Presentata a Roma il mese scorso, The Beauty, nuova fatica tv di Ryan Murphy firmata FX/Disney, è arrivata alla 6a puntata sulle 11 previste, con sottotrama trans dal forte impatto.
In The Beauty il mondo dell’alta moda viene sconvolto quando alcune top model internazionali cominciano a morire in circostanze misteriose e raccapriccianti. Gli agenti dell’FBI “Cooper Madsen” (Evan Peters) e “Jordan Bennett” (Rebecca Hall) vengono mandati a Parigi per scoprire la verità. Man mano che approfondiscono il caso, vengono a sapere di un virus sessualmente trasmissibile che trasforma le persone comuni in esseri fisicamente perfetti, ma con conseguenze terrificanti. La loro indagine li porta direttamente nel mirino di “The Corporation” (Ashton Kutcher), un oscuro miliardario del settore tecnologico che ha creato in segreto un farmaco miracoloso chiamato “La Beauty” e che è disposto a tutto pur di proteggere il suo impero da mille miliardi di dollari, persino scatenare il suo letale sicario, “The Assassin” (Anthony Ramos). Mentre l’epidemia dilaga, “Jeremy” (Jeremy Pope), un emarginato disperato, viene coinvolto nel caos in cerca di uno scopo; nel frattempo, gli agenti si precipitano a Parigi, Venezia, Roma e New York per fermare una minaccia che potrebbe alterare il futuro dell’umanità.
The Beauty 1.6, il monologo trans-positivo di Clara

Thriller globale che si domanda “cosa saresti disposto a sacrificare per la perfezione?”, The Beauty rilancia il genere body-horror recentemente riesploso grazie a The Substance di Coralie Fargeat, mostrandoci rinascite, rigenerazioni cellulari, perché chi viene contagiato dal virus cambia forma, viso, corpo, pelle, risorgendo da un bozzolo come una farfalla con una nuova bellissima identità. La propria identità, quella sempre agognata.
Con la puntata numero sei assistiamo ad una svolta transgender, perché interamente dedicata alle origini del virus creato in laboratorio, e a come si sia diffuso all’esterno diventando potenziale pandemia mortale. Tra gli scienziati che ci lavorano c’è infatti anche Clara, una donna trans che è andata incontro al proprio percorso di affermazione di genere in tarda età. Clara è stanca di essere scambiata per un uomo, è stanca di quel corpo che non ha mai riconosciuto come proprio, è stanca della terapia ormonale sostitutiva che le altera l’umore. Quando scopre le enormi potenzialità del farmaco a cui sta lavorando, vedendo l’incredibile risultato sul suo collega Mike che ha cambiato volto, corpo, voce (passando dall’essere Eddie Kaye Thomas a Joey Pollari) , Clara cede all’iniezione del virus. “E se qualcosa andasse storto?”, si domanda giustamente preoccupata la scienziata, interpretata dall’attrice trans Rev Yolanda.
“E se mi trasformasse in un uomo? I miei ormoni stanno impazzendo. Estrogeni e testosterone si stanno facendo la lotta. Non so più cosa stia succedendo dentro di me. Ma non mi interessa. Devo tentare. Perché se sono veramente la donna che so di essere, allora è ciò che diventerò. Per una volta nella vita, se mi viene data la possibilità che l’esterno diventi uguale a come sento di essere dentro, devo coglierla”.
Al termine del doloroso processo di metamorfosi, Clara si risveglia nel bellissimo corpo di una donna cisgender, interpretata da Lux Pascal, sorella trans di Pedro Pascal. Ed è qui che prende forma un’inedita rivelazione: il virus di The Beauty non offre solo un miglioramento estetico, ma permette di diventare fisicamente ciò che si è veramente. Un colpo di scena che si è trasformato in messaggio trans-positivo, a voler rimarcare come la transizione di genere sia prima di tutto un percorso di scoperta di sé.
