Dalle librerie al grande schermo fino ad arrivare al palco, per dire basta all’omobitransfobia. È davvero tutto pronto per il musical tratto da Il ragazzo dai pantaloni rosa, dal 20 febbraio in prima assoluta al Teatro Sistina di Roma, adattamento dell’omonimo film sceneggiato da Roberto Proia con Margherita Ferri alla regia.
Dopo gli oltre 10 milioni di euro incassati al Cinema, il Nastro d’Argento vinto per la miglior canzone di Arisa “Canta ancora” e le polemiche per l’incresciosa anteprima romana dell’ottobre del 2024 con insulti omofobi dagli studenti presenti in platea, la drammatica storia di Andrea Spezzacatena, quindicenne che si tolse la vita perché vittima di bullismo e cyberbullismo, si è trasformata in juke box musicale con una playlist di canzoni popolarissime del pop-rock italiano scelte come parte del racconto, “in un caleidoscopio di grandi successi che appaiono talmente calzanti al racconto da sembrare quasi scritti apposta per questa storia“.
Il cast del musical Il ragazzo dai pantaloni rosa
Lo stesso Proia, sceneggiatore del film, si è occupato dell’adattamento teatrale insieme al regista Massimo Romeo Piparo, con Samuele Carrino, già protagonista del film, ancora una volta negli abiti di Andrea Spezzacatena. Al suo fianco Rossella Brescia, nei panni della madre di Andrea, Teresa, e Sara Ciocca, volto anche della versione cinematografica. Christian Roberto avrà il delicato ruolo di un Andrea 27enne, narratore disincantato e voce del “domani”. Completano ilcast Donato Altomare nel ruolo di Tommaso, padre di Andrea; Matteo Volpotti in quello dello stravagante e contagioso prof. di musica Gioli; Tommaso Pieropan nei panni di Christian, il bello e bullo della scuola, carnefice designato;e il piccolo Michele Mula nel ruolo del fratellino Daniele.
La direzione musicale è firmata da Emanuele Friello, mentre le coreografie sono di Dalila Frassanito, le scenografie di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri, il suono di Stefano Gorini. La playlist, scelta con cura dallo stesso Piparo, vedrà ovviamente in primo piano il brano di Arisa “Canta ancora”, per poi includere hit “da cantare” come 100messaggi, A modo tuo, Gigante, Il filo rosso, La fine, Sogna ragazzo sogna Sanremo, Una musica può fare, Volevo essere un duro, e altre ancora, tutte arrangiate per l’occasione dal Maestro Emanuele Friello che guiderà l’immancabile Orchestra dal vivo.
In questa inedita versione teatrale Piparo ha scelto di puntare tutto sulle emozioni veicolando un messaggio di chiaro valore sociale, a voler stimolare una riflessione attraverso l’arte, la bellezza e la musica, non solo per denunciare un fenomeno purtroppo ancora dilagante ma anche per guardare al futuro con rinnovata fiducia e speranza.
Il ragazzo dai pantaloni rosa, parla il regista Massimo Romeo Piparo
“Spesso il lavoro di noi creativi e comunicatori si scontra con l’aderenza alla realtà che ci circonda. Ma il valore più grande che ha il Teatro è quello di fare da specchio alla società per far riflettere le spettatrici e gli spettatori nelle loro virtù e debolezze. Ecco che ogni tanto, nel grande mare dell’intrattenimento dal vivo – a volte tempestoso ma spesso piatto e schifosamente calmo – puntare la barra del timone su un’isola felice diventa vitale. Il ragazzo dai pantaloni rosa diventa per me una pietra miliare – ha dichiarato Massimo Romeo Piparo -, non solo una tappa di unp ercorso bensì l’approdo a una forma di creatività tout court che mi ha spinto a immaginare un intero spettacolo partendo da una forma di racconto totalmente diversa e lontana dal musical (il film cinematografico) per approdare ad un esempio divero e proprio juke-box musical grazie alle “lezioni” che ho potuto ricevere sul campo cimentandomi in passato con capolavori come Mamma Mia!, We will rock you o il recentissimo Moulin Rouge! IlMusical. Ho apprezzato moltissimo la forza dirompente con cui Teresa Manes, la mamma del ragazzo a cui il nostro racconto si ispira, ha voluto fortemente regalarci la sua dolorosissima esperienza: da genitore, credo che non esista un dolore più dilaniante di questo. E ho altresì ammirato la chiave di racconto che ha scelto Roberto Proia nella sua sceneggiatura affinché di questa tragedia emergesse l’aspetto più luminoso – se mai si potesse ipotizzarne uno – che è la voglia di guardare avanti saltando il mero tragico episodio per evidenziarne le cause che lo hanno preceduto. Nel contribuire umilmente al racconto attraverso un’opera ancora più evoluta – perché comprensiva anche della musica, linguaggio universale che coinvolge e unisce – ho addirittura voluto riportare idealmente Andrea “tra noi” nella veste di narratore, una sorta di “voce del pensiero” tipo “se oggi fossi ancora qui…”, rendendo più leggero il racconto nella speranza che arrivi il messaggio che il sacrificio di Andrea possa non essere vano ma riesca afar fermare gli adolescenti per un paio d’ore a pensare quanto sarebbe bello se tutti rispettassimo l’individualità degli altri senza affrettati giudizi e senza quella maledetta, tremenda, aberrante ricerca delle pecorelle contro cui farsi leoni.”
Dopo il boom al Cinema e su Netflix, Il ragazzo dai pantaloni rosa avrà un remake americano diretto da Nick Cassavetes, con via alle riprese sempre più prossimo negli Stati Uniti. Andrea Spezzacatena aveva appena 15 anni, quando quel 20 novembre del 2012 si tolse la vita dopo aver subito numerosi atti di bullismo da parte dei compagni di scuola. A causa di un lavaggio sbagliato, i jeans rossi che Teresa, madre di Andrea, aveva regalato al figlio si erano tinti di rosa. Andrea decise di indossarli ugualmente, senza pensare alle reazioni dei suoi compagni di scuola, che però arrivarono in maniera violenta e continuativa, culminando con l’apertura di una pagina Facebook chiamata per l’appunto Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa. Teresa Manes scoprì l’esistenza della pagina solo dopo la morte del figlio. La vicenda di Andrea ha rappresentato il primo caso in Italia di bullismo e cyberbullismo che ha portato al suicidio di un minorenne.
Il 6 febbraio, alla vigilia della Giornata mondiale contro il bullismo e cyberbullismo, il musical teatrale è stato presentato ad oltre 100 ragazzi dalla scuola media Bramante di Roma e ai giovani allievi dell’Accademia Il Sistina, alla presenza della madre di Andrea Spezzacatena, Teresa Manes, Cavaliere della Repubblica per volontà del presidente Mattarella che da anni incessantemente va di scuola in scuola, da nord a sud isole comprese, per raccontare la storia di suo figlio e l’infinita pericolosità del bullismo omobitransfobico. Una piaga a cui porre fine grazie anche a quell’educazione sessuo-affettiva che il governo Meloni vuole vietare per legge e/o limitare al consenso informato dei genitori.







