È morto all’età di 81 anni Udo Kier, icona del cinema tedesco, volto ampiamente conosciuto del cinema d’autore europeo, ex compagno del regista Rainer Werner Fassbinder. Kier era apertamente gay e ha sempre pubblicamente parlato della propria omosessualità, precisando di non aver mai dovuto fare realmente coming out.
“Nessuno mi ha mai chiesto della mia sessualità. Forse era ovvio, ma non faceva alcuna differenza perché l’unica cosa che contava era il ruolo che interpretavo. Finché facevo un buon lavoro, a nessuno importava della mia sessualità“.
Con oltre 200 film girati in 60 anni di carriera, Kier è abilmente passato da titoli di cassetta come Ace Ventura – L’acchiappanimali e Blade a b-movie e film d’avanguardia, stringendo solidi rapporti con registi come Lars von Trier e Gus Van Sant.
Udo Kier, uno, nessuno e centomila

Nato nel 1944 a Colonia, nel giorno in cui un bombardamento uccise non pochi neonati nel reparto maternità, Kier ha conosciuto Rainer Werner Fassbinder da giovanissimo, in un bar. I due si frequentano, per poi lasciarsi e ritrovarsi, artisticamente parlando, anni dopo. Mentre studiava in Inghilterra Udo venne notato dall’imprenditore musicale Robert Stigwood, gay dichiarato. Sebbene Kier non sapesse cantare, Stigwood gli fece incidere un disco, For Old Time’s Sake.
Michael Sarne, che fino a quel momento mai aveva fatto Cinema, scelse proprio lui per il ruolo del gigolò nel primo film di entrambi: il cortometraggio del 1966 Road to St. Tropez. D’altronde Kier era bellissimo, con un viso alla Alain Delon che bucava lo schermo. Un altro incontro casuale con Paul Morrissey, questa volta in aereo, lo portò a interpretare il Barone Frankenstein in Flesh for Frankenstein“nel 1973, il Conte Dracula nel film successivo, Blood for Dracula nel 1974, e ad apparire nel capolavoro Suspiria di Dario Argento, che l’ha poi voluto anche ne La Terza Madre. Titoli che lo resero famoso negli Stati Uniti, facendogli guadagnare la reputazione di icona dell’horror.

A fine anni ’70 Kier ritrova l’ex compagno Fassbinder nel film La terza generazione, per poi conoscere Gus Van Sant al Festival di Berlino e girare Belli e dannati nel 1991, suo primo film negli Stati Uniti, seguito da Cowgirl nel 1993.
Sono anni in cui Udo diventa il volto feticcio di Von Trier, girando al suo fianco Epidemic, Europa, The Kingdom, Le Onde del Destino, Dancer in the Dark, Melancholia e Nymphomaniac, spaziando dai blockbuster (Armageddon) a film più sperimentali, ritrovando l’horror (da Halloween – The Beginning di Rob Zombie a Dracula 3000) e Gus Van Sant nel 2018 con il film Don’t Worry.
Nel 2018 gira Figlia mia, opera seconda di Laura Bispuri. Tra i mille progetti in cui ha meravigliosamente spaziato Kier è diventato icona musicale per Madonna, girando i video di “Erotica” e “Deeper and Deeper”, oltre ad apparire nel libro Sex. Trasferitosi a Echo Park, a Los Angeles, e in seguito a Palm Springs, Kier non ha mai smesso di lavorare. L’ultimo suo film, O agente secreto di Kleber Mendonça Filho, ha sbancato Cannes 2025 con due premi vinti e punta ora agli Oscar come miglior lungometraggio internazionale.

“Voglio che la gente guardi alla mia frenetica carriera con incredulità e noti che sono sempre rimasto al limite nonostante i risultati finali, spesso scarsi. Questa filosofia, e il lavoro costante con la nuova generazione di registi, mi mantengono giovane e attivo“, disse ad Alan Jones della rivista Shivers.
Nel 1991 Kier interpretò il suo primo personaggio gay su grande schermo, con Europa di Von Trier, sebbene l’omosessualità del personaggio fosse menzionata solo di sfuggita dopo il suo omicidio, per poi divertirsi con River Phoenix e Keanu Reeves in Belli e dannati. Con House of Boys, nel 2009, si è trasformato in una drag queen di nome Madame, mentre nel 2021 con Swan Song ha lavorato al fianco dello sceneggiatore e regista Todd Stephens, interpretando un parrucchiere omosessuale in pensione. Un ruolo che gli valse una candidatura ai Film Independent Spirit Awards come miglior attore. A lungo caratterista, raramente protagonista, ma in grado di bucare sempre lo schermo.
