Davide Proto, ritrovato l’attivista LGBT scomparso da Bologna: “È al sicuro e sta bene”. Il Cassero chiede rispetto e silenzio

Davide Proto, 26 anni, studente Unibo e attivista LGBTQIA+, scomparso da Bologna nei giorni scorsi, è stato ritrovato e sta bene. Il messaggio del Cassero: "Chiediamo di rispettare questo silenzio".

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Davide Proto, attivista LGBT scomparso da Bologna: l'appello del Cassero
Davide Proto, attivista LGBT scomparso da Bologna: l'appello del Cassero
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Aggiornamento del 10 febbraio 2026Davide Proto è stato ritrovato ed è al sicuro. A comunicarlo è il Cassero LGBTQIA+ Center, che nelle ultime ore ha diffuso un aggiornamento ufficiale sulle ricerche del 26enne, scomparso da Bologna lo scorso 7 febbraio.

“Dado è al sicuro e sta bene”, si legge nel messaggio condiviso dal centro culturale bolognese, che ringrazia tutte le persone che si sono mobilitate in questi giorni per sostenere le ricerche, “sia dando risonanza all’appello sia in altri modi”.

Nel comunicato, il Cassero sottolinea l’importanza di riportare ora la situazione alla normalità: “Al momento è importante che le acque si calmino e che la situazione torni il più possibile in fretta alla normalità, lasciando la famiglia e Dado in tranquillità”.

Il centro precisa inoltre che né la famiglia, né gli amici, né la comunità del Cassero rilasceranno ulteriori dichiarazioni, chiedendo esplicitamente che questo silenzio venga rispettato. “Chiediamo di rispettare questo silenzio”, conclude il messaggio, accompagnato da un nuovo ringraziamento a chiunque abbia offerto supporto durante le ore di apprensione e ricerca.

L’appello, diffuso nei giorni scorsi e condiviso da migliaia di persone, aveva attivato una vasta mobilitazione tra Bologna, Salerno e anche all’estero. Con l’annuncio del ritrovamento, la priorità indicata dalla comunità è ora la tutela della serenità di Davide e dei suoi affetti.

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Del 26enne Davide Proto, studente di Lettere e Filosofia all’Università di Bologna e membro del direttivo del Cassero LGBTQIA+ Center, non si hanno più notizie da sabato 7 febbraio. L’ultimo segnale del suo telefono è stato localizzato in zona Brennero intorno alle 11 del mattino. Da quel momento, il silenzio.

La notizia ha rapidamente fatto il giro dei social e degli ambienti universitari e dell’associazionismo LGBTQIA+, attivando una mobilitazione che coinvolge Bologna, Salerno – città di origine di Davide – e anche la Germania. Tra le ipotesi al vaglio, infatti, c’è quella che il giovane possa essersi diretto a Berlino, città a cui era particolarmente legato.

Davide Proto
Davide Proto

Davide Proto scomparso: l’ultimo segnale al Brennero e l’ipotesi Berlino

Secondo quanto comunicato dagli amici e rilanciato dal Cassero sui social, “l’ultima volta che il suo telefono è stato localizzato era in zona Brennero intorno alle 11 di mattina”. Un dettaglio che ha orientato le ricerche anche oltre i confini italiani.

“Ipotizziamo sia diretto verso Berlino ma non abbiamo certezze”, si legge nell’appello diffuso online. Una possibilità che non nasce dal nulla: Davide aveva più volte espresso un legame profondo con la capitale tedesca, considerata da molti una meta simbolica di libertà, studio e sperimentazione culturale.

Al momento, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali sui suoi spostamenti dopo l’uscita da Bologna.

Chi è Davide Proto: studente e attivista LGBT

Davide Proto ha 26 anni, è originario di Salerno e vive a Bologna dove frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Alma Mater Studiorum. La sua presenza in città, però, non si limita all’ambito universitario.

Davide – per tuttə “Dado” – è una figura attiva nell’associazionismo LGBTQIA+. Fa parte del direttivo del Cassero, storico centro culturale e politico della città, punto di riferimento per la comunità queer bolognese e non solo. All’interno del centro è conosciuto per il suo impegno culturale, politico e redazionale, oltre che per le attività di volontariato e aggregazione.

