“Lapidare gli omosessuali, uccidere ebrei e cristiani”: il caso del libro venduto da Fnac e Amazon in Francia

Un libro che incita alla violenza contro persone LGBTQ+, ebrei e cristiani è stato venduto da Fnac e Amazon fino allo scorso martedì. Il caso e le reazioni in Francia.

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Il libro scandalo in Francia, ritirato da Fnac e Amazon
Il libro scandalo in Francia, ritirato da Fnac e Amazon
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Un libro che invoca la lapidazione delle persone omosessuali e definisce gli ebrei come “nemici” è stato venduto fino a pochi giorni fa sui siti di Fnac e Amazon. La notizia arriva dalla Francia e riguarda il volume “Péchés et guérisons” (Peccati e guarigioni), che contiene appelli espliciti alla violenza contro persone omosessuali, ebrei e cristiani. 

Fnac

Il libro scandalo in Francia contro omosessuali, ebrei e cristiani

L’opera di circa 300 pagine finita al centro della polemica è stata pubblicata nel 2018 dalle edizioni Tawbah e messa in vendita sui siti di Fnac e Amazon (fino allo scorso martedì), è una raccolta di hadith – i detti e le gesta attribuiti al profeta Maometto – scritti da Ibn al-Qayyim, studioso musulmano del XIV secolo. 

Nel testo, come riporta Le Parisien, l’omosessualità viene definita “il più grande dei misfatti” e descritta come una “maledizione”. Le “soluzioni” proposte sono di una brutalità estrema: “immolarli”, oppure “cercare la costruzione più alta della città e gettare l’omosessuale di testa”, per poi “lapidarlo”.

Non meno violento è il linguaggio rivolto ad altre minoranze religiose: l’ebreo è indicato come “il nemico”, così come “gli apostati”, che bisogna “uccidere”

Citazioni come “l’omosessualità è peggio dell’omicidio” o “il Messia ucciderà ebrei e cristiani” hanno suscitato forte indignazione in Francia, anche perché il volume non circolava in ambienti marginali, ma era facilmente reperibile attraverso i maggiori canali di vendita generalisti.

La vendita su Fnac e Amazon e le recensioni a cinque stelle

“Lapidare gli omosessuali, uccidere ebrei e cristiani”: il caso del libro venduto da Fnac e Amazon in Francia - libro amazon - Gay.it

Fino a pochi giorni fa, il volume risultava ordinabile online su Fnac e Amazon, con tanto di recensioni entusiaste. Alcuni utenti lo definivano “molto utile e interessante per lo sviluppo della propria fede”, altri lo consideravano “molto interessante” perché “apporta conoscenza e riflessione“. Valutazioni a cinque stelle che mostrano come testi di questo tipo trovino un pubblico, spesso giovane, privo degli strumenti critici per contestualizzarli storicamente e teologicamente.

Dopo le prime polemiche, Fnac ha classificato il libro come “non disponibile” sul proprio sito, mentre Amazon ne ha sospeso la vendita online. Il ritiro non elimina però l’interrogativo centrale: come sia stato possibile che testi contenenti appelli espliciti alla violenza fossero proposti al grande pubblico attraverso circuiti commerciali di massa.

Ancora più grave, spiega BlitzQuotidiano, il fatto che il suddetto volume rientri nei libri acquistabili con il Bonus cultura.

La posizione di Fnac: “Rispettiamo il quadro legale”

Contattata da Le Parisien, Fnac ha precisato che l’opera “non è proposta in vendita nei negozi” fisici, sebbene fino a martedì mattina fosse disponibile all’acquisto online. 

Una portavoce, rispondendo alla domanda su come fosse possibile la presenza del libro dai contenuti esplicitamente violenti nella più grande libreria generalista francese, ha spiegato che “Fnac cataloga i suoi libri nel rispetto del quadro legale vigente” e che l’azienda “non si sostituisce né ai poteri pubblici, né alle autorità giudiziarie, né agli editori, che sono responsabili del contenuto delle opere che pubblicano”. Ha inoltre aggiunto che “se un libro è oggetto di segnalazioni presso le autorità competenti, la sua situazione può essere riesaminata in attesa di una loro risposta”.

