Fabrizio Corona parla con la stampa del “caso Signorini”: cosa ha detto ai magistrati, due ipotesi di denuncia – VIDEO

Fabrizio Corona è stato ascoltato in Procura a Milano per l’inchiesta sul revenge porn. All’uscita ha parlato di nuovi nomi e presunte testimonianze sul caso Alfonso Signorini.

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Fabrizio Corona parla con la stampa del "caso Signorini"
Fabrizio Corona parla con la stampa del "caso Signorini"
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Fabrizio Corona sarebbe rimasto per circa un’ora e un quarto all’interno degli uffici della Procura di Milano, dove è stato ascoltato nell’ambito dell’indagine che lo vede coinvolto per l’ipotesi di revenge porn ai danni di Alfonso Signorini.

All’uscita dal Palazzo di Giustizia, davanti ai cronisti, l’ex agente fotografico non si è fatto di certo desiderare ed ha rilasciato dichiarazioni destinate ad alimentare ulteriormente il caso che coinvolge il conduttore del Grande Fratello Vip.

Secondo quanto riferito da Corona, gran parte dell’interrogatorio non si sarebbe concentrata sulla sua posizione, ma su presunte circostanze riconducibili al presentatore televisivo.

Corona in tribunale per il caso Signorini
Corona in tribunale per il caso Signorini

Caso Signorini, i nomi consegnati ai magistrati: “Un dossier strutturato”, parla Fabrizio Corona

All’interno della Procura, Corona ha dichiarato di aver consegnato ai pm Alessandro Gobbis e Letizia Mannella un elenco di nomi di aspiranti concorrenti del Grande Fratello che, a suo dire, avrebbero ricevuto messaggi a sfondo sessuale da Signorini.

Non più, dunque, accuse generiche come quelle avanzate nelle puntate del format YouTube Falsissimo, ma un presunto dossier con nominativi, contesti e materiale che ora spetterebbe agli inquirenti verificare.

“Per tre minuti si sarebbe parlato di revenge porn e per oltre un’ora di Alfonso Signorini”, ha spiegato Corona, lasciando intendere che il suo ruolo nell’inchiesta potrebbe evolversi.

Le presunte testimonianze dopo “Falsissimo”

Sempre secondo il racconto dell’ex paparazzo, dopo la messa in onda della puntata di Falsissimo dedicata al cosiddetto “sistema Signorini”, sarebbero arrivate oltre cento segnalazioni da parte di giovani che avrebbero riferito di aver ricevuto messaggi simili a quelli mostrati nel programma.

Testimonianze che, se confermate, potrebbero trasformare il caso da vicenda individuale a fenomeno più ampio, legato – secondo Corona – a una presunta modalità consolidata di contatto con aspiranti concorrenti del reality.

Le dichiarazioni di Corona: “Non agirei per vendetta”

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Corona ha respinto le accuse di muoversi per rancore personale: “Mi arrabbio con chi dice che faccio le cose per vendetta, io non faccio vendette contro nessuno”, ha dichiarato, spiegando di aver iniziato a raccogliere materiale dopo aver visto alcune apparizioni pubbliche di Signorini.

L’ex paparazzo ha inoltre sottolineato il ruolo pubblico del conduttore, affermando che, proprio per la sua posizione, dovrebbe attenersi a regole precise, soprattutto quando si parla di casting e selezione di partecipanti per programmi televisivi.

Le ipotesi di denuncia e il possibile allargamento dell’inchiesta

Corona ha infine annunciato che due denunce potrebbero essere depositate nei prossimi giorni. La prima riguarderebbe Antonio Medugno, ex concorrente del GF Vip intervistato durante la seconda puntata di Falsissimo, che ipotizzerebbe reati come tentata estorsione e violenza sessuale.

La seconda denuncia non sarebbe stata ancora dettagliata, ma potrebbe coinvolgere un altro soggetto pronto a presentare un esposto formale. Sul caso è intervenuto anche il Codacons, che ha depositato un esposto per presunto abuso di potere nei reality show.

I prossimi sviluppi del caso Signorini

Nei prossimi giorni si capirà se le dichiarazioni di Corona troveranno riscontro nelle verifiche degli inquirenti e se l’indagine si estenderà ulteriormente. Al momento, tutte le accuse restano da accertare e saranno eventualmente valutate nelle sedi giudiziarie competenti.

Il conduttore Alfonso Signorini, dal canto suo, ha affidato la questione ai propri legali, mentre l’attenzione mediatica sul caso continua a crescere.

© Riproduzione riservata.

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