Il 20 novembre, nel giorno del Transgender Day of Remembrance — quando ogni anno contiamo lə mortə e tratteniamo a stento lə vivə — Alok Vaid-Menon è salitə sul palco e ha detto ciò che quasi nessuno osa dire: che il dolore non elaborato è una struttura sociale, una specie di carburante tossico che muove la macchina dell’odio.
Alok: writer, performer, attivista, una delle voci più riconoscibili della cultura trans e non-binary contemporanea. Con i suoi testi — a metà tra poesia, stand-up e teoria — Alok ha trasformato la vulnerabilità in un atto politico, la propria visibilità in una forma di resistenza morbida e radicale. Non spiega il mondo: lo attraversa, lo incrina, costringe chi ascolta a guardare il proprio stesso dolore e soprattutto invita ad alzare lo sguardo e, mentre il mondo binario patriarcale va in fiamme esalando i suoi ultimi sospiri di morte, ci sembra di rintracciare nelle sue parole un nuovo orizzonte.
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Intervistatə da Gay.it tre anni fa, Alok ci disse:
Sono profondamente preoccupatə per il fatto che viviamo in un mondo che ci valorizza solo per quello che dovremmo essere, e non per ciò che siamo veramente. Il mio lavoro è una lettera d’amore per l’umanità: quanto impacciatə, maldestrə e meravigliosə siamo in tutta la nostra complessità. Amo le persone LGBTQ più di quanto là fuori potrebbero mai odiare noi. Cerco di fare del mio meglio per creare degli spazi di guarigione all’interno del mio lavoro, dove le persone possono sentirsi libere.
E così, nel giorno destinato al ricordo delle persone trans uccise dalla violenza e dal pregiudizio, Alok ha parlato non solo della morte, ma di ciò che la precede: il lutto che nessuno ci permette di esprimere. Ha parlato delle famiglie che educano a scomparire, della società che trasforma le ferite in eroismo purché nessuno disturbi il quadro, del binarismo di genere come struttura danneggiata che tiene in ostaggio anche chi crede di esserne il custode. È l’anticipazione, non pronunciata, di un crollo sistemico del binarismo tout court inteso come schema di pensiero. Che un giorno potrebbe portarci – finalmente, ma anche pericolosamente – davanti all’inevitabile burrone del quantico salto ciò che per i nostri costrutti intellettuali e sociali dividiamo tra bianco e nero, tra giusto e sbagliato.
Il discorso di Alok, — che pubblichiamo di seguito nella traduzione integrale — non consola. Disarma. E soprattutto propone una visione: il mondo ha bisogno di una transizione, e forse solo chi ha già attraversato una soglia può indicarci come farlo senza distruggerci a vicenda.
Alok Vaid-Menon – TDoR 2025 – DISCORSO INTEGRALE (italiano)
Vengo da voi stasera nel dolore; mi sento sconvoltə dal fatto irrevocabile che le persone che amiamo muoiono, e che la società è strutturata in modo da rifiutarsi di parlarne.
È più facile fingere di essere immortali, di essere orgogliosi, di non essere soli.Credo che il lutto non elaborato sia il carburante dell’omofobia e della transfobia.
Dietro ogni bigotto c’è un cuore spezzato, perché non abbiamo spazi in cui elaborare il lutto e lasciare testimonianza del nostro dolore.
Riversiamo tutto su noi stessə e sullə altrə. Ecco perché in tanti camminano per il mondo scambiando le proprie ferite per bocche da cui sono i loro dolori a parlare, senza neanche sapere che stanno soffrendo.Comprendo l’aumento della discriminazione contro le persone trans come un segnale del lutto non elaborato dei nostri fratelli e sorelle cis.
Tutti noi siamo danneggiati dal binarismo di genere, ma pochi ne hanno consapevolezza. È per questo che così tanti scambiano la ferita per identità, il lutto incrostato per personalità, e il dolore per virtù.
Siamo cresciuti in un mondo in cui le persone fanno del loro meglio per distruggerci e lo chiamano amore.Le nostre famiglie, quelle che dovrebbero proteggerci, ci insegnano a scomparire per facilitare il comfort degli altri. In questa cultura e in questo Paese si romanticizza ciò che ci ferisce, trasformandolo in eroismo, così che quando vedono noi persone gender non-conforming — noi che rendiamo reale la libertà, noi che ricordiamo al mondo che il cielo è una pratica, non una promessa — non sanno come accoglierci.
Devono fare i conti con una distinzione cruciale tra vita ed esistenza pura e semplice. Devono affrontare il fatto che The Walking Dead non è solo una serie tv: è uno stile di vita.
Ed è più facile demonizzare noi, che sentire il dolore. È più facile dire che siamo pericolosə che affrontare il pericolo intimo dentro casa, da parte delle persone che fanno del loro meglio per distruggerti, e lo chiamano amore.Ma io ho speranza, perché io — e così tantə di noi in questa stanza — non abbiamo scelto la strada facile, e ciò che abbiamo trovato dall’altra parte è un tipo di amore che abbiamo cercato per tutta la vita. Il tipo di amore che Urvashi mi ha dato e che volevo condividere con voi, mia amata comunità — e con ciò intendo ogni persona al mondo.
La transizione è molte cose: tra queste, è un rituale di lutto, in cui piangiamo ciò che il mondo voleva che fossimo e accogliamo chi eravamo destinati a essere.
E ciò di cui il mondo ha bisogno, ora, è una transizione.
Spero che noi persone queer possiamo essere i custodi di questo processo: perché se noi abbiamo cambiato molte cose, allora anche il mondo può cambiarle. Perché se noi siamo cambiatə, allora anche il mondo può cambiare.Grazie infinite.

Che meraviglia di testo. Definisce una questione enorme con una sorprendente economia di parole. Il binarismo è una violenza invisibile che colpisce sia le vittime sia i carnefici. Forse con questi ultimi non si può fare molto, ma l’educazione salverebbe molte persone in futuro e, senza dubbio, renderebbe il mondo un posto migliore.