È morta a soli 71 anni al termine di una breve malattia Catherine O’Hara, esplosa ad Hollywood grazie al ruolo di Delia Deetz nel film Beetlejuice di Tim Burton dopo anni di sketch comici in patria con SCTV (l’equivalente canadese di SNL).
Era il 1988 e la carriera di O’Hara decollò rapidamente, con Dick Tracy di Warren Beatty girato nel 1990 e soprattutto Mamma ho perso l’Aereo di Chris Columbus. La “mamma” del titolo italiano era proprio lei, Kate McCallister, con quel Kevin urlato in faccia alla telecamera che è diventato un pezzo di storia del Cinema. Macaulay Culkin, che è stato suo figlio anche nel sequel Mamma ho riperso l’aereo, ha così voluto ricordarla.
“Mamma. Pensavo avessimo tempo. Ne volevo di più. Volevo sedermi su una sedia accanto a te. Ti ho ascoltato, ma avevo ancora così tanto da dirti. Ti voglio bene. A presto”.
Nel 1993 Catherine ritrova Tim Burton con Nightmare Before Christmas di Henry Selick, doppiando il personaggio di Sally / Vedo, per poi bissare con Frankenweenie nel 2012 e tornare su un set live-action del regista con Beetlejuice Beetlejuice, sequel del 2024, suo ultimo film. Nel 2018 diventa Ufficiale dell’Ordine del Canada, con questa motivazione:
“Catherine O’Hara è una pioniera culturale. Il suo straordinario talento ha generato molte performance memorabili in blockbuster come Beetlejuice e Home Alone; inoltre, è lodata per i suoi ruoli televisivi, più recentemente nella serie di successo “Schitt’s Creek”. Il suo successo internazionale ha ispirato molti artisti e ha contribuito a spianare la strada alla prossima generazione di donne nella commedia”.
Dopo anni di appannamento, con l’industria che inspiegabilmente si dimentica di lei, Catherine O’Hara ritrova una 2a giovinezza artistica grazie alla serie cult Schitt’s Creek, con la quale vince un Emmy, un Critics Choice Awards e un Golden Globe. La sua irresistibile Moira Rose, attrice fallita e icona della moda dalle battute memorabili con un figlio pansessuale, ha rilanciato il suo status di icona della comunità, più volte orgogliosamente rivendicato.
O’Hara ha spesso lodato la scelta di Dan Levy, co-autore dello show nonché co-protagonista, di creare un mondo in cui l’orientamento sessuale dei personaggi non fosse mai presentato come un “problema” o un conflitto. Catherine descrisse la serie come un esempio di come la vita dovrebbe essere, ovvero un luogo senza omofobia dove l’amore è semplicemente amore. La sua Moira è da subito diventata icona drag per la sua ostentata teatralità, il suo guardaroba eccentrico, le sue battute fulminanti. In un’intervista a The Advocate, Catherine ricordò di aver pianto durante la scena della proposta di matrimonio tra David e Patrick, spiegando che non vedeva “un figlio gay e il suo fidanzato“, ma semplicemente un figlio vulnerabile amato da una persona meravigliosa.
Grazie a Schitt’s Creek, che è paradossalmente esplosa in tutto il mondo alla vigilia della sua sesta e ultima stagione, O’Hara non si è più fermata, prendendo parte a progetti come Una serie di sfortunati eventi, e le pluri-premiate The Studio e The Last of Us, ottenendo la nomination agli Emmy per questi ultimi due progetti. Sposata dal 1992 con lo scenografo Bo Welch, conosciuto sul set di Beetlejuice, Catherine lascia due figli.