Lux Pascal nell’universo Ryan Murphy
Lux Pascal si è detta entusiasta di aver preso parte ad un progetto firmato Ryan Murphy: “Fin da quando avevo sette anni ho sempre desiderato far parte del suo universo, quindi l’entusiasmo di essere sul suo set si è tradotto perfettamente in quello che dovevo fare davanti alla telecamera. Ho pensato: ‘Oh, mio Dio!… La piccola Lux sta realizzando un suo sogno’. Mi sono detta: ‘Credo che userò questo incredibile senso di meraviglia che ho dentro in questo momento e lo tradurrò in qualsiasi cosa debba fare come personaggio'”.
Una scena, quella di fine puntata, in cui Lux appare completamente nuda. “Oh, mio Dio, ero così protetta su quel set. È stato davvero divertente perché è una scena di nudo. Provo pochissima vergogna al riguardo. Quindi tutti erano in piedi, e io pensavo: ‘Oh, devo andare in bagno’. E mi sono semplicemente alzata dal letto, dove ero coperta. E tutti dicevano: ‘Aspetta, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta!’. Tutti cercavano di coprirmi o proteggermi. E io pensavo: ‘Oh, giusto!'”. “Ero così a mio agio. E Michael Uppendahl, il regista, è stato semplicemente incredibile. Ho sempre ammirato il suo lavoro e mi ha ascoltato, ascoltando tutto quello che avevo da dire. È stata una giornata semplicemente meravigliosa. E giornate come queste non sono sempre possibili; giornate meravigliose al lavoro non sono sempre possibili. Ma quella giornata è stata sicuramente una di quelle“.
Quei pochi secondi in scena, in cui Clara si trasforma diventando la donna che aveva sempre sognato di essere, per Lux Pascal sono la perfetta rappresentazione dell’identità trans. “Dovevo immaginare questa strana circostanza in cui diventavo – in un batter d’occhio, un’altra persona. Diventi semplicemente ciò che sognavi di diventare. E penso che sia qualcosa in cui tutti possono davvero identificarsi. Abbiamo tutti una visione di noi stessi. Ma penso che per le donne trans o le persone trans in particolare – in particolare quelle binarie – ci sia una tale enfasi nell’incarnare la persona dei sogni, il corpo dei sogni, l’avatar dei propri sogni, e sì, è quasi spaventoso, ma allo stesso tempo emozionante. È come domandarsi, letteralmente, cosa chiederesti ad un genio se dovesse uscire da una bottiglia?”.
Rev Yolanda e la vicinanza alla sua Clara
Rev Yolanda, intervistata da Tv Insider, ha confessato quanto il monologo della sua Clara sia stato per lei personale: “Quel numero, quel momento, è stato davvero pieno di emozioni profonde. Abbiamo ripetuto la scena molte volte, ma ogni volta ero pervasa da un’emozione pura. Davvero. Stavano succedendo così tante cose nella mia vita. Mio marito era scomparso da poco, eravamo stati insieme per 20 anni e quella settimana in cui stavamo girando era il primo anniversario della sua scomparsa. Quindi sentivo la sua presenza nella stanza. Mi amava. Era la mia anima gemella e il mio più grande fan… Quando ero lì con Joey e stavamo facendo quel monologo, sentivo Glenn proprio lì vicino. Oh mio dio. È così difficile descrivere le emozioni che ho provato. Avere l’opportunità di vivere quella vita interiore ed emotiva e di dedicarla a questo ruolo è stato fantastico. Davvero incredibile“.
Anche Rev. Yolanda, come Lux Pascal, ha parlato di un “sogno che si avvera” nel ricevere la chiamata di Ryan Murphy. “Fin da subito non ho avuto alcuna esitazione, appena ho ricevuto la sceneggiatura. Anche durante l’audizione mi sono sentita così attratta… da Clara, perché il modo in cui la sceneggiatura era scritta rifletteva davvero molto della mia vita personale, della mia storia personale, ed è stato incredibile”. “Ho sentito che quel monologo riaffermava il genere e sosteneva l’esperienza trans. Quindi spero che le persone lo leggano in questo modo, perché per me lo è stato, sicuramente.”


