Nel 2021 Erin Reed, giornalista trans che vive a Washington con un’influente newsletter in abbonamento su ErinInTheMorning.com, ha dato vita ad un’iniziativa chiamata “Girl Scout transgender“.
Genesi di una campagna inclusiva
All’epoca Reed pensò a questa campagna perché voleva semplicemente comprare dei biscotti. Dato che nel 2015 le Girl Scout avevano ufficialmente accolto le ragazze transgender, ad Erin sembrava il modo perfetto per supportare direttamente gli adolescenti e le adolescenti transgender, ricevendo allo stesso tempo gli amatissimi cookies. Peccato che rintracciare ragazze trans non fosse affatto facile. Persino le richieste di Reed ai gruppi LGBTQ+ locali non produssero risultati, tanto da obbligarla a chiedere consigli ai suoi follower sui vari canali social. Fortunatamente alcuni risposero, con quella lista che inizialmente contava appena tre ragazze trans per poi diventatare movimento nazionale, con 189 scout ad oggi presenti. Solo in questa stagione hanno venduto la bellezza di 71.254 scatole di biscotti. A 6 dollari a scatola il totale supera i 427.500 dollari, tutti raccolti per le Girl Scout trans.
L’anno scorso le scout in lista hanno utilizzato i fondi per partecipare alla Convention Nazionale delle Girl Scout, andare in campeggio e sostenere viaggi in luoghi lontani come il Giappone e la Costa Rica. Quest’anno i loro obiettivi sono altrettanto ampi, con le scout che sperano di vedere spettacoli a Broadway, sostenere le persone senza fissa dimora nelle loro comunità o viaggiare fino alle Cascate del Niagara. Nel complesso, gli acquisti hanno contribuito notevolmente ad aiutare queste Girl Scout transgender a raggiungere obiettivi che altrimenti sarebbero stati per loro irraggiungibili. Ma non è solo una questione puramente economica, ha precisato Erin, perché questa campagna ha fatto in modo che queste adolescenti “si sentissero amate, viste, rispettate e felici di essere ciò che sono“.
Fare comunità attraverso i biscotti
Per Reed questa iniziativa ha semplicemente cercato di “rendere le loro giornate un po’ migliori, perché Dio solo sa cosa devono già affrontare“.
“Per molti versi, oggi è molto più difficile di 5 anni fa”, ha sottolineato Reed a The Advocate, facendo riferimento al clima transfobico che si sta vivendo negli USA di Trump.
“Ma per molti altri versi penso che la comunità si sia rafforzata ed è diventato più facile e più essenziale trovare membri con cui entrare in contatto”. “Molte di queste ragazze non vivono in zone in cui si affermano. Molte vivono in stati repubblicani”. “Molte vivono in luoghi in cui è stato detto loro che sono sbagliate per quello che sono. Scoprire che non solo la persona che sono non è una cosa negativa, ma qualcosa di cui possono essere orgogliose e qualcosa che le persone vogliono aiutare, è significativo. Per una volta nella vita, essere trans li ha effettivamente un po’ aiutate”.
Oltre agli incredibili numeri generati dalle vendite dei biscotti, le famiglie di queste ragazze trans hanno raccontato ad Erin quanto questa iniziativa sia stata impattante nei loro confronti, come la vendita dei biscotti sia diventata una rara fonte di gioia, un promemoria su quante persone in tutto il Paese le vedeno, le apprezzino e si preoccupino per le loro vite.
Quando Reed ha iniziato a stilare la lista di Scout Girl trans della sua campagna, solo uno Stato d’America aveva vietato l’assistenza per l’affermazione di genere per i minori. Cinque anni dopo ben 26 Stati d’America vietano il trattamento e ben sei di questi hanno avviato delle cause contro i medici professionisti che lo forniscono. A Minneapolis, dove sono stati uccisi a sangue freddo Renee Good e Alex Pretti, le incursioni degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement hanno reso troppo pericoloso persino vendere i biscotti porta a porta. Per Reed la resistenza a queste violenze è necessaria.
“Resistere in ogni modo possibile. Essere quel fastidioso ostacolo. Non lasciare che questi ragazzi e queste ragazze vengano schiacciatə. Non lasciare che questə ragazzə si facciano male e fare tutto ciò che è in nostro potere per impedirlo.”
