Barman ucciso a Malcontenta, il movente: un video hot con una donna trans

Venezia: l’ex vigile confessa il timore della diffusione delle immagini.

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Riccardo Salvagna Sergiu Tarna donna trans video hot
Riccardo Salvagna, presunto omicida, a sinistra. Sergiu Tarna, la vittima, a destra.
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Emerge un movente inquietante dietro l’omicidio di Sergiu Tarna, il barman moldavo di 24 anni ucciso con un colpo di pistola alla fronte nella notte tra il 30 e il 31 dicembre nelle campagne di Malcontenta di Mira, vicino Venezia. A indicarlo è stato lo stesso presunto assassino, Riccardo Salvagno, 40 anni, ex agente della Polizia locale di Venezia, arrestato martedì scorso dopo alcuni giorni di fuga.

Il quadro, secondo quanto riferito dall’uomo durante l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip Claudia Ardita, è quello di un clima di deliberata transfobia. il delitto sarebbe maturato nel timore che la vittima diffondesse un video a contenuto sessuale che lo ritraeva in compagnia di una donna trans. Un filmato che, a suo dire, avrebbe potuto compromettere la sua carriera. Salvagno, assistito dall’avvocato Guido Galletti, ha sostenuto di aver più volte chiesto a Tarna di cancellare il video, senza successo.

Un delitto che dunque parla di uno stigma che continua a gravare sulle persone trans, trasformate troppo spesso in un segreto da nascondere, in una minaccia alla rispettabilità altrui. Un clima culturale che alimenta vergogna, paura dell’esposizione, violenza simbolica. Così, se l’esistenza di una persona diventa qualcosa da cancellare o da temere, il terreno è già pronto perché l’odio si traduca in violenza reale. Coem accaduto a Malcontenta di Mira.

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L’ex vigile ha negato l’intenzionalità dell’omicidio, e ha parlato di un’azione nata per “spaventare” la vittima e degenerata durante una colluttazione: una versione tutta da verificare. Le indagini, coordinate dal pm Christian Del Turco e dal procuratore capo reggente Stefano Ancilotto, proseguono per chiarire le responsabilità e ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Resta aperta anche la caccia al complice, che secondo gli inquirenti sarebbe un cittadino albanese fuggito all’estero subito dopo il delitto. Salvagno, dopo averlo accompagnato verso il confine orientale, avrebbe tentato la fuga passando per Verona e arrivando fino a Valencia, in Spagna. Rimasto senza denaro, è rientrato in Italia il 5 gennaio ed è stato arrestato nei pressi della propria abitazione grazie a un blitz dei carabinieri, supportato dall’uso di droni.

Agli atti dell’inchiesta anche messaggi minacciosi inviati alla vittima nei giorni precedenti. La sera del 26 dicembre i due erano stati visti litigare in un locale di Mestre; nella notte del delitto Tarna sarebbe stato caricato a forza in auto, portato in una zona isolata e ucciso poco dopo.

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