Francia, rifiuta di visitare una paziente trans: “Mi occupo solo di vere donne”, ginecologo sospeso

Nell’agosto 2023 una donna trans si è vista rifiutare una visita ginecologica a Pau, in Francia. Il ginecologo è stato poi sospeso dall’Ordine dei medici: i fatti, le dichiarazioni, le denunce e il contesto sanitario francese.

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In Francia un ginecologo si rifiuta di visitare una paziente trans: sospeso
In Francia un ginecologo si rifiuta di visitare una paziente trans: sospeso
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Un ginecologo di Pau, nel sud-ovest della Francia, è stato sospeso temporaneamente dall’esercizio della professione dopo aver rifiutato di visitare una paziente trans, sostenendo di essere qualificato esclusivamente per trattare “vere donne”. La vicenda, avvenuta nell’agosto 2023, ha portato a una sanzione disciplinare decisa dal consiglio regionale dell’Ordine dei medici della Nuova Aquitania e ha spostato l’accento sull’accesso alle cure sanitarie per le persone trans in Francia.

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Francia, ginecologo rifiuta di visitare una paziente trans

Il medico coinvolto è Victor Acharian, uno dei ginecologi più noti della città di Pau, che esercitava anche presso la policlinica Pau Pyrénées, nei Pirenei Atlantici.

Secondo quanto ricostruito dalla stampa francese, la paziente, una donna trans all’epoca dei fatti di 26 anni, aveva preso appuntamento tramite la piattaforma Doctolib “un po’ a caso” per dei dolori al petto. Una volta arrivata in clinica, accompagnata dal suo compagno, era stata informata dalla segretaria che il medico non l’avrebbe ricevuta.

“Mi ha detto che il medico non si occupa di questo e che non mi avrebbe ricevuta. Ero sotto shock, era la prima volta che subivo una transfobia del genere, è stato iper-violento”, ha raccontato la donna in un’intervista rilasciata all’epoca a Le Parisien.

La denuncia pubblica e la diffusione del caso

Nei giorni successivi all’episodio, la vicenda ha iniziato a circolare ampiamente sui social network, dopo che il compagno della paziente ha pubblicato un commento indignato online. “Era il primo appuntamento della mia compagna trans: si è rifiutato di riceverla, la sua segretaria ci ha trattati con freddezza. Lo sconsiglio, mai più”, aveva scritto sulla pagina Google dell’ambulatorio del ginecologo di Pau.

Alla recensione, il dottor Acharian aveva risposto pubblicamente, ribadendo di occuparsi esclusivamente di “vere donne” e utilizzando espressioni che hanno ulteriormente alimentato le accuse di transfobia. Il medico aveva sostenuto di non avere “alcuna competenza per occuparsi di UOMINI, anche se si sono rasati la barba e vengono a dire alla mia segretaria che sono diventati donne”.

Intervistato successivamente da Le Parisien, il ginecologo ha riconosciuto di aver “agito sotto l’impulso della rabbia”, dichiarandosi “profondamente dispiaciuto di averli feriti”. Allo stesso tempo, ha respinto le accuse di transfobia, sostenendo di essere “ben lontano dall’essere omofobo e ancora meno transfobo”.

Il dottor Acharian ha motivato il proprio comportamento facendo riferimento a una presunta mancanza di competenze: “È solo che sarei incapace di visitare una persona trans, di consigliarla, non ho questa competenza”. Ha quindi ribadito la propria posizione affermando: “Scientificamente, un uomo è un uomo, una donna è una donna. Anche se si considera una donna, io dico che è un uomo”, aggiungendo di voler presentare denuncia per “aggressione verbale” e “diffamazione”.

Alle dichiarazioni del medico ha replicato la paziente, che sulle colonne del quotidiano ha commentato: “Mi fa quasi sorridere che dica di non essere transfobico, quando le sue parole dimostrano il contrario: è troppo facile. La transfobia non è un’opinione, è un reato”.

La sospensione decisa dall’Ordine dei medici

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Le dichiarazioni del ginecologo hanno portato il caso davanti alla sezione disciplinare dell’Ordine dei medici della regione Nuova Aquitania, che nel corso di un’udienza tenutasi lo scorso dicembre ha deciso per una sospensione temporanea dall’esercizio della professione.

In concreto, il medico dovrà chiudere il suo studio per tutto il mese di marzo. La decisione è stata confermata da La République des Pyrénées, che ha precisato come Acharian abbia comunque la possibilità di presentare ricorso.

“Siamo soddisfatti di avere la conferma che quanto accaduto quel giorno era totalmente anormale”, ha commentato l’avvocato della paziente, Édouard Martial, sottolineando il valore simbolico della sanzione.

Le reazioni delle associazioni

La vicenda ha immediatamente sollevato reazioni da parte delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti LGBTQIA+. Tra le prime a intervenire è stata SOS Homophobie, che ha denunciato il comportamento del medico, sottolineando come il rifiuto di cure sanitarie basato sull’identità di genere possa configurare una violazione dei diritti fondamentali. L’associazione ha dichiarato che le azioni del ginecologo avrebbero potuto essere “anche punibili con sanzioni penali”.

Anche SOS Transphobie ha presentato denuncia, portando all’apertura di un’indagine da parte della procura di Pau. Secondo le associazioni, l’episodio non è isolato, ma si colloca all’interno di un quadro più ampio di difficoltà e discriminazioni che le persone trans incontrano nell’accesso alle cure sanitarie.

La sospensione ha diviso l’opinione pubblica francese. Accanto alle prese di posizione delle associazioni LGBTQIA+, alcune attiviste femministe e altri professionisti sanitari hanno espresso sostegno al ginecologo.

Tra queste, come riporta GBNews, Marguerite Stern, già nota per le sue posizioni critiche nei confronti delle istanze trans, ha definito la sanzione “ingiustificata”. “I ginecologi sono qualificati solo per curare le donne… Viviamo in un mondo di pazzi”, ha dichiarato, contribuendo a riaprire un confronto che in Francia, da anni, divide profondamente opinione pubblica, mondo medico e associazioni.

Accesso alle cure e discriminazioni: la situazione in Francia

Accesso alle cure per persone trans

Secondo un rapporto pubblicato da Doctors of the World, circa il 50% delle persone trans in Francia rinvia o annulla appuntamenti medici per timore di subire discriminazioni.

Una condizione che, secondo le associazioni, ha effetti diretti sulla salute fisica e mentale delle persone coinvolte. “È brutale negare il diritto alla salute, che è un diritto universale di cui godono tutti i cittadini”, ha dichiarato a Euronews Mar Cambrollé, presidente della Trans Platform Federation in Spagna.

La sospensione di Victor Acharian rappresenta uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni in Francia sul tema del rapporto tra libertà professionale, deontologia medica e diritti delle persone trans. Al di là dell’esito di un eventuale ricorso, la decisione dell’Ordine dei medici ha segnato un punto fermo: il rifiuto di cure basato sull’identità di genere non rientra nella normalità dell’esercizio medico.

Resta aperta, sul piano giuridico e culturale, la questione di come garantire un accesso alle cure sanitarie effettivo e non discriminatorio, in un contesto europeo segnato da un confronto politico e sociale sempre più acceso sui diritti LGBTQIA+.

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