Oggi, 20 novembre, è il Transgender Day of Remembrance, ricorrenza in cui si commemorano le vittime dell’odio e del pregiudizio verso le persone transgender. L’evento venne ideato da Gwendolyn Ann Smith, in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998 diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead”, con successiva veglia a lume di candela a San Francisco.
Nella giornata di oggi e per tutto il weekend si terranno decine di iniziative in tutta Italia, con i dati diffusi dal Trans Murder Monitoring 2025 che hanno ribadito l’inaudita violenza in atto nei confronti della comunità trans, con 281 omicidi di persone trans e di genere diverso a livello globale e un aumento degli omicidi degli attivisti trans.
Il manifesto congiunto per il TDOR 2025
Il MIT- Movimento identità trans, prima associazione transgender d’Italia nata nel 1979, e Euphoria Trans FVG hanno diffuso un comunicato congiunto, sottolineando come il TDOR non sia solo memoria, bensì insurrezione trans. Un vero e proprio j’accuse nei confronti di quella comunità queer che troppe volte esclude le persone trans dalla lotta per i diritti, abbandonandole al proprio destino.
“Oggi non parliamo solo di memoria. Parliamo della violenza che ci attraversa, dell’isolamento che ci impongono, della forza che continuiamo a creare. Perché la verità è semplice e brutale: la comunità trans è sempre stata lasciata sola. Sola nelle aggressioni, sola nella povertà, sola negli ospedali, sola nel lavoro precario, sola quando tutto brucia. E troppo spesso sola anche dentro quella comunità LGBTQIA+ che dice “inclusione”, ma che quando si tratta di corpi trans si svuota, si defila, sparisce. Quando parliamo di salute trans, di accesso al lavoro, di violenza di genere, di marginalità, i numeri crollano, gli alleati si dileguano, i sostegni non arrivano. Eppure siamo noi, persone trans, travestite, non binarie, transmascoline, migranti, sex workers, che da decenni teniamo in piedi le lotte che oggi vengono celebrate da tuttə. Siamo noi che ci mettiamo il corpo. Siamo noi che ci mettiamo la faccia. Siamo noi che paghiamo il prezzo. E allora diciamolo senza paura: non basta dirsi transfemministe. Bisogna esserci. Bisogna sostenere. Bisogna lottare con noi, non al posto nostro. Il TDOR non è un giorno di silenzio. È una dichiarazione politica. È l’atto con cui trasformiamo il lutto in forza collettiva, la violenza in organizzazione, l’isolamento in comunità. Finché esisterà anche una sola persona trans, la nostra voce continuerà. La nostra memoria continuerà. La nostra lotta continuerà”.
“Buona celebrazione, buona lotta e buona rabbia a noi“, il commento social di Roberta Parigiani, neoeletta presidente del MIT, succeduta a Mazen Masoud. All’interno del nuovo consiglio direttivo del Movimento Identità Trans per il triennio 2025-2028 troviamo anche Maria Grazia Di Fraia, nel ruolo di Vicepresidente Tesoriera, Anita Garibalde nel ruolo di Segretaria e Antonietta Cozza nel ruolo di Consigliera. Presidente onoraria, Porpora Marcasciano.
Ieri intanto è stata annunciata la formazione di una presenza politica riconoscibile e unitaria: Italia Trans Agenda. Un coordinamento che cercherà di sintetizzare le battaglie comuni delle tante realtà trans/non-binarie presenti sul territorio nazionale in dialogo e confronto unitari con istituzioni e partiti.
TDOR 2025, date e città del The Day of Remembrance per la memoria delle vittime di transfobia

