Uscirà nei cinema d’Italia con Eagle Pictures Melania, docufilm interamente dedicato a Melania Trump, 55enne ex modella nonché moglie di Donald Trump e seconda first lady di religione cattolica dopo Jacqueline Kennedy.
Melania di Brett Ratner, la sinossi
Melania, che sarebbe stato acquistato da Amazon MGM Studios per 40 milioni di dollari, promette di aprire “una finestra senza precedenti sui venti giorni che precedono l’Inaugurazione Presidenziale del 2025, raccontati per la prima volta attraverso lo sguardo diretto della First Lady. Un viaggio intimo e riservato dentro il mondo di Melania Trump, mentre si occupa dei preparativi per l’insediamento, affronta le complessità della transizione alla Casa Bianca e accompagna la sua famiglia nel ritorno nella Capitale. Grazie a materiali esclusivi, il film svela riunioni decisive, conversazioni private e ambienti mai mostrati prima, restituendo il ritratto di una donna che si prepara a ricoprire nuovamente uno dei ruoli più potenti e simbolici del pianeta“.
Un flop annunciato per Melania Trump?
Questa la sinossi ufficiale di un progetto che la diretta interessata, da sempre sfuggente, silente e glaciale nell’esplicitare espressioni anche solo lontanamente empatiche, ha così presentato: “La storia prende forma nei venti giorni che precedono l’Inaugurazione Presidenziale degli Stati Uniti. Per la prima volta, il pubblico di tutto il mondo è invitato al cinema per assistere a questo momento cruciale: uno sguardo privato e senza filtri mentre attraverso famiglia, lavoro e filantropia nel mio straordinario percorso verso il ruolo di First Lady degli Stati Uniti d’America“.
Ma le previsioni d’incasso sul suolo americano sono da brividi. I dati di monitoraggio relativi al botteghino prevedono per Melania “un‘apertura nazionale di milioni di dollari a una sola cifra, rispetto ai [40 milioni di dollari] pagati da Amazon per il film“.
“Lo studio si aspettava un’affluenza importante, ma finora non si è concretizzata“, ha confessato una fonte anonima Rob Shuter. “Potrebbero persino tacere i numeri ufficiali del box office se l’apertura fosse più debole del previsto“.
Come reagirà Trump ai cinema vuoti?
Conoscendo Donald Trump, la sua indiscitubile capacità nel seminare bugie e numeri inventati di sana pianta, non sarebbe propriamente sorprendente se il presidente degli Stati Uniti d’America provasse a trasformare un eventuale flop in uno straordinario successo. Nel dubbio, il tycoon ha definito il docufilm come “incredibile“, senza però rispondere alle voci sulla presenza del tutto cancellata di Ivanka e alle recenti controversie riguardanti il regista Brett Ratner, nel 2017 accusato di violenze sessuali da più attrici, cacciato dalla Warner, da allora mai più visto sul alcun set e il mese scorso comparso nei file di Epstein in una foto a torso nudo in cui è in posa al fianco di Jean-Luc Brunel, socio del criminale morto suicida in carcere nel 2019 dopo essere stato condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. Un regista così vicino a Trump dall’essere pronto a girare il 4° capitolo di Rush Hour, talmente voluto dal presidente dall’aver fatto pressioni su Paramount per il via libera alla pellicola. Che si farà.
Melania e Donald, da oltre 20 anni insieme

Ma è Melania, adesso, a fare paura. “Anche negli USA di Trump“, ha rivelato una fonte interna in relazione alle prevendite del documentario, “i cinema sono praticamente vuoti“. Eventualità tutt’altro che inimmaginabile, vista la popolarità in picchiata del 79enne Donald, con la first lady solo apparentemente infastidita dalla sua presenza, tanto da diventare meme ad ogni uscita pubblica.
Eppure Melania sempre lì sta, al suo fianco, da oltre 20 anni. Nel 2020 si definì “scioccata nello scoprire che alcuni pensano che Donald Trump sia omofobo”, per poi essere accusata di omofobia per aver licenziato un suo collaboratore perché usava Grindr e nel 2024 dirsi sicura che le persone trans starebbero “imponendo le loro ideologie a tutti”. Nel trailer del docufilm Melania definisce suo marito un “presidente pacificatore e unificatore“. C’è altro da aggiungere?



