di critiche positive su RottenTomatoes salita dallo 0% al 4%. Protagoniste della serie un team di avvocatesse divorziste che lascia uno studio dominato dagli uomini per aprirne uno proprio di successo. Feroci, brillanti ed emotivamente complicate, affrontano separazioni rischiose, segreti scandalosi e alleanze instabili, sia in tribunale che tra di loro. In un mondo in cui i soldi parlano e l’amore è un campo di battaglia, queste donne non si limitano a partecipare al gioco, ma lo cambiano.
Questa la sinossi ufficiale di un progetto clamorosamente superficiale nel tratteggiare storie, rapporti, caratteri, tra gioielli e abiti firmati, case e auto da urlo, intrecci narrativi e dialoghi da soap opera, con un empowerment femminile talmente caricato da risultare posticcio, nonché controproducente nella sua ludica e sfrenata rappresentazione in cui l’unico obiettivo è quello di lasciare in mutande l’ex marito con separazioni multi-milionarie.
Eppure tutti (s)parlano di All’s Fair, criticandola mentre la guardano, per la gioia di Ryan Murphy che parrebbe aver fatto ancora una volta centro. Stroncato sì, ma vincente.
