A pochi giorni dal Transgender Day of Remembrance o TDoR, ricorrenza che ogni anno commemora le vittime dell’odio e del pregiudizio verso le persone transgender (qui tutti gli appuntamenti in giro per l’Italia), il Trans Murder Monitoring 2025 ha pubblicato il drammatico report dell’ultimo anno, che certifica l’inaudita violenza nei confronti della comunità trans.
Tdor 2025, crescono gli omicidi degli attivisti trans
I dati globali del Trans Murder Monitoring 2025 (TMM) di TGEU hanno rivelato un pericoloso cambiamento: un numero crescente delle vittime di omicidio sono leader e attivisti del movimenti trans. Nell’ultimo anno, gli attivisti trans hanno rappresentato il 14% degli omicidi segnalati (in aumento rispetto al 9% del 2024 e al 6% del 2023), diventando così il secondo gruppo maggiormente preso di mira a livello globale, dopo le lavoratrici del sesso. Un chiaro tentativo di mettere a tacere coloro che lottano per i diritti trans in tutto il mondo.
Tra il 1° ottobre 2024 e il 30 settembre 2025 sono stati segnalati 281 omicidi di persone trans e di genere diverso a livello globale, in calo rispetto ai 350 casi dell’anno scorso. Una diminuzione che probabilmente riflette la crescente invisibilità di questi omicidi tra i media, tendenza che potrebbe essere influenzata dai cambiamenti negli algoritmi dei motori di ricerca e dei social o dal diffuso disinteresse di giornali e tg, che rende questi omicidi più difficili da identificare e verificare.
“Dal 2020, ho notato un calo in questo tipo di notizie, che potrebbe essere dovuto all’invisibilità di questi incidenti o a una crescente sottostima“, ha precisato Sayonara Nogueira del TGEU, Observatorio Trans & Rede Trans Brasil. “Non è possibile affermare che le informazioni e i risultati qui presentati rappresentino tutti gli omicidi e le violenze contro le persone trans, a causa delle limitazioni durante il monitoraggio e della mancanza di dati governativi“.
Poiché molti omicidi vengono riportati in modo errato o omessi, spesso a causa di attribuzioni di genere errate, stigma o cattiva informazione nei media, il numero reale di omicidi è probabilmente molto più alto.
Dal 2009, il monitoraggio di TGEU ha registrato 5322 omicidi in tutto il mondo. 59 di questi in Italia, primo Paese UE per omicidi di persone trans davanti ai 51 della Francia.
Le lavoratrici del sesso (34%) rimangono il gruppo maggiormente preso di mira tra tutte le professioni conosciute.
Il 90% degli omicidi segnalati riguarda i femminicidi, con le vittime che sono donne trans o persone transfemminili.
L’88% delle vittime è costituito da persone trans nere o di colore, con un calo del 5% rispetto al massimo storico dell’anno scorso (93%).
Il 24% delle vittime di omicidio ha un’età compresa tra i 19 e i 25 anni, il 25% tra i 26 e i 30 anni, il 26% tra i 31 e i 40 anni e il 5% sotto i 18 anni.
Il 68% degli omicidi è avvenuto in America Latina e nei Caraibi; il Brasile è in testa alla classifica per il 18° anno consecutivo con il 30% dei casi totali.
In Europa sono stati segnalati cinque casi, in calo rispetto agli otto del 2024. È il dato più basso dal 2009.
Nell’ultimo anno l’Asia è stata l’unica regione al mondo in cui i casi sono aumentati rispetto al 2024, con un totale di 51 casi, il numero più alto di sempre, pari al 18% del numero globale. Il Pakistan ha registrato il maggior numero di omicidi in Asia nel 2025, superando l’India.
Negli Stati Uniti sono stati segnalati 31 casi, in calo rispetto ai 41 del 2024.
Il 44% degli omicidi segnalati è stato causato da armi da fuoco.
Il 25% degli omicidi è avvenuto per strada e il 22% è avvenuto in casa della vittima.
Come negli anni precedenti, le donne nere e trans di colore e le prostitute trans sono sovrarappresentate tra le vittime di omicidio, con le lavoratrici del sesso (34%) che rappresentano la categoria maggiormente presa di mira tra tutte le professioni conosciute. Questo evidenzia come misoginia, razzismo, xenofobia e fobia della prostituzione si intersechino in modo mortale.
“Negli ultimi due anni, gli omicidi di attivisti e leader di movimenti trans sono raddoppiati“, ha affermato Deekshitha Ganesan, Policy Manager di TGEU. “Questo aumento è un deliberato tentativo di mettere a tacere coloro che difendono la libertà e l’uguaglianza. Questi omicidi sono la conseguenza più estrema di un discorso politico che disumanizza le persone trans. I governi devono agire ora per proteggere i difensori dei diritti umani trans e garantire che le comunità trans possano vivere e organizzarsi in sicurezza“.
“Ogni attivista assassinato rappresenta una comunità messa a tacere“, ha aggiunto Freya Watkins, Senior Research Officer di TGEU. “I governi e le istituzioni devono sostenere la società civile, armonizzare le leggi sui crimini d’odio e depenalizzare il lavoro sessuale per porre fine a questa violenza”.
I dati di Translivesmatter sono ancora maggiori
Rispetto ai 281 omicidi segnalati dal Trans Murder Monitoring 2025 (TMM) di TGEU, il report di Translivesmatter, che contempla anche i suicidi e i casi di violenza ancora irrisolti, segnala 354 morti di persone trans e di genere non conforme dal 1 ottobre 2024 al 30 settembre 2025, rispetto ai 436 dell’anno precedente.
Con due decessi avvenuti in Italia. La morte di Alex Garufo, 21enne suicida, in Lombardia, e quella di Claudio, 14enne suicidia a Caserta.
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