A raccontare il suo percorso e il suo sguardo sul mondo sono anche le parole che Davide affida al blog personale che cura, rilanciate anche da Il Messaggero: “Sono nato a Salerno, rima di inverno – scrive – tra un pisolino e un gioco da tavolo sollevo polemiche e provo a scribacchiare un po’ di tutto”. Un’autodefinizione che restituisce l’immagine di una persona curiosa e impegnata, attiva nell’associazionismo LGBTQIA+: “Con questo spirito – prosegue – al Cassero sono redattrice de La Falla dal 2020, volontaria della Gilda e consigliera di direttivo con la mozione “Figlie delle Stelle”. Al momento studio Italianistica e mi occupo di punto croce e di rappresentazione di genere nella lingua”.

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È proprio dal Cassero che, nelle ore successive alla scomparsa, è partito uno degli appelli più condivisi.

L’appello del Cassero: “Ritroviamo Dado”

“È con profondo dolore e apprensione che comunichiamo che Dado, amicə, attivista e membro della nostra comunità risulta irrintracciabile da sabato 7 febbraio”, si legge nel post pubblicato sui canali social del Cassero LGBTQIA+ Center.

Il messaggio, diffuso “in accordo con la famiglia di Dado”, invita a dare massima visibilità alla notizia e fornisce indicazioni precise: Chi l’avesse avvistato dopo la sera del 6 febbraio contatti direttamente la Polizia oppure scriva al numero 3519464571 (Lea).

Nel post vengono condivise anche alcune fotografie recenti di Davide, utili per un eventuale riconoscimento, e dettagli sull’abbigliamento: jeans, giacca scura, sciarpa bordeaux e zaino viola.

Le ricerche della famiglia e il ruolo dell’associazione Penelope

Parallelamente alla mobilitazione degli amici, anche la famiglia di Davide ha attivato le ricerche ufficiali. È stata presentata denuncia alle forze dell’ordine e l’appello è stato rilanciato attraverso l’Associazione Penelope Emilia-Romagna, che si occupa di persone scomparse.

“Davide non si trova, siamo preoccupatissimi”, è il messaggio diffuso dall’associazione. L’invito rivolto a chiunque abbia informazioni utili è di contattare il numero unico di emergenza 112 o direttamente Penelope.

Secondo le informazioni fornite, Davide è alto circa 1 metro e 80 e pesa 65 chili.

Sotto il post del Cassero, così come in altri appelli social, si moltiplicano i messaggi di affetto, preoccupazione e speranza. “Siamo tuttə preoccupatə”, scrive un utente. Ed ancora: “Spero ti abbiano solo rubato il telefono”, “Dado, torna a giocare a Magic con noi”, aggiunge un altro amico. Appelli che restituiscono il ritratto di una persona profondamente inserita in una rete di relazioni e amicizie.

Al momento, e fino alla serata di ieri, la famiglia – molto conosciuta anche in Costiera amalfitana e nella Valle dell’Irno, territori in cui lavorano i genitori – ha scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche, concentrando ogni energia nelle ricerche del giovane.

Le ricerche proseguono anche fuori dall’Italia

Nelle ultime ore, le ricerche si sono estese anche all’estero. La famiglia sta verificando possibili tracce in Germania, in particolare a Berlino, mentre continuano i contatti con le autorità italiane.

Al momento non sono emersi elementi che facciano pensare a un coinvolgimento di terze persone o a situazioni di pericolo accertato, ma l’assenza di notizie mantiene alta l’apprensione.

Come aiutare: numeri e indicazioni utili

Chiunque abbia visto Davide Proto o disponga di informazioni utili è invitato a:

  • contattare immediatamente il 112
  • rivolgersi all’Associazione Penelope
  • scrivere o chiamare il numero indicato dal Cassero: 351 9464571 (Lea)

Ogni segnalazione, anche la più piccola, può essere importante.

Intanto, Bologna, Salerno e una parte d’Europa restano in attesa. Con un messaggio che rimbalza ovunque e rivolto al 26enne: “Torna, ti aspettiamo”.

© Riproduzione riservata.

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