Una replica certamente formale, che però non convince chi denuncia una mancanza di responsabilità etica nella selezione dei titoli, soprattutto quando si parla di incitamento all’odio.

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La reazione del mondo religioso: condanna e ambiguità

Tra le voci interpellate dal quotidiano francese, c’è quella di Chems-eddine Hafiz, rettore della Grande moschea di Parigi. “È scioccante, ovviamente”, ha dichiarato, collocando l’autore del libro nella scuola “più ortodossa che ci sia”. Hafiz ha ammesso che “non abbiamo completamente compiuto la nostra evoluzione rispetto a certi scritti antichi del Medioevo”, rifiutando di aderire a quei testi.

Allo stesso tempo, però, ha ricordato che nell’Islam – “come nella Bibbia” – l’omosessualità resta “un peccato”, invitando alla “prudenza” e al rispetto del “contesto” storico in cui il libro è stato scritto, e deplorando “i ricorrenti problemi di traduzione” di questi testi antichi. Una posizione che, pur prendendo le distanze dalla violenza, continua a lasciare aperta una frattura profonda con le persone LGBTQ+ credenti.

L’analisi degli studiosi: “Islam ridotto alla sua versione più intollerante”

Molto più netta è la lettura dell’islamologo Christian Jambet, che denuncia una deriva culturale precisa: “Questo tipo di libro mira a insegnare, in lingua francese, a una popolazione giovane che non parla arabo e non conosce nulla dell’islam, una visione vicina a quella dei Fratelli musulmani”. Secondo Jambet, negli ultimi anni si assiste alla moltiplicazione di raccolte di hadith “scelte appositamente per sostenere le dottrine più intolleranti”.

Allo stesso tempo, lo studioso rifiuta ogni semplificazione: ridurre l’islam a questi testi è un errore. Nel suo ultimo libro, “L’ordine dell’Essere”, Jambet ricorda come il filosofo sciita del XVII secolo Molla Sadra abbia fatto “l’elogio dell’amore omosessuale”, attribuendogli persino un “carattere provvidenziale”. Un richiamo importante alla pluralità delle tradizioni islamiche, spesso cancellata dal rumore dell’estremismo.

Il caso politico e il Bonus cultura

La polemica è arrivata fino al ministero della Cultura francese, che ha fatto sapere di stare “esaminando” la presenza del libro tra quelli acquistabili con il Bonus cultura destinato ai giovani. Il ministero ha ricordato che dal bonus sono escluse le opere “provenienti da organizzazioni aventi per obiettivo principale un’attività politica o religiosa”, pur precisando che il testo non è formalmente vietato alla vendita.

Sul fronte politico, il deputato del Rassemblement National Jean-Philippe Tanguy ha colto l’occasione per rilanciare slogan durissimi: “Serve una legge che vieti l’islamismo”, ha dichiarato ai microfoni di CNews Europe 1. Un intervento che rischia di strumentalizzare un problema reale – l’incitamento all’odio – per alimentare ulteriormente islamofobia e divisioni.

Un allarme anche per la comunità LGBTQ+

Per le persone LGBTQ+, questa vicenda resta un segnale d’allarme. Testi che invocano la lapidazione degli omosessuali non appartengono solo al passato: circolano oggi, vengono acquistati, letti e talvolta celebrati. Il fatto che ciò avvenga attraverso canali di diffusione generalisti apre a interrogativi necessari.

La sfida è duplice: contrastare con decisione ogni forma di incitamento alla violenza, senza cedere a generalizzazioni che colpiscono intere comunità. E, allo stesso tempo, rivendicare con forza il diritto delle persone LGBTQ+ a esistere, vivere e credere senza essere considerate un “peccato” o, peggio, un bersaglio legittimo.

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